Il giorno del kippur e' stato per me sempre correlato alla guerra. a quella guerra che scoppio' il sabato 6 ottobre del 1973, dopo la caduta di Naor nel 2006 , si e' sovrapposto a quel trauma personale un trauma ancora piu ampio. duro , particolare e cosi l'associazione, il pensiero a quei giorni difficile della guerra e' piu' vago.
In ogni modo ho deciso oggi di cercare le mie sensazioni passate durante quei giorni ed anche cercare di lasciare scritto per i figli parte del passato.
Quando arrivai in Israele, nel dicembre del 1968, ero cosi' sicuro che la pace fosse alle soglie, ci crdevo e credevo anche negli arabi, credovo che quella guerra del 1967 avesse portato in oltre allo spirito bellico, entusiamo e prosperita' anche un pensiero su come andare avanti verso una pace. I paesi arabi avevano capito che con la forza non si puo' distruggere Israele, purtroppo Israele non capi' allora e mai negli ultimi quaranta anni che la pace si fa con i nemici. Non bisogna ancora oggi dopo tante delusioni avere fiducia sia in noi stessi che nei palestinesi. solo cosi si puo' arrivare ad una soluzione.
I tre anni dopo l'alia' sono passati in un baleno.
Tra la difficolta' di introdursi in kibbutz, poi il matrimonio con Tamar la nacita di due figli a distanza di poche mesi uno d'altro(Dikla, Doron ), l'assorbimento della mia mamma Clara e mio fratello Guido nel kibbutz, gli studi di pittura al villaggio artistico di En hod assieme al lavoro fisico nella fabbrica del kibbutz non mi lasciarono spazio per capire che la situazione politica e militare dello stato fosse molto piu' complicata.
Si viveva in una atmosfera di prosperita' economica e sebbene la "guerra d' attasha'" che durante questi anni continuava lungo le sponde del canale di Suez a procurare le sue vittime giorno per giorno la cosa veniva considerata ( certamente non per quelle famiglie colpite) come parte del vivere, parte della nostra lotta per l'esistenza della popolazione e dello stato. Tutto cio' era lontano da casa, milluimnikim nel Sinai, nel Golan o in Cisgiordania o a Gaza era parte della nostra esistenza e credo che chi andava lo accettasse anche in modo pacato senza farsi tante domande.
In quei tre anni fui anche mandato al mio tironut (CAR) per solo tre mesi,( a Sebastia e poi a Zrifin) essendo nuovo immigrato e all'eta' di 27 anni. Allora avevo gia' mia figlia Dikla' di pochi mesi, ed era il 1970, ricordo bene la data perche' proprio in quel periodo si svolgeva il campionato del mondo in Messico dove Israele conquisto' ( altra conquista forse piu' bella...!) il pareggio con l'Italia. Il periodo del tironut fu quello piu' difficile nella mia vita ( fino allo scoppio della guerra), mi fu difficilissimo sopportare le condizioni , le imposizioni, le umiliazioni che giovani ( piscioni appena svezzati) soldati procurassero a uomini come me e come i miei camerati gia' con famiglie, moglie e figli. Il primo giorno dell'esercitazioni ancora non in divisa ebbi uno svenimento cosa che pero' non mi dette nessuna agevolazione.
La distanza da Tamara e da la mia figlia Dikla che era appena nata ( 04-11-1969) fu molto sentita in quel periodo anche perche' la possibilita' di usare il telefono fu molto difficile. Non esistevano telefoni nelle case e il PELEPHON era ancora nei sogni degli scenziati.
Ne uscii dopo tre mesi con il compito e il diploma di soldato specializzato nel funzionamento di mortai da 120 millimetri montati su cingolati. ( piccole jip corrazzate).
Dopo un anno fui richiamato a milluim per l'organizzazione di un reggimento nuovo che comprendeva grossa parte dei "diplomati" del Car, ottanta per cento nuovi immigranti che non capivano ancora bene l'ebraico e non sapevano farsi comprendere, tutti come me.
I capi delle unita' e del reggimento erano giovani nati in Israele, soldati fatti, dopo piu' di tre anni di addestramento, i quali passando ai milluim ( le riserve) e dato anche l'eta' piu' avanzata il comportamento divento' piu' facile, intimo e amichevole. Dopo queste tre settimane di milluim non indossai piu' i vestiti verdi dell'esercito fino al 6 ottobre 1973.
La notizia o meglio il bisbiglio della notizia che e' scoppiata la guerra arrivo' in kibbutz nella mattinata.
Noi giovani scegliemmo quel giorno del Kippur ( come in tutti gli altri anni) per giocare una partita a calcio durante la quale qualcuno ci chiamo' dicendoci che la situazione era difficile e che tutti noi dovevamo cominciare ad organizzarci.
Ricordo poco di quelle ore dopo la notizia, Tamara cerco' di rassicurarmi che forse non mi chiameranno dato che non eravamo addrestati nel migliore dei modi. Cominciai ad organizzare la borsa come che dovessi andare ai mlluim, finche' arrivo' , mi sembra tramite la segreteria del kibbutz, il messaggio di essere pronto perche' una macchina mi sarebbe venuto a prelevare. Fui all'estremo delle mie forze, cercai di non pensare anche perche non potevo pensare a cio' che mi aspettava, non avevo la minima idea cosa fosse andare alla guerra, il distacco dalla casa, dalla moglie e da mia figli Dikla e Doron fu la cosa piu' difficile.
mi ricordo che mi dissero che Nissim avrebbe preso in mano tutti i compiti nell reparto di produzione dove lavoravo e non sarebbe stato arruolato perche la fabbrica era riconosciuta come produtrice utile per lo stato anche in guerra. Eravamo tutti nell'entrata della hadar hohel ( sala da pranzo), non sapevo cosa dire non pensai al fatto che forse non li avrei piu' visti, non ricordo per niente dove fosse stata mia mamma e Guido ( forse era arruolato come tanchista ), non ricordo le parole ultime di Tamara ricordo i baci e gli ultimi abbracci di quei momenti che mi separai da loro. Il taxista mi chiamo' di venire che si parte. Cosi' partii per l'ignoto.furono le otto e mezza di sera.
Destinazione Castina vicino a Beer Sheva.
Certamente in macchina il pensiero passo' verso tutto quello che lascavo dietro di me, non avevo paura ma stavo male, mi faceva male la pancia ma tenevo duro per il momento era solo una passeggiata in macchina.
All'improvviso mi assali' il panico perche facendo l'inventario di cio' che avevo messo nella borsa, riscontrai che avevo dimenticato l'asciugamano e mi feci un propblema di come avrei potuto fare senza durante il futuro che mi aspettava.
Mi ritrovai dopo poche ore alla base di preparazione, non avevo la minima idea di cosa succedesse, il posto era cosi caotico, gli ordini venivano dati da tanti comandanti dato che nessuno veramente sapeva prendere in mano la situazione.Io non conoscevo nessuno. Non ricordavo i nomi dei soldati che furono con me tanti mesi prima nella prima e ultima esercitazione.
Solo qualche faccia riconobbi.Il primo fu Yohanan Ghidron, il quale mi riconobbe perche' io appartenevo alla sua unita "sollela alef" (batteria numero uno).In quel momento fui molto felice di vederlo. Non ero solo. Dopo di che vidi un'altro ragazzo col quale scambiammo qualche parola era il cugino della Claretta W. di Milano. Altra faccia conosciuta fu quella di Yankale Shahar, che allora conobbi solo attraverso Avraham suo fratello e direttore del collegio di Torino dove passai la mia gioventu'. Questa fu vera sorpresa .... assieme nello stesso reggimento. Credo che vedere altre persone conosciute e anche loro nella stessa situazione mi rafforzo' un po', tutti avevano lasciato la casa chi madri e fratelli chi moglie e bambini.
Credo che io fossi il primo che Yohannan incontro' al suo arrivo alla base e purtroppo io fui l'ultimo ad essere di fronte ai suoi occhi quando fu colpito e mori'.
Si parti' verso il canale di Suez sulla strada della costa nel primo scontro con gli egiziani mori uno dei nostri compagni durante l'esplosione del cingolato.
Il 14-ottobre fu una ulteriore giornata del combattimneto e Yohanan cadde accanto a me io i salvai.
Tornai a casa il 10 marzo del 1994 per ricominciare un po' a vivere fino al 9-08-2006.
Questo e' il mio Kippur, pensare a quella vita che sarebbe potuta essere diversa se gli uomini fossero stati diversi, sia noi che loro.
domenica, settembre 27, 2009
venerdì, settembre 04, 2009
MOSTRA DI DIPINTI AD OLIO AVNER CALO' 02-09-09
Mercoledi' 2 settembre 2009 alle sette di sera si e' aperta una mostra di quadri fatti da me durante gli ultimi anni. Il Centro Italiano di cultura di Haifa si e' offerto di organizzare questa mostra dove hanno partecipato il giorno dell'inaugurazione piu di ottanta persone.
Ecco il link del sito dove potrete vedere il giorno dell'apertura, i quadri, e i discorsi di inaugurazione.
Ecco il link del sito dove potrete vedere il giorno dell'apertura, i quadri, e i discorsi di inaugurazione.
sabato, agosto 08, 2009
3 anni senza Naor
Sono passati tre anni senza Naor. La mia esistenza e' mutilata.
La mia vita e' un susseguirsi di minuti, ore, giorni,mesi ed anni dove la vita normale fatta di discorsi, pensieri, preoccupazioni, giochi, desideri, amore, e' contaminata da una macchia di sangue.
Si vive perche' ci si alza la mattina, si vive perche' non si vuole finire in un baratro di depressione, si vive perche' la mente ti aiuta a sopportare il dolore fisico e quello interiore. Vivi perche' hai per chi. Figli, moglie, nipoti, madre hanno ancora bisogno di te.
Domani il nove Agosto duemilanove ricorderemo Naor che ci ha lasciato tre anni fa.
E' assurdo che un padre debba ricordare la data di morte di un figlio che ha vissuto solo piu' di venticinque anni.
Volevamo non ricordare questa data cosi funesta, volevamo dopo tre anni rinchiudersi in casa da soli con il nostro dolore e pensare e rivangare solo alle cose belle di Naor, atutto cio' che ci ha fatto genitori felici.... ma la vita e' piu' forte del nostro volere e dato che non viviamo in una sfera isolata siamo stati sviati in una riunione fra amici e parenti dove sara' ricordato Naor.
La mia vita e' un susseguirsi di minuti, ore, giorni,mesi ed anni dove la vita normale fatta di discorsi, pensieri, preoccupazioni, giochi, desideri, amore, e' contaminata da una macchia di sangue.
Si vive perche' ci si alza la mattina, si vive perche' non si vuole finire in un baratro di depressione, si vive perche' la mente ti aiuta a sopportare il dolore fisico e quello interiore. Vivi perche' hai per chi. Figli, moglie, nipoti, madre hanno ancora bisogno di te.
Domani il nove Agosto duemilanove ricorderemo Naor che ci ha lasciato tre anni fa.
E' assurdo che un padre debba ricordare la data di morte di un figlio che ha vissuto solo piu' di venticinque anni.
Volevamo non ricordare questa data cosi funesta, volevamo dopo tre anni rinchiudersi in casa da soli con il nostro dolore e pensare e rivangare solo alle cose belle di Naor, atutto cio' che ci ha fatto genitori felici.... ma la vita e' piu' forte del nostro volere e dato che non viviamo in una sfera isolata siamo stati sviati in una riunione fra amici e parenti dove sara' ricordato Naor.
giovedì, luglio 09, 2009
08-07-2009 dal monte Adir vi vede il Libano
Sono passati tre anni dal giorno che e' scoppiata la guerra le Libano nel 2006, tra un mese sono tre anni da quel giorno in cui Naor e' caduto in una di quelle casa nel villaggio di DEBEL in Libano. Il villaggio si trova a quattro kilometri dal confine.
Ieri ero proprio la', ero cosi' vicino ed era cosi' difficile.
Un senso di mancanza e un senso di un misero completamento. Ho visto dove Naor e' stato e dove ha marciato, cosi che mi sono fatto partecipe della sua difficile marcia.
Il panorama e' cosi' bello e molto pastorale, i colori della natura si confondono tra loro , i verdi con i gialli.
Il sole accentua i colori gialli, a il caldo del mese di luglio alza uno strato di nebbiola all'orizzonte che non permette tanta visualita'.
Io mi trovo in vetta a questo monte, Har Adir, alto piu' di mille metri, tutto il territorio libanese vicino al confine si proietta verso di me, tutto pronto su un palmo di mano.
Io cerco il sentiero nel quale Naor e' marciato di notte, in quella notte di Tu Beav ( giorno dell' amore) dove la luna piena illumino' la zona come a mezzo di', come oggi.
Io cerco la palazzetta all'entrata del villaggio Debel nel quale Naor riusci' a riposare qualche ora dopo la marcia dura di notte e prima che il missile lo colpi' assieme a otto compagni di questa querra.
Io cerco il punto nel confine dove Naor apri un valico nella rete e comincio' il suo itinerario verso una avventura di cui non sapeva la sua fine.
Io cerco il villaggio dal quale parti' il missile.
Tutto si puo' vedere da questa vetta dove mi trovo.
Se solo avessero messo una vedetta su questa vetta e in quella notte avrebbero potuto farli tornare indietro sani e salvi... solo se ....
Io sto cercando ancora tante cose senza sapere di che,
forse sto cercando quei ultimi cinque minuti di Naor, in quei minuti nel quale riusci a svegliarsi, capire cio' che accadeva, fare il dovere e cadere .
Tre anni sono passati e non ho pausa nella mia vita, ne' di giorno ne' di notte
Abba
Ieri ero proprio la', ero cosi' vicino ed era cosi' difficile.
Un senso di mancanza e un senso di un misero completamento. Ho visto dove Naor e' stato e dove ha marciato, cosi che mi sono fatto partecipe della sua difficile marcia.
Il panorama e' cosi' bello e molto pastorale, i colori della natura si confondono tra loro , i verdi con i gialli.
Il sole accentua i colori gialli, a il caldo del mese di luglio alza uno strato di nebbiola all'orizzonte che non permette tanta visualita'.
Io mi trovo in vetta a questo monte, Har Adir, alto piu' di mille metri, tutto il territorio libanese vicino al confine si proietta verso di me, tutto pronto su un palmo di mano.
Io cerco il sentiero nel quale Naor e' marciato di notte, in quella notte di Tu Beav ( giorno dell' amore) dove la luna piena illumino' la zona come a mezzo di', come oggi.
Io cerco la palazzetta all'entrata del villaggio Debel nel quale Naor riusci' a riposare qualche ora dopo la marcia dura di notte e prima che il missile lo colpi' assieme a otto compagni di questa querra.
Io cerco il punto nel confine dove Naor apri un valico nella rete e comincio' il suo itinerario verso una avventura di cui non sapeva la sua fine.
Io cerco il villaggio dal quale parti' il missile.
Tutto si puo' vedere da questa vetta dove mi trovo.
Se solo avessero messo una vedetta su questa vetta e in quella notte avrebbero potuto farli tornare indietro sani e salvi... solo se ....
Io sto cercando ancora tante cose senza sapere di che,
forse sto cercando quei ultimi cinque minuti di Naor, in quei minuti nel quale riusci a svegliarsi, capire cio' che accadeva, fare il dovere e cadere .
Tre anni sono passati e non ho pausa nella mia vita, ne' di giorno ne' di notte
Abba
sabato, giugno 20, 2009
20-06-2009 bat mitzva Maya henkin
Abbiamo festeggiamo il bat mitzva della figlia di Dikla' la mia prima nipote Maya.Una festa in kibbutz con la partecipazione della famiglia proprio ristretta tanto che con i bambini eravamo solo poco piu' di 70 partecipanti. Tutto e' stato organizato sia da me che da i miei figli e con gli altri nonni e la famiglia che anche vivono in kibbutz..JPG)
Io e mia figlia abbiamo detto qualche parola di augurio, Dikla' ha ricordato la mancanza di sua madre e di Naor in questa ricorrenza.
La nonna Clara e' venuta ed e' stata molto contenta dell'atmosfera. ecco la foto!!!
lunedì, maggio 11, 2009
NOVITA' DEGLI ULTIMI MESI - marzo-maggio
Eccomi qui, con qualche notizia.
Abbiamo passato un mese abbastanza difficile, mesi di compleanni, Naor, Mamma Clara, Alon, e poi Yom Hazikaron.
Per il giono dell'indipendenza gli amici di Naor hanno organizzato una gita di tre giorni al nord dal mare mediterraneo al kineret per 65 km con una piccola cerimonia alla fine ( vedere il link) Noi anche abbiamo partecipato.
Aylon ha finito l'esercito ed e' tornato in Kibbutz dove ha ripreso a lavorare nelle vasche dei pesci ornamentali.
Liran si sta preparando per una parte degli esami di maturita' sebbne ne avra' ancora un ano per finire.
Yanir ha deciso di fare la richiesta di diventare membro del kibbutz e lavora come istruttore dei bambini nel doposcuola.
La mamma e' passata nella nuova casa e dopo un giorno si e' rotta la spalla ed e' stat ricoverata nella casa di riposo del kibutz. Oggi e' tornata a casa in buone condizioni.
L'albero genealogico della famiglia Servi-Calo' e' stato un po' aggiornato ( vedere link).
Io faccio il pensionato.
tutto per oggi.
Abbiamo passato un mese abbastanza difficile, mesi di compleanni, Naor, Mamma Clara, Alon, e poi Yom Hazikaron.
Per il giono dell'indipendenza gli amici di Naor hanno organizzato una gita di tre giorni al nord dal mare mediterraneo al kineret per 65 km con una piccola cerimonia alla fine ( vedere il link) Noi anche abbiamo partecipato.
Aylon ha finito l'esercito ed e' tornato in Kibbutz dove ha ripreso a lavorare nelle vasche dei pesci ornamentali.
Liran si sta preparando per una parte degli esami di maturita' sebbne ne avra' ancora un ano per finire.
Yanir ha deciso di fare la richiesta di diventare membro del kibbutz e lavora come istruttore dei bambini nel doposcuola.
La mamma e' passata nella nuova casa e dopo un giorno si e' rotta la spalla ed e' stat ricoverata nella casa di riposo del kibutz. Oggi e' tornata a casa in buone condizioni.
L'albero genealogico della famiglia Servi-Calo' e' stato un po' aggiornato ( vedere link).
Io faccio il pensionato.
tutto per oggi.
mercoledì, aprile 29, 2009
YOM HAZIKARON 2009 - FILM AL NAOR
Oggi abbiamo ricordato Naor assieme a tanti amici, parenti e compagni di classe dell'esercito della vita.
Il film qui aggiunto e' stato preparato lo scorso anno da Doron e da me, qui aggiunto il link.
mercoledì, aprile 22, 2009
mese di aprile 2009 CASA NUOVA E SEDER PESAH

Il mese di aprile sta quasi passando e per fare un consuntivo si puo' dire che non sia atato per tutti noi un mese facile.Rosalba e' venuta dall'Italia per fare il trasloco della casa della mamma Clara, la quale e' passata in.JPG)
una casa un po' piu' piccola ma piu' centrale in Kibbutz. La casa e' anche vicino alla casa di riposo tanto che cosi avrebbe potuto sfruttare un po' i loro servizi, mangiare nella sala da pranzo loro, partecipare alle attivita' ricreative ma anche gioire ancora della propria indipendenza in casa propria.
Abbiamo fatto veramente un buon lavoro nell'ampliare l'ambiente con una pergola chiusa e un deposito fuori per serbare tutto quello (quasi tutto) che aveva nella casa precedente. Giornali, lana, soprammobili ...insomma tutta una vita di quaranta anni in Israele.
Rosalba addetta alle pulizie e l'ordine e' stata eccezionale con la mia coadiuvazioni per i trasporti vari.
Abbiamo passato il seder in sala da pranzo del kibbutz con altri 900 invitati ed e' stato piacevole assieme ai figli nipoti e parenti.
Purtropppo il giorno dopo la nonna e' caduta e si e rotta la spalla .....dopo aver dormito solo una notte nella casa nuova.
La caduta e stata in casa di Rosalba e fortunatamente e' andata benino dato che avrebbe potuto a questa eta' andare peggio.
Adesso sta proprio sfruttando i servizi della casa di riposo con la speranza che in poche settimane potra' muovere il braccio (destro) e tornare acasa sua.
Abbiamo fatto veramente un buon lavoro nell'ampliare l'ambiente con una pergola chiusa e un deposito fuori per serbare tutto quello (quasi tutto) che aveva nella casa precedente. Giornali, lana, soprammobili ...insomma tutta una vita di quaranta anni in Israele.
Rosalba addetta alle pulizie e l'ordine e' stata eccezionale con la mia coadiuvazioni per i trasporti vari.
Abbiamo passato il seder in sala da pranzo del kibbutz con altri 900 invitati ed e' stato piacevole assieme ai figli nipoti e parenti.
Purtropppo il giorno dopo la nonna e' caduta e si e rotta la spalla .....dopo aver dormito solo una notte nella casa nuova.
La caduta e stata in casa di Rosalba e fortunatamente e' andata benino dato che avrebbe potuto a questa eta' andare peggio.
Adesso sta proprio sfruttando i servizi della casa di riposo con la speranza che in poche settimane potra' muovere il braccio (destro) e tornare acasa sua.
Marcella e Debora sono venuti a trovare la nonna, Dina di Aldo, Moshe Ghedalia e Debora Lea, Maurizio e famiglia, Gigliola ed Ernestina e Debora dall'Italia arriveranno domani.
ecco qui un po' di foto.
ecco qui un po' di foto.
sabato, marzo 14, 2009
lo zio Renzo
Lo zio Renzo era il fratello piu grande di mio papa' Renato
Lo ricordo benissimo sebbene solamente nei mie primi anni che vissi a Firenze il legame era piu' vicino.
Finche' a 13 anni andai a Torino e poi tutta la mia famiglia si sposto' a Milano, i contatti furono piu' rari.
Ci incontravamo sempre alle feste in casa del nonno Guido e della nonna Emma, capod'anno, Pesah e kippur.
Oltre a questi incontri mi ricordo che lo zio mi invitava alla partita della Fiorentina e dato che aveva l'abbonamento avevamo anche dei buoni posti.
aggiungo qui' tre poesie scritte dallo zio Renzo e avute da Paola.
IL MIO NONNINO
Della gente che pratica il mercato
Centrale,
nelle ore del mattino
ed anche chi una volta sol vi è entrato
certo conoscerà il mio bel nonnino
esso è un vecchietto arzillo e sempre forte più forte di quei giovani che vien ora ei sempre a tutte le intemperie sorte e la mattina s'alza di buonora.
Dentro il mercato lo conoscon tutti
anche quelli che vanno ad acquistare
e quei che vendon carne, pesce e frutta
quando lo vedon lo voglion salutare
ma credete che il mio nonno l'è avvezzo, e poi, di certa merce se n'intende quando compra qualcosa tira il prezzo e i suoi denari sempre ben li spende.
E quindi lo vediam tutto contento
col paltò grigio e con la borsa nera
ch'è tutta piena, ed ei la regge a stento pel desinar v'è la provvista intera.
Egli ha comprato del buon parmigiano
di quel che tempo addietro si mangiava.
Dice frassè: "questo l'è buono e sano,
un mese fa, questo non si trovava".
Arriva a casa per far la colazione
prende il formaggio e comincia a grattare si fa della minestra la porzione mette il formaggio e comincia a mangiare.
GUGLIELMINA
Conosco una graziosa bambinetta:
ha una testina bionda e un fiocco rosa
questa bambina è la mia cuginetta
è una fanciulla bella ed amorosa
essa l'è una bambina un po' vivace
vivace in casa, e talvolta anche a scuola giocare in compagnia ad essa piace e mai non si diverte a giocar sola La bimbetta si chiama Guglielmina a scuola essa non forza la sua mente perchè sempre ha i pensier da birichina però essa l'è molto intelligente.
Alla Bubi però bisognerebbe
che crescesse la voglia di studiare
preziosa bimba ella diventerebbe
una bimba da fare innamorare.
RENATINO
Ma non credete che il mio fratellino
sia molto al disotto di Guglielmina
egli è un ragazzo vispo e birichino
e ha qualche pregio di più di sua cugina Quand'esso qualche cosa vuole fare e sa che mamma parrebbene contenta, dalla voglia allor si fa aiutare ma quando questa manca, sempre stenta.
Egli compisce gli undici anni ad Aprile
ed ora fa la quarta elementare
è un ragazzo grazioso e assai gentile
e vestito di lusso fa incantare
se mio fratello fosse un po' più alto
per gli anni suoi sarebbe un bel bambino speriam che tutto a un tratto faccia un salto ora tutti lo chiaman Tombolino!!!
Della gente che pratica il mercato
Centrale,
nelle ore del mattino
ed anche chi una volta sol vi è entrato
certo conoscerà il mio bel nonnino
esso è un vecchietto arzillo e sempre forte più forte di quei giovani che vien ora ei sempre a tutte le intemperie sorte e la mattina s'alza di buonora.
Dentro il mercato lo conoscon tutti
anche quelli che vanno ad acquistare
e quei che vendon carne, pesce e frutta
quando lo vedon lo voglion salutare
ma credete che il mio nonno l'è avvezzo, e poi, di certa merce se n'intende quando compra qualcosa tira il prezzo e i suoi denari sempre ben li spende.
E quindi lo vediam tutto contento
col paltò grigio e con la borsa nera
ch'è tutta piena, ed ei la regge a stento pel desinar v'è la provvista intera.
Egli ha comprato del buon parmigiano
di quel che tempo addietro si mangiava.
Dice frassè: "questo l'è buono e sano,
un mese fa, questo non si trovava".
Arriva a casa per far la colazione
prende il formaggio e comincia a grattare si fa della minestra la porzione mette il formaggio e comincia a mangiare.
GUGLIELMINA
Conosco una graziosa bambinetta:
ha una testina bionda e un fiocco rosa
questa bambina è la mia cuginetta
è una fanciulla bella ed amorosa
essa l'è una bambina un po' vivace
vivace in casa, e talvolta anche a scuola giocare in compagnia ad essa piace e mai non si diverte a giocar sola La bimbetta si chiama Guglielmina a scuola essa non forza la sua mente perchè sempre ha i pensier da birichina però essa l'è molto intelligente.
Alla Bubi però bisognerebbe
che crescesse la voglia di studiare
preziosa bimba ella diventerebbe
una bimba da fare innamorare.
RENATINO
Ma non credete che il mio fratellino
sia molto al disotto di Guglielmina
egli è un ragazzo vispo e birichino
e ha qualche pregio di più di sua cugina Quand'esso qualche cosa vuole fare e sa che mamma parrebbene contenta, dalla voglia allor si fa aiutare ma quando questa manca, sempre stenta.
Egli compisce gli undici anni ad Aprile
ed ora fa la quarta elementare
è un ragazzo grazioso e assai gentile
e vestito di lusso fa incantare
se mio fratello fosse un po' più alto
per gli anni suoi sarebbe un bel bambino speriam che tutto a un tratto faccia un salto ora tutti lo chiaman Tombolino!!!
mercoledì, marzo 11, 2009
NONNA CLARA 86 ANNI
La mamma ha 86 anni oggi.
Abbiamo festeggiato a casa sua portandogli qualche regalino,
il piu' bello questo poster fatto da Dikla sotto mia ordinazione e preparazione.
http://www.yousendit.com/transfer.php?action=batch_download&batch_id=U0d3bGtLU1A3bUR2Wmc9PQ
In questo sito si puo' download il poster fatto per il compleanno (8 m)
giovedì, febbraio 19, 2009
26-02-2009
Oggi siamo stati a Kiriat Onu una cittadina vicino a Tel Aviv dove abbiamo assistito all'inaugurazione di un piccolo parco di divertimenti a nome dell'ufficiale Nati Yaav che e' caduto assieme a Naor. La famiglia che ha fatto questa iniziativa ha voluto che assieme a Nati fossero ricordati gli altri otto soldati che sono caduti nella stesso posto, Debel Nel Libano assieme aloro figlio e marito.
Ogni famiglia ha piantato un albero, nove alberi circondano il parco. La cerimonia e' stata molto commovente con una partecipazione di tanta gente oltre alle famiglie dei caduti.

.jpg)
.jpg)
Oggi Aylon ha finito l'esercito ed e' tornato a casa assieme a noi per godersi un mese di vacanza del fine esercito, il 27-03-09 sara' il congedo ufficiale. Auguri Aylon, tre anni sono stati cosi difficili per tutti noi ed immagino che per te siano stati ancora di piu', il disagio accanto al dolore,
lo sforzo accanto all'amarezza, e per di piu' respirare l'aria della base dove anche Naor aveva vissuto per un lungo periodo.

Oggi Liran ha ricevuto la lettera nella quale viene chiamata per la prima visita per l'arruolamento all'esercito. La" piccola" Liran 17 anni a luglio comincia anche lei ad affrontare questa esperienza che non e' da poco, piena di emozioni, esitazioni, paure, incognito e noi come genitori ancora tante ansie.
giovedì, febbraio 05, 2009
YANIR- FEBBRAIO 2009
.Questa settimana Yanir e' partito per l'India, o meglio per Goa,dove si trattera' per un mese
E' la seconda volta che Yanir lascia Israele per l'India. La volta scorsa era pochi mesi prima che mori' Naor.
lunedì, gennaio 26, 2009
2-2009 scritto da Clara - ricordi del passato
Avevo computo 12 anni e avevo finito le scuole elementari al paese natio di Pitigliano, dove nacqui nel 1923.
Uno dei problesi che ci facevamo fu quello di come proseguire gli studi, per noi ebrei era l'inizio del peggio che sarebbe arrivato tempo dopo.
Intanto la mamma( Elda Servi) sempre lei a decidere, parlo' con la zia Amelia che risiedeva nell'alto Italia, vicino a Milano, e fu deciso per me che avrei frequentato la scuola media , per tre anni di avviamento commerciale, per poi entrare nella Banca "Monte dei Paschi di Siena " a Pitigliano dove mio padre era direttore di questa Banca.
Finiti gli studi e trascorsa la villeggiatura come al solito, entrai a fare parte della Banca e cosi iniziai l'esperienza del lavoro, sebbene le incertezze del futuro erano alla porta, e nel 1938 dovetti uscirne assieme a mio padre dato le leggi raziali.
Gli studi che feci a Gallarate, furono molto impegnativi, durante il primo anno fui accolta in una classe dove si insegnavano ben 14 materie, compresa computisteria, pratica commerciale, igiene, scienze, musica ecc.ecc. Nel secondo anno voleveano addirittura eliminare il corso, ma la mia zia insitette cosi tanto affinche' fossero aggiunte le necessarie materie. La sola richiesta della nostra famiglia non fu abbastanza cosi che solo dopo che altre famiglie volevano che il corso continuasse potei continuare il secondo anno e cosi anche l'ultimo dove eravamo in classe 5 femmine e 23 maschi.
Cosi che' ebbi la possibilita' di ottenere il diplama delle scuole commerciali. Tornai a Pitigliano a vivere con la famiglia.
Fu cosi che si arrivo' al 1938 anno che furono introdotte le leggi raziali e fu l'inizio del peggior periodo per noi ebrei e per l'Italia. Anche nel lavoro, durante e dopo la guerra, col mio diploma non potei fare molto dato che molti uomini erano disoccupati e avevano la precedenza sulle donne anche su quelle che avevano studiato un po' come me.
giovedì, gennaio 22, 2009
mercoledì, gennaio 21, 2009
RICORDI D'INFANZIA
Avendo trovato questo articolo del mio amico e compagno dell'infanzia e della gioventu' cosi giusto e sentito, mi sono preso il permesso di aggiungerlo al mio blog che parla di me e della mia famiglia.
Non ho nessun dubbio di quanto la signorina Vita abbia fatto per tutti noi in quel collegio di Torino. e mi associo a quanto Ugo, in particolare scrive nella parte finale.
Anche per me traguardi che io ho raggiunto sono dovuti in parte alla signorina Vita che con i suoi aiuti morali e materiali mi ha fatto arrivare a capire la vita ed affrontarla, pensando sempre che esiste chi ha bisogno.
Avner Calo'
kibbutz Maagan M ichael
Ricordi
La signorina Laura ed io
di Ugo Caffaz
Ho provato vera commozione nel leggere il bel libro di Anna Segre sulla famiglia Vita e sulla loro casa in Corso Re Umberto 61. A volte,quando faccio un bilancio della mia vita,penso che fra mille difficoltà ho avuto anche tanta fortuna. Una cosa è certa: devo praticamente tutto ad una personcina eccezionale quale fu Laura Vita. Mi prese sottobraccio a dodici anni nel lontano e freddo 1958 e per quasi dieci anni mi accompagnò negli studi, nelle crisi e nei recuperi, sempre con il sorriso sulla bocca, senza chiedere nulla in cambio, neppure un grazie, viziandomi come avrebbe fatto una mamma particolarmente affettuosa e protettiva, ma soprattutto non lasciandomi mai solo. La signorina Vita, come la chiamavamo noi dell’Orfanotrofio di Via Cesare Lombroso, 13, aiutava tutti, come viene ricordato nel libro, ma calibrava il suo intervento secondo quello che lei riteneva più giusto, più adatto al singolo caso. Non dava a nessuno la sensazione di ricevere elemosine. Sosteneva che l’unico modo di aiutare una persona è quello di fornirgli i mezzi per aiutarsi da sé. Una volta comprò una auto usata ad un "assistito" dalla Comunità perché potesse lavorare. La cosa ovviamente sollevò critiche, ma quando doveva difendere gli altri si batteva come un leone. In realtà con me esagerò. Riceveva una "paghetta" dai fratelli, se non ricordo male di quarantamila lire al mese. Io allora lavoravo l’estate per mantenermi agli studi durante l’inverno, ma non capivo come mai i soldi in banca non finissero rapidamente, anche perché con i primi guadagni mi comprai una Vespa. Un giorno chiesi spiegazioni alla signorina Vita e lei confessò: reintegrava mensilmente il mio conto con diecimila lire! Ecco perché duravano tanto i miei risparmi. Ma gli episodi da raccontare sarebbero infiniti. Una volta mi telefonò raggiante perché era morto un ebreo ricco, piccolo di statura come me e lei si era accaparrata l’intero guardaroba. Dovevo andare subito da lei per le correzioni eventualmente necessarie. Si mise in ginocchio per segnare l’orlo dei pantaloni. Pensava di non fare mai abbastanza. Ebbe persino a lamentarsi di non essere più giovane per poter portare me ed altri a divertirci: una dedizione senza limiti.
Mi porterò sempre dentro il rammarico di non essere corso da lei in ospedale. Non mi ero reso conto della gravità della situazione e, lavorando lontano da Torino, pensai di farle visita al ritorno. Superficialità giovanile. Ad un amico che invece ci andò chiese di starmi vicino e di aiutarmi perché secondo lei, e probabilmente aveva ragione, ero fragile e quindi bisognoso di sostegno. La ricordo sempre di corsa, con una borsa più grande di lei, piccola e sorridente, piena di energia. Per due tre anni ho mangiato spesso di Sabato a casa sua,con Giulia, Arrigo e Leonardo Debenedetti che poi erano ovviamente il mio oculista e il mio medico. Un medico un po’ particolare Nardo, come lo chiamavano gli amici. Memore dei campi di sterminio pensava che la febbre dovesse essere molto alta per essere presa in considerazione. Figuratevi quando gli dissi che avevo l’esaurimento nervoso! Si arrabbiò moltissimo. Ma la signorina Vita anche quella volta mi viziò e mi mandò a parlare con Luisa Levi, nota psichiatra. Leonardo era molto simpatico. A tavola polemizzava spesso con Giulia anche perché lui voleva mangiare sempre carne e lei glielo contestava e lui le ricordava risentito che ad Auschwitz si moriva per mancanza di proteine. Mi ricordo che a Laura dava del tu mentre a Giulia del lei. Una volta lo vidi esaminare un depliant della Fulvia coupè. Gli domandai se voleva cambiare la sua Appia con quel modello sportivo (assolutamente inadatto pensavo io) e lui sorridendo come un bambino mi rispose: "Mi piacerebbe tanto!" La comprò e anche su questo Giulia ebbe da ridire perché in quattro ovviamente sarebbero stati scomodi. Ma Laura sorrideva e, come con tutti, lo viziava, pensando, credo, che se lo meritava dopo quello che aveva passato. Giulia, che voleva apparire burbera, in realtà era buona e colta. Mi aiutò per l’esame da privatista in italiano e latino. Per il greco la signorina Laura mi pagò altre lezioni private. Però si dava da fare anche per trovarmi piccoli lavoretti, credo a scopo più educativo che altro. Non ricordo un rimprovero anche quando questo probabilmente sarebbe stato giusto. Ma non per lei. Ecco perché,come ho già detto, quando faccio il bilancio della mia vita penso a come sarebbe stata contenta la Signorina Laura nel vedere i traguardi che ho raggiunto. Grazie a lei.
lunedì, gennaio 19, 2009
ALBERO GENEALOGICO DELLA FAMIGLIA SERVI CALO'
All'Universita' di Tel Aviv si trova il Museo delle Famiglie Ebraiche, in ebraico Bet hatefuzon in inglese Museum of Jewish People, dato che mi trovo due volte alla settimana all'universita' sono entrato in una sala di computers dove c'e la raccolta delle informazioni.
Tramite il computer e' possibile ottenere informazione sulle nostre famiglie e cosi' inscrivendomi al programma mi e' stato possibile cominciare a compilare l'albero della nostra famiglia anche da casa .
Qui il link per poter controllare quanto ho potuto fare fino adesso. Vi prego di sapermi dire cosa non e' esatto in modo che possa cambiare, se mi arriveranno' ulteriori dati saro' grato a tutti e potro' inserirli.
link for albero genealogico della famiglia Servi Calo
link for albero genealogico della famiglia Servi Calo
domenica, gennaio 18, 2009
POESIA
Giorni fa per caso sfogliando un libro in un negozio ho trovato questa poesia che mi ha colpito molto, adatta a Naor e adatta a me. Ho decisa di tradurla in Italiano e in ebraico. Naor nacque in primavera Naor ci ha lasciato in una calda giornata d'estate prima del raccolto...
CHRISTINA ROSSETTI SCRITTRICE INGLESE DI ORIGINI ITALIANE
An End ( Christina Rossetti ).
Love, strong as Death, is dead,
Come, let us make his bed
Among the dying flowers:
A green turf at his head;
And a stone at his feet,
Whereon we may sit
In the quiet evening hours.
He was born in the spring,
And died before the harvesting:
On the last warm summer day
He left us; he would not stay
For autumn twilight cold and gray.
Sit we by his grave, and sing
He is gone away.
To few chords and sad and low
Sing we so:
Be our eyes fixed on the grass
Shadow-veiled as the years pass,
While we think of all that was
In the long ago.
Una fine (Christina Rossetti)
L'Amore, forte come la morte, e' finito
vieni, facciamo il suo letto
tra fiori morenti:
un prato verde alla sua testa
e una pietra ai suoi piedi,
ed or possiamo sederci
in quelle calme ore della sera.
Era nato in primavera
e mori' prima della raccolta del grano
nell' ultimo caldo giorno estivo
ci ha lasciato,non voleva rimanere
per il crepuscolo dell'autunno freddo e grigio.
Sediamoci vicino alla sua tomba e cantiamo
e' andato via
con pochi accordi tristi e bassi
cantiamo cosi:
Con i nostri occhi fissi sul prato
velato di ombre come che passano gli anni
mentre pensiamo a tutto cio che fu'
nel tempo passato.
in quelle calme ore della sera.
Era nato in primavera
e mori' prima della raccolta del grano
nell' ultimo caldo giorno estivo
ci ha lasciato,non voleva rimanere
per il crepuscolo dell'autunno freddo e grigio.
Sediamoci vicino alla sua tomba e cantiamo
e' andato via
con pochi accordi tristi e bassi
cantiamo cosi:
Con i nostri occhi fissi sul prato
velato di ombre come che passano gli anni
mentre pensiamo a tutto cio che fu'
nel tempo passato.
domenica, dicembre 28, 2008
IL FILM E' DI NUOVO COMINCIATO
28 DICEMBRE 2008
Siamo gia'al secondo giorno di guerra. Io sono distante dal centro della tragedia piu' di duecento chilometri, pero' mia figlia stamane ha ricevuto il primo avvertimento, i missili si stanno avvicinando ed uno e' caduto pochi chilometri dalla loro abitazione. Cosa ne penso? Dopo cio' che abbiamo passato piu' di due anni fa con la perdita di Naor in una guerra che poteva essere evitata, il film ricomincia da capo con la speranza di una fine diversa. Purtroppo altre famiglie si aggiungeranno alla lunga lista di quelli che piangono, giorno giorno, famiglie Israeliane e Palestinesi. E' cosi difficile credere in una guerra giusta e fare cio' che facciamo per poter difendersi da attacchi non giusti e continui che vogliono logorare la vita quotidiana di una lunga fetta della popolazione.
E' difficile essere equilibrati di fronte alle vittime innocenti che vengono fatte vedere dalla media, sebbene si pensi che tutto cio' poteva essere evitato se la volonta', la ragione e interessi umanitari fossero messi in prima linea, invece di pattuglie di aerei e kassami.
Dicono che sara' lunga. Anche la guerra del libano, cosi lunga che per noi non e' ancora finita. Adesso si intreccia con questo nuovo confronto e le stesse domande vengono poste. Intervenire anche per via di terra? Cosa ci prevede il futuro? Il numero di vittime sara sopportabile?
Qualunque sia il numero non sara' mai sopportabile per chi lo paga. Una tragedia per tutti in un paese dove purtroppo non esiste soluzione, dove il fanatismo religioso ( da ambo le parti) comanda e non puo' dare spazio ad un colloquio produttivo. Io sto' di nuovo vedendo il film ...e' appena cominciato nessuno ci ha rivelato la fine.
Siamo gia'al secondo giorno di guerra. Io sono distante dal centro della tragedia piu' di duecento chilometri, pero' mia figlia stamane ha ricevuto il primo avvertimento, i missili si stanno avvicinando ed uno e' caduto pochi chilometri dalla loro abitazione. Cosa ne penso? Dopo cio' che abbiamo passato piu' di due anni fa con la perdita di Naor in una guerra che poteva essere evitata, il film ricomincia da capo con la speranza di una fine diversa. Purtroppo altre famiglie si aggiungeranno alla lunga lista di quelli che piangono, giorno giorno, famiglie Israeliane e Palestinesi. E' cosi difficile credere in una guerra giusta e fare cio' che facciamo per poter difendersi da attacchi non giusti e continui che vogliono logorare la vita quotidiana di una lunga fetta della popolazione.
E' difficile essere equilibrati di fronte alle vittime innocenti che vengono fatte vedere dalla media, sebbene si pensi che tutto cio' poteva essere evitato se la volonta', la ragione e interessi umanitari fossero messi in prima linea, invece di pattuglie di aerei e kassami.
Dicono che sara' lunga. Anche la guerra del libano, cosi lunga che per noi non e' ancora finita. Adesso si intreccia con questo nuovo confronto e le stesse domande vengono poste. Intervenire anche per via di terra? Cosa ci prevede il futuro? Il numero di vittime sara sopportabile?
Qualunque sia il numero non sara' mai sopportabile per chi lo paga. Una tragedia per tutti in un paese dove purtroppo non esiste soluzione, dove il fanatismo religioso ( da ambo le parti) comanda e non puo' dare spazio ad un colloquio produttivo. Io sto' di nuovo vedendo il film ...e' appena cominciato nessuno ci ha rivelato la fine.
sabato, dicembre 06, 2008
5-12-1968 QUARANTA ANNI FA ARRIVAI IN ISRAEL
05.12.2008
Il 5 dicembre 1968, quaranta anni fa' feci l'alia.
Sebbene fosse inverno, quel giorno fu' un tempo favoloso, caldo, molto caldo quasi un giorno estivo.
Durante tutti questi anni quel giorno e' rimasto indimenticabile. L'arrivo fu cosi' emozionante, l'atmosfera intorno fu cosi' chiara e limpida dovuto al sole che brillava; ed io sul ponte della nave passeggeri alle sei del mattino fui completamente colpito . Vedere di fronte a me il monte Carmelo cosi brillante dai raggi del sole mattutino e vedere la citta di Haifa svegliarsi in un nuovo giorno consueto, in un nuova giornata lavoratrice, con tutte le sue difficolta' ed anche con tante gioie.
Per me non fu un giorno qualunque.
Fu un giorno pieno di controverse sensazioni.
Io che all'eta' di ventiquattro anni avevo preso la cosi difficile decisione, la decisione cosi' importante e fatidica della mia vita. Lasciare tutto, lasciare la vita borghese, la vita senza grossi significati, che pero' in ogni modo era senza grossi pericoli, tutto cio' per una vita nuova comunitaria e diversa di un kibbutz. Una vita di guerre in terra d' Israele.
Ero felice anche se pero' pieno di timori, sebbene sapessi cosa fosse un kibbutz, sebbene che nei miei pensieri fossi sicuro che la guerra dei sei giorni fosse l'ultima per questa terra, fosse la fine delle disgrazie di questo popolo, ero un po' inpaurito, impressionato, e non calmo. Tutto era nuovo, lingua, usi e costumi, aspettative, legami, amicizie e sensazioni.
Lasciare l'Italia, la citta di Milano alla quale mi sono allacciato negli ultimi cinque anni, papa' ,mamma e due fratelli. Lasciare le amicizie, lasciare l'ultima ragazza che ti amava, lasciare l'amore perduto della giovintu'.
Il fatto che assieme a mia sorella sostenevamo la famiglia rese la decisione ancora piu' difficile. M i presi su di me il compito di spianare la via per fare venirequi e a vita migliore tutta la famiglia .
Si puo dire che fossi sionista, vidi in Israele quel paese illuminato, nuovo, pieno di ottimismo, anche se non sia riuscito a quei tempi ad inserirmi, conoscere, approfondire e sentire l'andazzo che caratterizzava il paese dopo la guerra del 1967.
Credo che anche io fui coinvolto in quel consenso che c'era all'ora nel paese con l'euforia della vittoria: siamo i migliori, abbiamo ragione noi su tutto e siamo prodi di noi stessi.
Quel giorno stesso che mesi piede in kibbutz, diventai anche ateo(hiloni). Niente kippa', niente kasherut, niente sabato santo. L'importante e' il lavoro, l'unione, la societa', l'umanita' e la famiglia.
Il 5 dicembre 1968, quaranta anni fa' feci l'alia.
Sebbene fosse inverno, quel giorno fu' un tempo favoloso, caldo, molto caldo quasi un giorno estivo.
Durante tutti questi anni quel giorno e' rimasto indimenticabile. L'arrivo fu cosi' emozionante, l'atmosfera intorno fu cosi' chiara e limpida dovuto al sole che brillava; ed io sul ponte della nave passeggeri alle sei del mattino fui completamente colpito . Vedere di fronte a me il monte Carmelo cosi brillante dai raggi del sole mattutino e vedere la citta di Haifa svegliarsi in un nuovo giorno consueto, in un nuova giornata lavoratrice, con tutte le sue difficolta' ed anche con tante gioie.
Per me non fu un giorno qualunque.
Fu un giorno pieno di controverse sensazioni.
Io che all'eta' di ventiquattro anni avevo preso la cosi difficile decisione, la decisione cosi' importante e fatidica della mia vita. Lasciare tutto, lasciare la vita borghese, la vita senza grossi significati, che pero' in ogni modo era senza grossi pericoli, tutto cio' per una vita nuova comunitaria e diversa di un kibbutz. Una vita di guerre in terra d' Israele.
Ero felice anche se pero' pieno di timori, sebbene sapessi cosa fosse un kibbutz, sebbene che nei miei pensieri fossi sicuro che la guerra dei sei giorni fosse l'ultima per questa terra, fosse la fine delle disgrazie di questo popolo, ero un po' inpaurito, impressionato, e non calmo. Tutto era nuovo, lingua, usi e costumi, aspettative, legami, amicizie e sensazioni.
Lasciare l'Italia, la citta di Milano alla quale mi sono allacciato negli ultimi cinque anni, papa' ,mamma e due fratelli. Lasciare le amicizie, lasciare l'ultima ragazza che ti amava, lasciare l'amore perduto della giovintu'.
Il fatto che assieme a mia sorella sostenevamo la famiglia rese la decisione ancora piu' difficile. M i presi su di me il compito di spianare la via per fare venirequi e a vita migliore tutta la famiglia .
Si puo dire che fossi sionista, vidi in Israele quel paese illuminato, nuovo, pieno di ottimismo, anche se non sia riuscito a quei tempi ad inserirmi, conoscere, approfondire e sentire l'andazzo che caratterizzava il paese dopo la guerra del 1967.
Credo che anche io fui coinvolto in quel consenso che c'era all'ora nel paese con l'euforia della vittoria: siamo i migliori, abbiamo ragione noi su tutto e siamo prodi di noi stessi.
Quel giorno stesso che mesi piede in kibbutz, diventai anche ateo(hiloni). Niente kippa', niente kasherut, niente sabato santo. L'importante e' il lavoro, l'unione, la societa', l'umanita' e la famiglia.
lunedì, ottobre 27, 2008
nonna clara il giorno di kippur- 2008
Prima che arrivasse il giorno del kippur sono andato a trovare la mamma e come al solito abbiamo parlato di varie cose, tra l'altro della possibilita' di andare al "tempio" del kibbutz ed assistere alla funzione.
Data l'eta' la mamma va in giro con una "hagala' ", una cassetta delle verdure con quattro ruote che le fa di appoggio per camminare e le da un po' di sicurezza.
Tra le sue varie titubanze di andare o non di andare mi spiega che lascera' la "agala'" un po' distante dal tempio perche' non dia nell'occhio!
Si e' ricordata che ai nostri tempi con papa' si metteva di proposito la macchina qualche contrade distanti dal Tempio perche' non era bello farsi vedere che andavamo in macchina.
Naturalmente aveva fatto una associazione tra i due mezzi di trasporto ...senza pensarci su tanto.
giovedì, ottobre 02, 2008
IO ED AYLON
Eylon e' il mio quinto figlio, ha ventun anni ed e' ancora all'esercito nel servizio di leva. Si liberera' nel marzo prossimo dopo aver fatto tre anni di servizio.Dopo la caduta di Naor lo abbiamo "costretto" a lasciare l'unita' di combattente e passare ad una specializazione nel campo di istruzione dei combattenti.
Oggi di ritorno dalla base, ci siamo trovati assieme in macchina a parlare dei miei primi giorni in Israele. Si e' interessato a cio' che feci piu' di quaranta anni fa' .... e a me forse un po' per via dell'inizio della vecchiaia .....fa piacere raccontare chi sa!? forse un giorno lo racconteranno ai loro figli e nipoti.
Ho cominciato a raccontare a Aylon, dal 1967, anno della guerra dei sei giorni.
In giugno tutti volevano partire per Israele , si pensava che avremmo potuto salvare lo Stato. Ricordo la seduta generale dei giovani in Via Eupili (?), l'entusiamo e la paura, la voglia di essere coraggioso e l'incognite delle conseguenze, ci furono quelli che immediatamente partirono, Marina Ergas e Silvio Tagliabue furono nel primo gruppo.
Io ebbi il problema della famiglia che assieme a Rosalba dovevamo mantenere con il nostro esiguo stipendio, il che non mi permetteva di piantare tutto ed andare in Israele... e poi c'era Gaby con la quale ero legato da una relazione di qualche anno.
Assieme, pero' un mese preciso dopo il 5 luglio si arrivo' in terra santa!
Assieme ad un gruppo di altri trenta italiani si ando' a lavorare per il KEREN KAYEMET a Zfat, dopo di che si capi' che la situazione nel paese era molto diversa di quanto pensavamo. L'euforia che c'era con la vittoria lampo, la "conquista" dei territori, l'unificazione di Gerusalemme suscito' in ognuno di noi volontari un sentimento di partecipazione in cio' che lo stato era riuscito ad ottenere.
Dei volontari pero' ne avevano"fin troppo" e non c'era ne' posti da pernottare ne' lavoro per tutti cosi' che lasciammo il gruppo e da soli (io e Gaby) trovammo un soggiorno nel kibbutz Myan Zvi.
Il lavoro nel giardinaggio fu molto noiso, finche' ci passarono nella'attivita' dei pesci, nelle vasche delle carpe. Dovevamo pulire i pesci inserirli in scatole dove poi venivano surgelati e spedite all'estero. Questa esportazione veniva fatto assieme al Kibutz Maagan Michael, kibutz nel quale andammo un mese dopo per completare i nostri tre mesi di volontariato.
Ricevemmo una stanza di legno che dopo averla sistemata ci sembro' una "reggia", situata nella zona che allora venne chiamata dai kibuzisti , il " ghetto" . Il nostro primo giorno di lavoro lo passammo nel giardinaggio del cimitero! Oggi che per me e' la casa di Naor,oggi che per me e' il luogo di visita giornaliero ... e pensando che anche il mio ultimo giorno sara' qui' ...e un po' strano.
II mese a Maagan Michael fu estremamente favoloso. Ci fece compagnia in camera un piccolo cane adottato, bianco con un occhio nero, tanto che era logico chiamarlo Moshe Dayan.
Io mi innamorai del kibutz, dell'ideale socialista e in particolare di Maagan Michael.
Dopo piu' di un anno il 5 Dicembre 1968 feci l'Alya' e approdai a Maagan Michael.
Tamar ( che poi fu mia moglie) , Avraham e Raya ( i direttori del collegio) vennero a prendermi al porto, era una bellissima giornata di sole estivo, indimenticabile!
Cosi da ragioniere italiano divenni kibbuzista israeliano, lavorai un giorno nella raccolta delle banane e piu di quaranta anni nella fabbrica Plasson.
Il racconto a Aylon ebbe fine qui' all'entrata in kibbutz.
La storia non e' finita ......arrivederci.
ROSH HASHANA 2008-2009
Ricordi,
Ancora una festa senza Naor, ed anche questa volta non e' stato facile, anzi forse anche piu difficile degli anni passati,
ancora piu' di tristezza, che non ci ha ancora permesso di sentire cio' che e' l'atmosfera generale
nel kibutz, in citta' e nello stato.
Sebbene da quando ho messo piede in questo kibutz, il 5 novembre 1968, abbia abbandonato il legame storia del popolo ebraico con quanto connesso alle cerimonie religiose, posso ancora considerare il Rosh hashana come data tradizionale da festeggiare in modo adatto all'epoca nostra.
Festeggiamo da quando esiste il kibutz tutte le feste con un sentimento di tradizione, di legame alla terra, di ricordi del passato senza il cerimoniale delle preghiere da nessuno poco capite o sentite.
Purtroppo anche in questo kibutz Maagan Michael il "humenismo", il "fondamentalismo" sta entrando dalla porta di servizio. Un gruppo di membri che pochi anni fa' chiese il permesso di una stanza per ritrovo durante le feste, gia' stiamo ad assistere ad un vero sito di culto , ancora non proprio Tempio, poiche' durante i giorni feriali il luogo viene addetto ad altre mansioni. La separazione tra uomini e donne, il suono dello shofar, il tashlih di kippur , la venuta di esponenti di yeshiva .. ed altri sintomi ci fanno riavvicinare pian piano ai periodi piu' scuri della storia del nostro popolo .
Ci meravigliamo dell'Islam di oggi e noi siamo andando dietro di loro.
Anche in Europa da quanto mi risulta gli Ebrei stanno "rispolverando" la religione , il mangiare casher, educazione selettiva dei figli.
Mi sono fatto un po' trascinare nello scrivere....ma la situazione qui' in Israele mi fa stare a disagio, poiche' ancora questo Stato e' in balia della parte religiosa che non ci permettera' mai di arrivare ad una soluzione di pace e tranquillita' come ogni paese.
Noi la nostra famiglia personalmente abbiamo pagato il prezzo, purtroppo ancora altri dovranno pagarlo..... e dobbiamo stare attenti al terrorismo ebraico che comincia in questi giorni a fare capolino.
Volevo pero' parlare della lunga conversazione che ho avuto ieri con Mario che in questi giorni di depressione mi ha fatto bene. Mario ha dieci anni piu' di me esattamente e' il cugino della mamma mia. Professore di logica matematica a Parma. Noi ci parliamo poche volte all'anno ma ho sempre avuto la sensazione di vicinanza l'uno con l'altro.
Ricordo benissimo le giornate che Mario era all'universita' probabilmente aveva ventanni ed io dieci. Mi veniva a prendere, andavamo sempre a piedi , lunghe girate , passando attraverso il Mugnone, fino a via della Cernaia dove abitava. Ricordo come fosse oggi la sua stanza dove studiava e il tavolo di cucina pieno di piatti con tante pietanze fatte dalla zia Sara e dove tutti di passaggio infilavano un dito ed assaggiavano un poco... ricordo il povero Gino che gia' allora mi parlava di arte ( aveva esattamente ventanni piu' di me).
Mario mi portava a giocare a tennis e alla piscina perche' voleva imparere a nuotare .... non so se ha poi imparato ma a me le sue lezioni non hanno contribuito ad essere come un pesce in piscina.
Ricordo che io ero al settimo cielo quando mi telefonava... fra l'altro a giocare a tennis andavamo prima della scuola alle sei del mattino!!! Era anche molto forte perche' spesso mi portava a cavalcioni sulle spalle per le belle vie di Firenze.
Adesso che sono passati piu' di quaranta anni abbiamo parlato della salute, del lavoro, della pensione ( tutte e due siamo piu o meno pensionati), e del computer che negli ultimi anni e' sempre stato un campo comune.
Arrivederci al prossimo Capod'anno ebraico!
lunedì, gennaio 14, 2008
14-01-2008 UN ANNO SENZA TAMARA
E PASSATO UN ANNO
COSI' DIVERSO,
DIKLA E DORON SENZA UNA CASA
DOVE C'E' UNA MADRE C'E' UNA CASA, UN CONFORTO, UN FOCOLARE
SEBBENE LA MALATTIA
TAMARA ERA RIUSCITA A FARE VIVERE LA CASA FINO ALL'ULTIME ORE.
ORA E' COSI' DIVERSO.
NON E' FACILE DAR LORO UNA CASA COME PRIMA.
OGGI ALLA CERIMONIA NON C'ERANO MOLTE PERSONE
MA LACRIME CE NE ERANO MOLTE
DIFFICILE ERA CONTENERLE.
MI MANCANO GLI INCONTRI DEL MATTINO IN UFFICIO
PETTEGOLEZZI, E CONSIGLI SUL FUTURO DEI FIGLI
SEBBENE GIA' GRANDI.
DIKLA, DORON, AYALA E DEVORA' CERCATE NEL FUTURO UN SOSTEGNO
IN QUEI CHE VI SONO VICINI NEL RICORDO DI UNA MADRE, FORTE E CORAGGIOSA.
COSI' DIVERSO,
DIKLA E DORON SENZA UNA CASA
DOVE C'E' UNA MADRE C'E' UNA CASA, UN CONFORTO, UN FOCOLARE
SEBBENE LA MALATTIA
TAMARA ERA RIUSCITA A FARE VIVERE LA CASA FINO ALL'ULTIME ORE.
ORA E' COSI' DIVERSO.
NON E' FACILE DAR LORO UNA CASA COME PRIMA.
OGGI ALLA CERIMONIA NON C'ERANO MOLTE PERSONE
MA LACRIME CE NE ERANO MOLTE
DIFFICILE ERA CONTENERLE.
MI MANCANO GLI INCONTRI DEL MATTINO IN UFFICIO
PETTEGOLEZZI, E CONSIGLI SUL FUTURO DEI FIGLI
SEBBENE GIA' GRANDI.
DIKLA, DORON, AYALA E DEVORA' CERCATE NEL FUTURO UN SOSTEGNO
IN QUEI CHE VI SONO VICINI NEL RICORDO DI UNA MADRE, FORTE E CORAGGIOSA.
martedì, ottobre 16, 2007
incontro famiglie a Haifa
Ogni due settimane con Barbara ci incontriamo assieme ad altri genitori che hanno perduto un figlio nella ultima guerra o non hanno piu' un figlio per malattia (cancro) anche nello stesso periodo. Le persone che appartengono a questo gruppo che e' condotto da due esperte, sono di tutti i tipi, siamo quattro coppie compreso noi, poi c'e' una vedova ( il marito e' morto di malattia mezzo anno dopo il figlio), una divorziata ed una donna moderatamente religiosa che viene senza il marito.
Ancora non ci sentiamo molto a nostro agio, non e' facile esprimersi sebbene sia l'unico foro dove ogniuno puo' capire l'altro, dove sebbene le diversita' di opinioni il dolore di ogniuno e ' il dolore di tutti noi. In un gruppo cosi' si possono fare e dire cose che non si possono condividere anche con i piu cari amici. In un gruppo cosi e' possibile piangere, e' possibile consigliare vie ed indirizzi per affrontare le giornate, i mesi gli anni che ci stanno avanti e che saranno cosi' difficili. cosi' incerti.
Uno dei problemi di un padre o di una madre e anche dei fratelli e' l'incertezza..... cosa sara' il domani, potremo tornare a fasteggiare? Dovremo metterci una maschera per gioire o sara' veramente una gioia come quella di prima sebbene la vita non e' piu' quella di prima ?
Sara' possibile gioire per poche ore e poi tornare alla realta' dura e incerta che ti accompagna minuto per minuto? E se capira' un'ulterione disgrazia? Come sara' possibile affrontarla ?
Uno dei presenti non riesce a distaccare dalla tomba e seguire il figlio che e' partito per il Nepal.
Una madre esperta in yoga cerca di farci capire ed entrare nel suo mondo spirituale nel quale lei trova tutte e tante forze per continuare giorno per giorno sentendo la vicinanza del figlio avendo gia superato ed assorbito la certezza che il figlio non tornera' piu' almeno fisicamente.
Un' altra madre non riesce a staccarsi di nessuna cosa appartenente alla stanza del figlio, i lenzuoli sono stati in bucato solo dopo un anno...
Durante l'incontro ho pensato ai minuti della mattina trascorsi da me, da solo accanto alla tomba di NAOR piena di fiori,..... gli ho parlato, gli ho raccontato del piu e del meno.... l'ho sentito cosi vicino mentre le lacrime piano piano mi riempivano la faccia ...
Ancora non ci sentiamo molto a nostro agio, non e' facile esprimersi sebbene sia l'unico foro dove ogniuno puo' capire l'altro, dove sebbene le diversita' di opinioni il dolore di ogniuno e ' il dolore di tutti noi. In un gruppo cosi' si possono fare e dire cose che non si possono condividere anche con i piu cari amici. In un gruppo cosi e' possibile piangere, e' possibile consigliare vie ed indirizzi per affrontare le giornate, i mesi gli anni che ci stanno avanti e che saranno cosi' difficili. cosi' incerti.
Uno dei problemi di un padre o di una madre e anche dei fratelli e' l'incertezza..... cosa sara' il domani, potremo tornare a fasteggiare? Dovremo metterci una maschera per gioire o sara' veramente una gioia come quella di prima sebbene la vita non e' piu' quella di prima ?
Sara' possibile gioire per poche ore e poi tornare alla realta' dura e incerta che ti accompagna minuto per minuto? E se capira' un'ulterione disgrazia? Come sara' possibile affrontarla ?
Uno dei presenti non riesce a distaccare dalla tomba e seguire il figlio che e' partito per il Nepal.
Una madre esperta in yoga cerca di farci capire ed entrare nel suo mondo spirituale nel quale lei trova tutte e tante forze per continuare giorno per giorno sentendo la vicinanza del figlio avendo gia superato ed assorbito la certezza che il figlio non tornera' piu' almeno fisicamente.
Un' altra madre non riesce a staccarsi di nessuna cosa appartenente alla stanza del figlio, i lenzuoli sono stati in bucato solo dopo un anno...
Durante l'incontro ho pensato ai minuti della mattina trascorsi da me, da solo accanto alla tomba di NAOR piena di fiori,..... gli ho parlato, gli ho raccontato del piu e del meno.... l'ho sentito cosi vicino mentre le lacrime piano piano mi riempivano la faccia ...
sabato, ottobre 06, 2007
AL CIMITERO DA NAOR
Come facciamo spesso di sabato prima che faccia troppo caldo con Barbara vado al cimitero da Naor, portiamo un po' di fiori comprati il giorno prima nello spaccio del kibbutz. Oggi siamo andati in macchina invece che in bicicletta come di solito, era una calda e bella giornata, il kibbutz si stava appena svegliando come ogni sabato e per le viuzze e strade ben poche persone giravano.
Come al solito posteggiamo la macchina circa trecento metri dal posto dove giace Naor. Il posto e' molto ben curato e ordinato, le file delle tombe quasi tutte uguali l'unica differenza la quantita' di fiori o di piante che ogniuno ha.
Naor amava i fiori, le piante gli odori che usava per cucinare, come la salvia ed il rosmarino e questoe' quanto ha sulla tomba oltre ad altre piante.
Ci avviciniamo piano piano, ogniuno di noi rinchiuso in se stesso, poche porole, sappiano cosa ci aspetta, le lacrime sgorgano sensa nessun freno, la mente ritorna a quel giorno crudele, la mente ci porta nel pensare a come facciamo a vivere in tal modo.
Ed ecco che nell'arrivare sul posto e porgere la mano sul cuscinetto dove il nome di Naor e' inciso in lettere nere, precise e forti che i miei occhi afferrano che qualche cosa manca, qualche cosa e' cambiato..... si , si la bellissima pianta con i fiori bianchi e rossi che nel giro di piu' di un anno non e' mai stata "male", estete ed inverno ha dato fiori e padroneggiava sulla tomba fiera di fare compagnia a Naor... la pianta che Doron, mio figlio primogenito porto' il giorno del funerale.
non c'era piu'....
In quel momento mi e' preso un po' di sgomento ... come e' possibile? sto sognando o e' la verita'!? Come e' possibile rubare una pianta?
Come un disperato giro tra le tombe, mentre Barbara comincia a sistemare i fori che abbiamo portato.... Forse Erik il custode e giardiniere del cimitero la presa per sistemarla? Vado a vedere se si trova nel suo posto di lavoro, tutto questo mentre un pianto e un nodo mi afferrano la gola.
Dopo un quarto d'ora di ricerche, a pochi metri dalla tomba tra i cespugli e le pietre troviamo cio che ne era rimasto della pianta ...i fiori e la terra gia' un po' secca senza il vaso era tutto sparso in giro.
Un certo senso di gioia misto di dolore e disprezzo mi affera in quel momento. I fiori continueranno a vivere , gia' Barbara ha sistemato un nuovo vaso , ma per quale motivo profanare un tal posto con tal vandalismo per pochi soldi ?
Come al solito posteggiamo la macchina circa trecento metri dal posto dove giace Naor. Il posto e' molto ben curato e ordinato, le file delle tombe quasi tutte uguali l'unica differenza la quantita' di fiori o di piante che ogniuno ha.
Naor amava i fiori, le piante gli odori che usava per cucinare, come la salvia ed il rosmarino e questoe' quanto ha sulla tomba oltre ad altre piante.
Ci avviciniamo piano piano, ogniuno di noi rinchiuso in se stesso, poche porole, sappiano cosa ci aspetta, le lacrime sgorgano sensa nessun freno, la mente ritorna a quel giorno crudele, la mente ci porta nel pensare a come facciamo a vivere in tal modo.
Ed ecco che nell'arrivare sul posto e porgere la mano sul cuscinetto dove il nome di Naor e' inciso in lettere nere, precise e forti che i miei occhi afferrano che qualche cosa manca, qualche cosa e' cambiato..... si , si la bellissima pianta con i fiori bianchi e rossi che nel giro di piu' di un anno non e' mai stata "male", estete ed inverno ha dato fiori e padroneggiava sulla tomba fiera di fare compagnia a Naor... la pianta che Doron, mio figlio primogenito porto' il giorno del funerale.
non c'era piu'....
In quel momento mi e' preso un po' di sgomento ... come e' possibile? sto sognando o e' la verita'!? Come e' possibile rubare una pianta?
Come un disperato giro tra le tombe, mentre Barbara comincia a sistemare i fori che abbiamo portato.... Forse Erik il custode e giardiniere del cimitero la presa per sistemarla? Vado a vedere se si trova nel suo posto di lavoro, tutto questo mentre un pianto e un nodo mi afferrano la gola.
Dopo un quarto d'ora di ricerche, a pochi metri dalla tomba tra i cespugli e le pietre troviamo cio che ne era rimasto della pianta ...i fiori e la terra gia' un po' secca senza il vaso era tutto sparso in giro.
Un certo senso di gioia misto di dolore e disprezzo mi affera in quel momento. I fiori continueranno a vivere , gia' Barbara ha sistemato un nuovo vaso , ma per quale motivo profanare un tal posto con tal vandalismo per pochi soldi ?
lunedì, agosto 13, 2007
DOPO UN ANNO AGOSTO 2007
DA TEMPO NON SCRIVO, SONO STATO OCCUPATO CON LA PREPARAZIONE DELLA CERIMONIA IN RICORDO DI NAOR IL 9 AGOSTO.
UN MESE DIFFICILISSIMO, OGNI GIORNO UN RICORDO OGNI GIORNO UN PIANTO.
CI CONSOLA SOLAMENTE IL FATTO DI DOVERE ANDARE AVANTI PER I FIGLI E NIPOTI CHE CON NOI SODDIVIDOVO L'ESISTENZA ED IL DOLORE.
ABBIAMO RICORDATO NAOR AL CIMITERO IN UNA CERIMONIA BREVE MA MOLTO SENTITA, DEI PRESENTI NON CREDO CHE CI FOSSE UNO CHE NON SI E' COMMOSSO, LA PERDITA E STATA PROPRIO GRANDE.
BARBARA A RICORDATO NAOR ED IL VUOTO CHE HA LASCIATO, HA PARLATO DI QUESTO ANNO IN CUI LO SVEGLIARSI OGNI MATTINA CON LA CONSTATAZIONE DI ESSERE RIMASTI SENZA NAOR E' COSI' DIFFICILE CHE IL TRASCORRERE MINUTO PER MINUTO NECESSITA UN ENORME SFORZO PER ARRIVARE ALLA FINE DELLA GIORNATA.
GLI AMICI DI NAOR SIA DEL KIBUTZ CHE DELL'ESERCITO SI SONO RIUNITI A NOI NEL RICORDO.
IO HO LETTO CIO' CHE HO SCRITTO DURANTE LE NOTTATE INSONNE DI QUESTO ULTIMO ANNO.
HA APERTO LA CERIMONIA LA CANZONE ADATTA AL CARATTERE DI NAOR, " LA BABBIA LO RICORDERA'....", HA CHIUSO LA FUNZIONE LA CANZONE
UN MESE DIFFICILISSIMO, OGNI GIORNO UN RICORDO OGNI GIORNO UN PIANTO.
CI CONSOLA SOLAMENTE IL FATTO DI DOVERE ANDARE AVANTI PER I FIGLI E NIPOTI CHE CON NOI SODDIVIDOVO L'ESISTENZA ED IL DOLORE.
ABBIAMO RICORDATO NAOR AL CIMITERO IN UNA CERIMONIA BREVE MA MOLTO SENTITA, DEI PRESENTI NON CREDO CHE CI FOSSE UNO CHE NON SI E' COMMOSSO, LA PERDITA E STATA PROPRIO GRANDE.
BARBARA A RICORDATO NAOR ED IL VUOTO CHE HA LASCIATO, HA PARLATO DI QUESTO ANNO IN CUI LO SVEGLIARSI OGNI MATTINA CON LA CONSTATAZIONE DI ESSERE RIMASTI SENZA NAOR E' COSI' DIFFICILE CHE IL TRASCORRERE MINUTO PER MINUTO NECESSITA UN ENORME SFORZO PER ARRIVARE ALLA FINE DELLA GIORNATA.
GLI AMICI DI NAOR SIA DEL KIBUTZ CHE DELL'ESERCITO SI SONO RIUNITI A NOI NEL RICORDO.
IO HO LETTO CIO' CHE HO SCRITTO DURANTE LE NOTTATE INSONNE DI QUESTO ULTIMO ANNO.
HA APERTO LA CERIMONIA LA CANZONE ADATTA AL CARATTERE DI NAOR, " LA BABBIA LO RICORDERA'....", HA CHIUSO LA FUNZIONE LA CANZONE
domenica, giugno 17, 2007
RICORDANO NAOR ALLA SUA BASE
Giovedi 14 giugno 2007, poco piu' di dieci mesi dalla mancanza di Naor, lo hanno ricordato nella base dove ha fatto il sevizio militare per piu' di tre anni. La base si chiama Sirkin ed e' situata vicino a Tel Aviv. La base e' quella dell'unita speciale, comando Yael, oggi Yahalom ( Diamante). Dato che Naor e' caduto facendo parte di un reggimento dei paracadutisti abbiamo fatto richiesta ed e' stata accettata che Naor fosse riconosciuto come appartenete al genio ed a questa unita', quella dove ha fatto tutto il servizio militare.
La cerimonia e' stata semplice ed e' stata inclusa nella cerimonia annuale per tutti i caduti di questa piccola base. La foto di Naor e' stata aggiunta a quella di altri dodici caduti. Per ogni caduto e' stato piantato un albero di ulivo ..... un nuovo albero per Naor .
ecco quanto ho letto per l'occasione.
Sono passati piu di dieci mesi e siamo arrivati anche a questo giorno
Oggi noi ti ricordiamo Naor, qui a Sirkin, luogo dove per piu' di tre anni era diventato la tua seconda casa.
Oggi noi ti ricordiamo Naor, qui a Sirkin, luogo dove per piu' di tre anni era diventato la tua seconda casa.
Non ricordo quando durante il servizio militare ti sei lamentato nel lasciare la casa al mattino presto, con tutta la difficolta' di alzarsi, e sapendo che il ritorno a fine settimana sarebbe stato incerto.

Non ti lamentavi nemmeno quando ti dovevi presentare e lasciare la casa per un' azione improvvisa.
Hai fatto ogni cosa che dovevi fare perche' era tuo dovere di cittadino, per lo stato che amavi.....
Hai fatto ogni cosa che dovevi fare perche' era tuo dovere di cittadino, per lo stato che amavi.....
Solamente nel giorno della chiamata alla guerra non sei andato volentieri... e non sei tornato per la fine settimana...non sei piu' tornato....
Ci hai lasciato ed hai lasciato i tuoi cinque fratelli a continuare a vivere giorno per giorno con solo i ricordi, con i ricordi del passato.
Tra tutti i gruppi di amici che avevi , nel football, in kibutz,nelle gite per sciare, c'era anche il gruppo di amici dell'esercito
Non tutti abbiamo conosciuto all'ora, solo oggi noi scopriamo l'unione che c'era tra di voi, alle avventure ed ai momenti belli durante il periodo dell'esercito e dopo.
Non ricordo all'infuori di una azione che facesti a Gaza, che fossi riuscito a sapere da te quello che facevi all'esercito, sicuramente non volevi allarmarci.
Ci hai lasciato ed hai lasciato i tuoi cinque fratelli a continuare a vivere giorno per giorno con solo i ricordi, con i ricordi del passato.
Tra tutti i gruppi di amici che avevi , nel football, in kibutz,nelle gite per sciare, c'era anche il gruppo di amici dell'esercito
Non tutti abbiamo conosciuto all'ora, solo oggi noi scopriamo l'unione che c'era tra di voi, alle avventure ed ai momenti belli durante il periodo dell'esercito e dopo.
Non ricordo all'infuori di una azione che facesti a Gaza, che fossi riuscito a sapere da te quello che facevi all'esercito, sicuramente non volevi allarmarci.
In questa occasione vogliamo ringraziare tutti i compagni e comandanti del corpo Yaalom e dell'unita' Yael del passato e del presente che hanno fatto tutti gli sforzi per poter ricordare Naor in questo luogo.
E' difficile essere genitore senza un figlio.. non c'e niente che possa ricolmare il vuoto di un figlio che e' mancato ne' per i genitori ne'per i fratelli.
Solo una cosa ci consola un poco ... Naor, sei riuscito a vivere intensamente questi tuoi 25 anni.
non hai rinunciato a nessuna attivita' che ti piaceva, gite all'estero, sci e snowboard nelle montagne Europee, football e basketball, surf sul mare e con il vento ed in piu' ti interessavi
nel coltivare piante di ogni genere, ti piaceva cucinare e mangiare, curare animali e fotografia.....
עברו יותר מעשרה חודשים, והגענו גם ליום זה.היום אנו מנציחים אותך נאור כאן בסירקין מקום שבמשך יותר משלוש שנים הפך להיות בית שני שלך.
אני זוכר אותך שפעם אחד התלוננת בלכתך לבסיס למרות הקושי של לקום מוקדם בבוקר ולדעת שרק בסוף שבוע הייתה אולי חוזר .
לא התלוננת גם על כל הקפצות שהיו במשך הסופי שבוע.
עשית כל דבר כי יעדת שחובתך כאזרח למדינה שאהבת....רק ביום הגיוס לא הלכת ממש ברצון, וגם לא חזרתה לסוף השבוע.
השארת אותנו והחמש אחים שלך להמשיך לחיות יום יום עם הזיכרון שלך ועם העבר שלך.
בין כל המעגלי חברים שהיו לך, בכדורגל, בקיבוץ, בטיולי סקי, הייה לך גם מעגל של חברים מהצבא.
לא כולם הכרנו אז, רק היום אנו מגלים את הקרבה שהייתה בנכם, על החוויות המשותפות על בילויים יחד בזמן הסדיר ולאחר זה.
לא זכור לי שחוץ מפעולה אחד בעזה הצלחתי להוציא ממך סיפורים על מעשך בשרות לאחר שהפכת ללוחם..... וכמה רצינו לדעת. כנרה לא רצית להדאיג אתנו.
אנו מודים בהזדמנות זו לכל חברך והמפקדים של יעלום וסיירת יעל בעבר ובאווה שתמכו בנו בתקופה כל כך קשה ועשו כל המאמצים להנציח את נאור שלנו למשפחת "יעלום".
קשה לחיות כהורים שכולים ... אין החלפה לבנים ש"עוזבים" את ההורים ...ואת אחים.
רק דבר אחד מנחם אותנו קצת ...נאור הצלחת לנצל את ה25 שנה שלך באינטנסיביות.
לא חסכת בפעילויות, טיולים בחו"ל וסקי וסנובורד בהרי אירופה, כדורגל וכדורסל, גלישה בים וברחיפה, ובנוסף התעניינת בגידול צמחים, בישול, חיות וצילום ....הייתה גדול ועכשיו אתה חסר ל בטח לנו ולמשפחת סיירת יעל.
נזכור אותך לתמיד.
Eri "grande" e adesso ci manchi tanto, sicuramente manchi a noi ma anche alla famiglia del comando "YAEL" .
sarai sempre nel nostro cuore.
עברו יותר מעשרה חודשים, והגענו גם ליום זה.
היום אנו מנציחים אותך נאור כאן בסירקין מקום שבמשך יותר משלוש שנים הפך להיות בית שני שלך.
אני זוכר אותך שפעם אחד התלוננת בלכתך לבסיס למרות הקושי של לקום מוקדם בבוקר ולדעת שרק בסוף שבוע הייתה אולי חוזר .
לא התלוננת גם על כל הקפצות שהיו במשך הסופי שבוע.
עשית כל דבר כי יעדת שחובתך כאזרח למדינה שאהבת....רק ביום הגיוס לא הלכת ממש ברצון, וגם לא חזרתה לסוף השבוע.
השארת אותנו והחמש אחים שלך להמשיך לחיות יום יום עם הזיכרון שלך ועם העבר שלך.
בין כל המעגלי חברים שהיו לך, בכדורגל, בקיבוץ, בטיולי סקי, הייה לך גם מעגל של חברים מהצבא.
לא כולם הכרנו אז, רק היום אנו מגלים את הקרבה שהייתה בנכם, על החוויות המשותפות על בילויים יחד בזמן הסדיר ולאחר זה.
לא זכור לי שחוץ מפעולה אחד בעזה הצלחתי להוציא ממך סיפורים על מעשך בשרות לאחר שהפכת ללוחם..... וכמה רצינו לדעת. כנרה לא רצית להדאיג אתנו.
אנו מודים בהזדמנות זו לכל חברך והמפקדים של יעלום וסיירת יעל בעבר ובאווה שתמכו בנו בתקופה כל כך קשה ועשו כל המאמצים להנציח את נאור שלנו למשפחת "יעלום".
קשה לחיות כהורים שכולים ... אין החלפה לבנים ש"עוזבים" את ההורים ...ואת אחים.
רק דבר אחד מנחם אותנו קצת ...נאור הצלחת לנצל את ה25 שנה שלך באינטנסיביות.
לא חסכת בפעילויות, טיולים בחו"ל וסקי וסנובורד בהרי אירופה, כדורגל וכדורסל, גלישה בים וברחיפה, ובנוסף התעניינת בגידול צמחים, בישול, חיות וצילום ....הייתה גדול ועכשיו אתה חסר ל בטח לנו ולמשפחת סיירת יעל.
נזכור אותך לתמיד.
יום שבת 9 ליוני 2007
E' il 9 di giugno, sono passati precisamente 10 mesi dalla caduta di Naor
E' proprio in questo giorno c'e' la partita di calcio, la finale per la coppa della regione.
Lo scorso anno poche settimane prima dello scoppio della guerra abbiamo vinto la coppa.
C'era Naor ed ha giocato da grande ... Yanir era in India Aylon era all'esercito e non riusci ad uscire quel sabato. La coppa era nostra, Naor ne' era fiero ed entusiasta.
Di nuovo siamo sullo stesso campo, quest'anno senza Naor, questa volta con Yanir in porta e Aylon sul terreno di giuoco. E difficile per tutti, per i giocatori che vogliono la coppa anche per Naor, e' difficile per noi tutti, aspettavamo questo giorno da tempo sapevamo che sarebbe arrivato ma non sapevamo come sarebbe finito.
Io ho filmato la partita ogni tanto le lacrime riempirono i miei occhi, la partita era nervosa, Barbara e Liran ed un grande pubblico ai lati del campo ogniuno con il suo pensiero nel cuore...
Comincia la partita benino per noi , 1-1 al primo tempo sebbene che il nostro migliore giocatore Carmel viene allontanato per un piccolo fallo che non esisteva. Riprendiamo il secondo tempo e dopo una diecina di minuti siamo sul 3-1 per noi...... e qui arriva il brutto destino ... scontro violento ma casuale tra Yanir nostro ed un altro giocatore della nostra squadra.
Yanir si infortuna seriamente sebbene all'inizio non sapevamo quanto...
Entra in porta un sostituto non preparato.... si perde 4-3
Arriviamo all'ospedale e riscontrano a Yanir la frattura e lo spostamento della mandibola, viene operato la stessa notte ed il giorno dopo anche serrati i denti, per piu' di un mese ....
Yanir e' costretto a mangiare solo liquidi... viene aiutato da tutti gli amici pero' non e' facile non per lui non per noi neanche per i compagni... proprio un' altra ( queta volta piccola) mazzata... perche' ?
Ci vuole tanta forza e non sappiamo dove prenderla ... ma si va avanti giorno per giorno con la speranza del meno peggio.
Debora figlia di Bruna nel YOM HAZIKARON 2007
Ciao Piero In questa tristissima serata vi siamo tutti noi molto vicini.Be' lo siamo dal 9 di Agosto scorso ! Da quel giorno li, per noi ognigiorno e' Yom Hazikaron. Pensa che io e Daniela siamo venute aMaagan Michael quando siamo venute in Alia', 2 o 3 volte;non so se te lo ricordi; una volta siamo venute da te, e abbiamoconosciuto tua moglie Barbara; i tuoi bimbi erano ancorapiccoli; qualche mese dopo siamo tornati in Kibbutz con i miei ziidi Roma Sandra e Lello, e le loro figlie Debora e Micol. Eravamoda Clara, e Naor che credo avesse avuto 5 anni al massimo,correva nel giardinetto di Clara, dove noi ci si facevano le fotoper mandarle in Italia. Clara lo guardava impressionata e ci diceva:E' tremendo!!!" Volevamo che venisse a farsi una foto con noi,ma lui non voleva,era scatenatissimo e girava, correva, scalmanato; pero' inuna foto e' venuto; e quella e' stata l' unica foto che per caso avevodi Naor; piccolo piccolo, con i ricciolini rossi, magliettina biancae pantaloncini corti gialli.Io ti parlo di una foto che risale al 1986 circa; al momento dellanotizia eravamo a Roma; non puoi capire come l' abbiamo presa;i miei erano da ospedale. Noi ci facevamo forza, per i bambini.Ma in quel momento, Piero ti giuro che mi e' venuta in mente quellafoto; a distanza di piu' di 20' anni, mi e' venuto in mente quelbimbino, che ci veni' dietro scatenato durante la nostra visita alKibbutz, e non mi sono data pace fino a che l' ho trovata.quando l' ho trovata sono stata contenta. Si ho avuto piacere divedere le foto meravigliose del Bat Mitzva di tua figlia, dove misono resa conto di quanto Naor assomigli a te e alla tua mamma;gli stessi occhi ! Povero Naor, li in quell' Inferno di libano,per salvare i compagni, per soccorrere i feriti, per la sicurezzadel popolo, e ha dovuto pagare con la sua vita.Piero, non voglio rattristarti, voglio soltanto dirti di continuare adessere forte, sappiamo cosa sia Israele, sappiamo cosa e' la zava,e sappiamo piu' di ogni altro popolo al mondo cosa sia la guerra;E' cosi' difficile vivere in questo paese, ma e' l' unica casa cheabbiamo . Bellissimo il progetto, mi ha fatto rabbrividire;i 9 Eroi conquisteranno i cuori di tutti; sara' un sentiero frequentatissimoancora piu' di quanto lo e' oggi, ne sono sicura.Piero ti abbraccio forte forte, insieme alla tua bella famiglia,sii forte, siamo tutti fieri di Naor , Angelo del Paradiso !E da qui la mitica frase: -D-O prende solo i migliori.Comincio a credere che sia veroCiaoDeborah e famiglia
Ciao Piero In questa tristissima serata vi siamo tutti noi molto vicini.Be' lo siamo dal 9 di Agosto scorso ! Da quel giorno li, per noi ognigiorno e' Yom Hazikaron. Pensa che io e Daniela siamo venute aMaagan Michael quando siamo venute in Alia', 2 o 3 volte;non so se te lo ricordi; una volta siamo venute da te, e abbiamoconosciuto tua moglie Barbara; i tuoi bimbi erano ancorapiccoli; qualche mese dopo siamo tornati in Kibbutz con i miei ziidi Roma Sandra e Lello, e le loro figlie Debora e Micol. Eravamoda Clara, e Naor che credo avesse avuto 5 anni al massimo,correva nel giardinetto di Clara, dove noi ci si facevano le fotoper mandarle in Italia. Clara lo guardava impressionata e ci diceva:E' tremendo!!!" Volevamo che venisse a farsi una foto con noi,ma lui non voleva,era scatenatissimo e girava, correva, scalmanato; pero' inuna foto e' venuto; e quella e' stata l' unica foto che per caso avevodi Naor; piccolo piccolo, con i ricciolini rossi, magliettina biancae pantaloncini corti gialli.Io ti parlo di una foto che risale al 1986 circa; al momento dellanotizia eravamo a Roma; non puoi capire come l' abbiamo presa;i miei erano da ospedale. Noi ci facevamo forza, per i bambini.Ma in quel momento, Piero ti giuro che mi e' venuta in mente quellafoto; a distanza di piu' di 20' anni, mi e' venuto in mente quelbimbino, che ci veni' dietro scatenato durante la nostra visita alKibbutz, e non mi sono data pace fino a che l' ho trovata.quando l' ho trovata sono stata contenta. Si ho avuto piacere divedere le foto meravigliose del Bat Mitzva di tua figlia, dove misono resa conto di quanto Naor assomigli a te e alla tua mamma;gli stessi occhi ! Povero Naor, li in quell' Inferno di libano,per salvare i compagni, per soccorrere i feriti, per la sicurezzadel popolo, e ha dovuto pagare con la sua vita.Piero, non voglio rattristarti, voglio soltanto dirti di continuare adessere forte, sappiamo cosa sia Israele, sappiamo cosa e' la zava,e sappiamo piu' di ogni altro popolo al mondo cosa sia la guerra;E' cosi' difficile vivere in questo paese, ma e' l' unica casa cheabbiamo . Bellissimo il progetto, mi ha fatto rabbrividire;i 9 Eroi conquisteranno i cuori di tutti; sara' un sentiero frequentatissimoancora piu' di quanto lo e' oggi, ne sono sicura.Piero ti abbraccio forte forte, insieme alla tua bella famiglia,sii forte, siamo tutti fieri di Naor , Angelo del Paradiso !E da qui la mitica frase: -D-O prende solo i migliori.Comincio a credere che sia veroCiaoDeborah e famiglia
giovedì, maggio 24, 2007

Naor 1986,
Questa foto e' precisamente di ventanni fa', Naor aveva cinque anni.
Quando Naor era piccolo andavamo spesso a trovare la nonna Clara.
Ieri sfogliando l'album di fotografie del 1986 e trovando questa foto mi sono ricordato di quanto Naor amava quell'orsacchiotto fatto di maglia dalla nonna.
Dietro la foto la nonna scrisse una piccola dedica.
La casa della nonna era gia' dall'ora piena di tante piccole soprammobili, ricordi di tutto il suo passato.
Naor ne era molto attratto di tutte queste piccole chincaglierie, ogni tanto osava anche chiederne una di regalo che certo la nonna non sempre era riuscita a separarsene facilmente.
Naor nei suoi viaggi non dimentico' mai che la nonna amava queste piccole suvenirs, cosi che' arricchi la sua casa di piccole bamboline di ogni stato che visito' oltre ad altri piccoli regalini.
lunedì, marzo 12, 2007
10-marzo 2007 compleanno senza Naor
Naor mio,
oggi e' sabato, una bellissima giornata, proprio una giornata da compleanno!!
Naor non sei' piu' qui... sei con noi e dentro di noi.
E' oggi anche Purim ..ma tu non ti sei mascherato.
Due anni fa' mi feci una bella sorpresa....arrivasti zitto ..zitto dal Sud America..
quest'anno niente sorpresa...
quanto fui contento ero ...al settimo "celo"...dopo sei mesi di lontananza.
adesso sette mesi sono passati ......quanto sei lontano....... quanto sei vicino ....
amici erano qui con noi sabato ... tanti fiori ti hanno portato ... tra una risata e l'altra
mentre vedevamo il film di quando eri bambino ogniuno piangeva dentro di se....
una grande festa c'e' stata domenica sera al moadon Rio ad Herzelia
amici e non amici si sono riuniti per ricordarti....
cosi volevi ..cosi volevi essere ricordato tra i fumi dell'alcool ed i fumi delle sigarette.
tra tanti giovani e tante belle ragazze ......cosi abbiamo sentito...il tuo alito nella grande sala
tra la musica che ci assordiva finche'......abbiamo detto ciao Naor ... arrivederci all' anno prossimo.
volevi tanto comprare la macchina fotografica digitale ....ma non ci sei riuscito
adesso per il tuo compleanno l'abbiamo comprata noi, io e yanir fotograferemo e penseremo a te...
e' cosi difficile vivere senza di te. ti abbraccio abba
oggi e' sabato, una bellissima giornata, proprio una giornata da compleanno!!
Naor non sei' piu' qui... sei con noi e dentro di noi.
E' oggi anche Purim ..ma tu non ti sei mascherato.
Due anni fa' mi feci una bella sorpresa....arrivasti zitto ..zitto dal Sud America..
quest'anno niente sorpresa...
quanto fui contento ero ...al settimo "celo"...dopo sei mesi di lontananza.
adesso sette mesi sono passati ......quanto sei lontano....... quanto sei vicino ....
amici erano qui con noi sabato ... tanti fiori ti hanno portato ... tra una risata e l'altra
mentre vedevamo il film di quando eri bambino ogniuno piangeva dentro di se....
una grande festa c'e' stata domenica sera al moadon Rio ad Herzelia
amici e non amici si sono riuniti per ricordarti....
cosi volevi ..cosi volevi essere ricordato tra i fumi dell'alcool ed i fumi delle sigarette.
tra tanti giovani e tante belle ragazze ......cosi abbiamo sentito...il tuo alito nella grande sala
tra la musica che ci assordiva finche'......abbiamo detto ciao Naor ... arrivederci all' anno prossimo.
volevi tanto comprare la macchina fotografica digitale ....ma non ci sei riuscito
adesso per il tuo compleanno l'abbiamo comprata noi, io e yanir fotograferemo e penseremo a te...
e' cosi difficile vivere senza di te. ti abbraccio abba
lunedì, febbraio 19, 2007
che non sia solo un numero....
gennaio 2007
dopo sei mesi dalla caduta di Naor
CHE NON SIA SOLO UN NUMERO….
Un padre che ha perso un figlio in guerra disse:" noi combattiamo adesso per quelle famiglie che oggi girano per le strade e non sanno che sono famiglie che in potenza possono essere le prossime in lutto"
Io voglio unirmi a quel padre …noi genitori che piangiamo adesso sentiamo l’ obbligo di far sentire la nostra voce per quelle famiglie che prossimamente perderanno i loro cari figli…mariti… fratelli.
Se mi chiedo se sono arrabbiato?
Si’ lo sono!
Lo sono anche se non ho urlato, … non ho manifestato tutto il mio dolore… non sono andato in strada a dimostrare .
Verso chi sono arrabbiato?
Verso i comandanti dell'esercito a tutti i livelli.
Ma un senso di rabbia e’ pure rivolto verso me stesso in quanto non ho mai agito concretamente anche prima di questa guerra; che fossi potenzialmente un padre che avrebbe potuto perdere un figlio lo sapevo……………. E questo e’ proprio avvenuto il 9 agosto di questo anno..
Da anni avevo la sensazione, il timore, la quasi certezza che noi Israeliani non siamo piu’ quelli che eravamo, non siamo piu’ certi delle vittorie strepitose ….Ma queste riflessioni le esternavo solo in famiglia, tante volte ho detto che il nostro esercito non e' quello che era una volta, non perche’ i nostri giovani valgano meno, o non si sentano attaccati al Paese in cui sono nati e cresciuti, ma bensi’, perche’ coloro che ricoprono le piu’ alte cariche militari il piu’ delle volte non sono all’altezza del loro compito, per mestiere comandano, lavorano come fosse un Job qualsiasi… ma, purtroppo, quando scoppia una guerra i loro posti di responsabilita’ sono ad un livello altissimo : ci sono di mezzo esseri umani , dietro ad ognuno dei quali c’e’ un mondo, fatto di situazioni, sentimenti, legami…. questo deve essere preso in seria considerazione..
Dal mese di luglio, quando la Guerra ha avuto inizio, ho sempre pensato che per i nostri dirigenti politici o militari la quantita' di perdite in guerra e' solo un "numero" , un numero che quanto minore e’ meglio e' … pero' e’ sempre un numero……
… che importanza ha la perdita di un figlio, padre, fratello che per i loro cari e' un mondo intero che si dissolve e niente puo' essere di consolazione?
Il padre di uno dei comandanti (Eisenberg) di nostro figlio Naor attacco' in un articolo sul giornale i genitori che hanno perso figli in guerra”Non sanno questi genitori che in tutte le guerre ci sono morti? Cosa sono questi piagnistei?” ..Suo figlio generale di un battaglione dei paracadutisti durante un’operazione militare in Libano, ha dato ordine a 110 soldati di installarsi in una casa dove parte di loro, compreso mio figlio Naor, hanno trovato la morte …. e ancora sta dirigendo il battaglione !!! E’ comprensibile tutto questo? Per me e per tutta la mia famiglia non lo e’!
Nello stesso giorno in cui Udi Adam fu sostituito dal capo di stato maggiore, avvenne quello che avvenne….. furono fatti entrare nel Libano, di notte, la notte di tu-be-av (giorno dell'amore), una notte con la luna piena .. con un ritardo di ore , senza un preciso piano di azione, con cambiamenti di ordini durante la marcia ,reggimenti non preparati, senza esercitazioni preliminari, con equipaggiamenti dell'ultimo minuto…. E cosi' caddero 9 soldati ancora prima di cominciare a combattere. Chi e' responsabile di tutto questo?
Il capo di stato maggiore, o Caplinsky o il capo del battaglione Eisenberg o il capo delle operazioni Eisenskot che dopo cio'che e’ accaduto ha ricevuto una promozione ottenendo un posto di maggior livello ?
O forse e’ responsabile il capo del reggimento Zohar…… che non ha dato retta ai suoi soldati, i quali volevano abbandonare la casa, casa trappola, nel villaggio di Debel così che ci sarebbe stato meno pericolo?
In una serata di riconoscimento verso quelli che hanno combattuto questa ultima guerra è stato fatto salire sul palcoscenico anche il capo del reggimento Zohar per ricevere un attestato…. Come si sono permessi di fare una cosa del genere, ad un capo che ha fallito in modo eclatante, avendo grosse responsabilita’ per ciò che è accaduto al villaggio di Debel!!!!!!!
Alla fin fine, tutti compreso Amir Perez ( ministro della difesa), il capo di stato maggiore, vari generali ancora sono sulla cresta dell'onda e nessuno riesce a dire " ho sbagliato … io lascio"….
Un generale delle reserve mi disse poco tempo fa : "… non credere che quelli che verranno al posto di coloro che lasciano siano migliori…”A questo siamo arrivati.
Io sono angosciato ( arrabbiato) perche' dopo così poco tempo nessuno ricorda quelli che sono caduti, avrei voluto dai nostri ministri uno squillo di telefono ogni tanto….
Non per chiedermi " come stai?" poichè per me e per la mia famiglia questa domanda non ha più senso.
Ma vorrei che mi dicessero che i 160 morti di questa ultima guerra saranno sempre di fronte ai loro occhi ogni qualvolta debbano prendere decisioni nel futuro vicino o lontano.
Ad esempio quando si dice "no" ad uno come Assad, capo di stato della Siria, pronto a fare un piccolo passo verso di noi , devono pensare alle famiglie che saranno in lutto in seguito alla prossima guerra… perché i caduti non sono solo un ..numero
dopo sei mesi dalla caduta di Naor
CHE NON SIA SOLO UN NUMERO….
Un padre che ha perso un figlio in guerra disse:" noi combattiamo adesso per quelle famiglie che oggi girano per le strade e non sanno che sono famiglie che in potenza possono essere le prossime in lutto"
Io voglio unirmi a quel padre …noi genitori che piangiamo adesso sentiamo l’ obbligo di far sentire la nostra voce per quelle famiglie che prossimamente perderanno i loro cari figli…mariti… fratelli.
Se mi chiedo se sono arrabbiato?
Si’ lo sono!
Lo sono anche se non ho urlato, … non ho manifestato tutto il mio dolore… non sono andato in strada a dimostrare .
Verso chi sono arrabbiato?
Verso i comandanti dell'esercito a tutti i livelli.
Ma un senso di rabbia e’ pure rivolto verso me stesso in quanto non ho mai agito concretamente anche prima di questa guerra; che fossi potenzialmente un padre che avrebbe potuto perdere un figlio lo sapevo……………. E questo e’ proprio avvenuto il 9 agosto di questo anno..
Da anni avevo la sensazione, il timore, la quasi certezza che noi Israeliani non siamo piu’ quelli che eravamo, non siamo piu’ certi delle vittorie strepitose ….Ma queste riflessioni le esternavo solo in famiglia, tante volte ho detto che il nostro esercito non e' quello che era una volta, non perche’ i nostri giovani valgano meno, o non si sentano attaccati al Paese in cui sono nati e cresciuti, ma bensi’, perche’ coloro che ricoprono le piu’ alte cariche militari il piu’ delle volte non sono all’altezza del loro compito, per mestiere comandano, lavorano come fosse un Job qualsiasi… ma, purtroppo, quando scoppia una guerra i loro posti di responsabilita’ sono ad un livello altissimo : ci sono di mezzo esseri umani , dietro ad ognuno dei quali c’e’ un mondo, fatto di situazioni, sentimenti, legami…. questo deve essere preso in seria considerazione..
Dal mese di luglio, quando la Guerra ha avuto inizio, ho sempre pensato che per i nostri dirigenti politici o militari la quantita' di perdite in guerra e' solo un "numero" , un numero che quanto minore e’ meglio e' … pero' e’ sempre un numero……
… che importanza ha la perdita di un figlio, padre, fratello che per i loro cari e' un mondo intero che si dissolve e niente puo' essere di consolazione?
Il padre di uno dei comandanti (Eisenberg) di nostro figlio Naor attacco' in un articolo sul giornale i genitori che hanno perso figli in guerra”Non sanno questi genitori che in tutte le guerre ci sono morti? Cosa sono questi piagnistei?” ..Suo figlio generale di un battaglione dei paracadutisti durante un’operazione militare in Libano, ha dato ordine a 110 soldati di installarsi in una casa dove parte di loro, compreso mio figlio Naor, hanno trovato la morte …. e ancora sta dirigendo il battaglione !!! E’ comprensibile tutto questo? Per me e per tutta la mia famiglia non lo e’!
Nello stesso giorno in cui Udi Adam fu sostituito dal capo di stato maggiore, avvenne quello che avvenne….. furono fatti entrare nel Libano, di notte, la notte di tu-be-av (giorno dell'amore), una notte con la luna piena .. con un ritardo di ore , senza un preciso piano di azione, con cambiamenti di ordini durante la marcia ,reggimenti non preparati, senza esercitazioni preliminari, con equipaggiamenti dell'ultimo minuto…. E cosi' caddero 9 soldati ancora prima di cominciare a combattere. Chi e' responsabile di tutto questo?
Il capo di stato maggiore, o Caplinsky o il capo del battaglione Eisenberg o il capo delle operazioni Eisenskot che dopo cio'che e’ accaduto ha ricevuto una promozione ottenendo un posto di maggior livello ?
O forse e’ responsabile il capo del reggimento Zohar…… che non ha dato retta ai suoi soldati, i quali volevano abbandonare la casa, casa trappola, nel villaggio di Debel così che ci sarebbe stato meno pericolo?
In una serata di riconoscimento verso quelli che hanno combattuto questa ultima guerra è stato fatto salire sul palcoscenico anche il capo del reggimento Zohar per ricevere un attestato…. Come si sono permessi di fare una cosa del genere, ad un capo che ha fallito in modo eclatante, avendo grosse responsabilita’ per ciò che è accaduto al villaggio di Debel!!!!!!!
Alla fin fine, tutti compreso Amir Perez ( ministro della difesa), il capo di stato maggiore, vari generali ancora sono sulla cresta dell'onda e nessuno riesce a dire " ho sbagliato … io lascio"….
Un generale delle reserve mi disse poco tempo fa : "… non credere che quelli che verranno al posto di coloro che lasciano siano migliori…”A questo siamo arrivati.
Io sono angosciato ( arrabbiato) perche' dopo così poco tempo nessuno ricorda quelli che sono caduti, avrei voluto dai nostri ministri uno squillo di telefono ogni tanto….
Non per chiedermi " come stai?" poichè per me e per la mia famiglia questa domanda non ha più senso.
Ma vorrei che mi dicessero che i 160 morti di questa ultima guerra saranno sempre di fronte ai loro occhi ogni qualvolta debbano prendere decisioni nel futuro vicino o lontano.
Ad esempio quando si dice "no" ad uno come Assad, capo di stato della Siria, pronto a fare un piccolo passo verso di noi , devono pensare alle famiglie che saranno in lutto in seguito alla prossima guerra… perché i caduti non sono solo un ..numero
mercoledì, febbraio 14, 2007
NELLY E I CENTO ANNI DELL'ARTE ISRAELIANA
Nelly e' la moglie del mio nipote Roberto.
Nelly piu' di un anno fa' mi disse che stava pensando ad un grosso progetto, portare l'arte Israeliana a Milano.
Il progetto mi sembrava enorme e penso che anche a lei.
Ma Nelly con coraggio,pazienza e competenza ci e' riuscita e in grande. Io sono stato all'apertura, giornata emozionante per tutti.
L'esibizione e' durata piu' di due mesi ed e' stata eccezionale sia come organizazione sia come qualita' di opere esposte.
Oggi dopo piu' di un mese dalla chiusura della mostra sento il dovere di scrivere queste parole di elogio a Nelly, con la speranza che non si fermera' qui .... questo primo passo possa portare ad altre grosse e riuscite esperienze nel futuro, in Itala o in Israel...
Brava!!
Avner
agiungo qui i siti che spiegano meglio di tutto quanto e' stato portato a Milano
http://www.israelearte.org/news.htm
http://www.mosaico-cem.it/article.php?section=intervista&id=17
http://www.mosaico-cem.it/article.php?section=speciale&id=8
http://fuoridalghetto.blogosfere.it/2006/10/sogni_e_incubi_di_israele_raccontati_dai_suoi_arti.html
Nelly piu' di un anno fa' mi disse che stava pensando ad un grosso progetto, portare l'arte Israeliana a Milano.
Il progetto mi sembrava enorme e penso che anche a lei.
Ma Nelly con coraggio,pazienza e competenza ci e' riuscita e in grande. Io sono stato all'apertura, giornata emozionante per tutti.
L'esibizione e' durata piu' di due mesi ed e' stata eccezionale sia come organizazione sia come qualita' di opere esposte.
Oggi dopo piu' di un mese dalla chiusura della mostra sento il dovere di scrivere queste parole di elogio a Nelly, con la speranza che non si fermera' qui .... questo primo passo possa portare ad altre grosse e riuscite esperienze nel futuro, in Itala o in Israel...
Brava!!
Avner
agiungo qui i siti che spiegano meglio di tutto quanto e' stato portato a Milano
http://www.israelearte.org/news.htm
http://www.mosaico-cem.it/article.php?section=intervista&id=17
http://www.mosaico-cem.it/article.php?section=speciale&id=8
http://fuoridalghetto.blogosfere.it/2006/10/sogni_e_incubi_di_israele_raccontati_dai_suoi_arti.html
domenica, febbraio 04, 2007
Un sabato con la mamma Clara
Sabato scorso sono andato a passare qualche minuto con la mamma.
Abbiamo parlato di diverse cose ma sempre il discorso finisce sul passato, e sul passato del periodo della guerra ....
Tiro' fuori un articolo scritto da Apulia ne 1972 sugli anni 43-45 che Italo forse lo fece arrivare alla mamma Clara( lei non si ricorda).
lo aggiungo qui perche' e' molto interessante.
Prendemmo alloggio nell'appartamento di Lidia Tarducci, situato nel vicolo delle carceri. Era per noi un'isola di salvezza in,un mare di pericoli. Benedicemmo quella casina che ci ha accolto e nascosto.
L'appartamento consisteva in una cucina triangolare, piccola con un fornello a carbone e un lavello di terraglia. C'era poi il tinello, con un tavolino dove a malapena si poteva mangiare in sei, per cui a turno il settimo doveva mangiare col piatto sulle ginocchia. Si beveva tutti in un unico bicchiere. C'era la camera da letto con due letti dove dormivamo in quattro. Gli altri tre avevano trovato una camera gelata in casa Moretti. Dalla nostra camera si accedeva ad uno stanzino di un metro di larghezza che fungeva da gabinetto e dispensa viveri. Dormivamo in compania dei topi che scorrazzavano iberamente nella così detta dispensa.
Le settimane passavano ed il fronte si era fermato a Cassino. Noi donne facevamo lavori a maglia in cambio di pane e focacce.Seprio e Italo scrivevano novelle e facevano disegni. Alberto andava dal suo cliente Osimani alla Recanatese Trasporti. Papà si univa al Capocantoniere Morena in lunge passeggiàte.
Dal 15 al 30 Giugno ci fu un periodo peggiore: verifiche di documenti, rastrellamenti ora in città, ora in campa~a;rialzo dei prezzi, scarsità di prodotti. Una domenica passeggiavo per il corso quando una pattuglia fascista ci fermò: verificò i documenti di tre giovani davanti a noi e disse "Andate pure". Per fortuna a noi non chiesero nulla. Un mattino mi recai a comperare il latte: ecco il suono delle campane a martello si abbassano le saracinesche dei negozi; .la città si fa deserta. "Che succede?" chiedo. Senza rispondere mi indicano un tedesco che stava mobilitando tutti gli uomini per portare a nord il bestiame requisito e ammassato al campo sportivo.
Vidi le SS pronte a tutto e i guastatori che rovinavano ogni cosa anche nei garage e magazzini dei fascisti. Per quindici giorni non avevamo nè luce nè acqua potabile. Supplivamo l'illuminazione con pezzetti di plexiglass infilati in patate. Per l'acqua potabile il Conte Canale aveva messo a disposizione il suo pozzo e dovevamo fare la coda per avere un fiasco d'acqua a famiglia. Ber cucinare usavamo l'acqua di mare che le
nostre vicine andavano a prendere a Porto Recanati con una damigiana.
Sentendo l'avvicinarsi del fronte il Podestà, Conte Leopardi, diede ordine di aprire i granai e distribuì gratuitamente un quintale di grano a famiglia., facendo cosi trovare i magazzini vuoti alle truppe tedesche in ritirata.
Arriva una formazione aerea di caccia inglesi: sono le cinque del pomeriggio. I caccia passano sulla casa Moretti e poi sulla nostra. Appena sono sopra a noi mitragliano dei camion tedesci carichi di benzina, ma nessun danno a noi.
Tutti erano assetati di notizie e poichè erano state interrotte le comunicazioni, un amico construì una radio ricevente a pila. I fratelli trascrivevano le notizie e le portavano dal barbiere. Una sera una pattuglia fascista di presentò in casa Moretti a chiedere se abitavano lì due fratelli. Per fortuna a causa del coprifuoco avevano traslocato in una casa vicina alla nostra. In effetti le pattuglie cercavano due altri fratelli che avevano radiotrasmittenti; li trovarono a Loreto e li fucilarono.
Ed eccoci al 30 Giugno. Un ufficiale tedesco di ferma all'albergo e prima di allontanarsi dice: "Domani pagheranno gli Inglesi". I tedeschi tagliano i fili della luce, fanno saltare i ponti, requisiscono carretti e cavalli e si ritirano verso il Nord. Alle cinque annunciare l'arrivo degli Alleati.
Scendemmo nei sotterranei delle prigioni e presto vedemmo un nuvolo di polvere snodarsi nella vallata. Arriva una camionetta per assicurarsi che i tedschi se n'erano andati e poi il grosso: una colonna di carri annati con militari polacchi.
In quel periodo abbiamo visto la vera miseria: vicino a noi in uno stanzino buio abitava la vecchia Stamura col figlio Armandino, paralitico, che girava in una carrozzella ringraziamenti e consumati per terra in mancanza di sedie.
Carmen Tiboni, figlia del custode delle carceri. Pregava per il suo padre, malato di cancro.
Una notte un aereo tedesco lasciò cadere un governale con 50 spezzoni incendiari. Vedemmo una pioggia di fuoco intorno a noi.
I prodotti industriali venivano a mancare. I negozi erano quasi vuoti. I prezzi erano saliti alle stelle: il filo per cucire si vendeva a una lira il metro, le calze erano introvabili. Ricordo che io mi feci un paio di calze con cotone grosso, ed anche un paio di scarpe con la suola di legno e la tomaia ricavata da una vecchia camicia di un polacco.
Papà fu assunto al Comune come ingegnere e al Ginnasio come professore di matematica, Alberto continuò a lavorare per i suoi clienti della zona; Seprio fu interprete alla RAF e insegnante di italiano in un corso per militari; io detti lezioni di italiano agli inglesi e di inglese agli italiani.
E il 25 Aprile la radio emise una voce nuova che allargò il cuore: "Radio Busto Arsizio: i partigIani hanno liberato Gallarate".
Appena possibile la mamma e Alberto andarano a Gallarate. La nostra casa era stata occupata da fascisti: mancava moltatoba, sul letto vi erano lenzuola bruciate, la cantina era vuota, nella sala si era installata una famiglia che vi dormiva coi polli e conigli e spaccava la legna rovinando il pavimento. Il Comune ordinò di far sgombrare la casa.
Nel giugno tornammo tutti viaggiando su un camion. Sul viale Milano che conduce a Gallarate un partigiano ci salutò con queste parole: " A nome del Sindaco vengo a porgere il ben tornato al bravo Ingegnere ed alla sua famiglia". A papà fu chiesta una dichiarazione per punire i suoi persecutori e la risposta fu: "Perdono a tutti coloro che
mi hanno fatto del male."
Scritto dalla mia sorella Apulia nel 1972
ltalo Servi
Abbiamo parlato di diverse cose ma sempre il discorso finisce sul passato, e sul passato del periodo della guerra ....
Tiro' fuori un articolo scritto da Apulia ne 1972 sugli anni 43-45 che Italo forse lo fece arrivare alla mamma Clara( lei non si ricorda).
lo aggiungo qui perche' e' molto interessante.
Prendemmo alloggio nell'appartamento di Lidia Tarducci, situato nel vicolo delle carceri. Era per noi un'isola di salvezza in,un mare di pericoli. Benedicemmo quella casina che ci ha accolto e nascosto.
L'appartamento consisteva in una cucina triangolare, piccola con un fornello a carbone e un lavello di terraglia. C'era poi il tinello, con un tavolino dove a malapena si poteva mangiare in sei, per cui a turno il settimo doveva mangiare col piatto sulle ginocchia. Si beveva tutti in un unico bicchiere. C'era la camera da letto con due letti dove dormivamo in quattro. Gli altri tre avevano trovato una camera gelata in casa Moretti. Dalla nostra camera si accedeva ad uno stanzino di un metro di larghezza che fungeva da gabinetto e dispensa viveri. Dormivamo in compania dei topi che scorrazzavano iberamente nella così detta dispensa.
Le settimane passavano ed il fronte si era fermato a Cassino. Noi donne facevamo lavori a maglia in cambio di pane e focacce.Seprio e Italo scrivevano novelle e facevano disegni. Alberto andava dal suo cliente Osimani alla Recanatese Trasporti. Papà si univa al Capocantoniere Morena in lunge passeggiàte.
Dal 15 al 30 Giugno ci fu un periodo peggiore: verifiche di documenti, rastrellamenti ora in città, ora in campa~a;rialzo dei prezzi, scarsità di prodotti. Una domenica passeggiavo per il corso quando una pattuglia fascista ci fermò: verificò i documenti di tre giovani davanti a noi e disse "Andate pure". Per fortuna a noi non chiesero nulla. Un mattino mi recai a comperare il latte: ecco il suono delle campane a martello si abbassano le saracinesche dei negozi; .la città si fa deserta. "Che succede?" chiedo. Senza rispondere mi indicano un tedesco che stava mobilitando tutti gli uomini per portare a nord il bestiame requisito e ammassato al campo sportivo.
Vidi le SS pronte a tutto e i guastatori che rovinavano ogni cosa anche nei garage e magazzini dei fascisti. Per quindici giorni non avevamo nè luce nè acqua potabile. Supplivamo l'illuminazione con pezzetti di plexiglass infilati in patate. Per l'acqua potabile il Conte Canale aveva messo a disposizione il suo pozzo e dovevamo fare la coda per avere un fiasco d'acqua a famiglia. Ber cucinare usavamo l'acqua di mare che le
nostre vicine andavano a prendere a Porto Recanati con una damigiana.
Sentendo l'avvicinarsi del fronte il Podestà, Conte Leopardi, diede ordine di aprire i granai e distribuì gratuitamente un quintale di grano a famiglia., facendo cosi trovare i magazzini vuoti alle truppe tedesche in ritirata.
Arriva una formazione aerea di caccia inglesi: sono le cinque del pomeriggio. I caccia passano sulla casa Moretti e poi sulla nostra. Appena sono sopra a noi mitragliano dei camion tedesci carichi di benzina, ma nessun danno a noi.
Tutti erano assetati di notizie e poichè erano state interrotte le comunicazioni, un amico construì una radio ricevente a pila. I fratelli trascrivevano le notizie e le portavano dal barbiere. Una sera una pattuglia fascista di presentò in casa Moretti a chiedere se abitavano lì due fratelli. Per fortuna a causa del coprifuoco avevano traslocato in una casa vicina alla nostra. In effetti le pattuglie cercavano due altri fratelli che avevano radiotrasmittenti; li trovarono a Loreto e li fucilarono.
Ed eccoci al 30 Giugno. Un ufficiale tedesco di ferma all'albergo e prima di allontanarsi dice: "Domani pagheranno gli Inglesi". I tedeschi tagliano i fili della luce, fanno saltare i ponti, requisiscono carretti e cavalli e si ritirano verso il Nord. Alle cinque annunciare l'arrivo degli Alleati.
Scendemmo nei sotterranei delle prigioni e presto vedemmo un nuvolo di polvere snodarsi nella vallata. Arriva una camionetta per assicurarsi che i tedschi se n'erano andati e poi il grosso: una colonna di carri annati con militari polacchi.
In quel periodo abbiamo visto la vera miseria: vicino a noi in uno stanzino buio abitava la vecchia Stamura col figlio Armandino, paralitico, che girava in una carrozzella ringraziamenti e consumati per terra in mancanza di sedie.
Carmen Tiboni, figlia del custode delle carceri. Pregava per il suo padre, malato di cancro.
Una notte un aereo tedesco lasciò cadere un governale con 50 spezzoni incendiari. Vedemmo una pioggia di fuoco intorno a noi.
I prodotti industriali venivano a mancare. I negozi erano quasi vuoti. I prezzi erano saliti alle stelle: il filo per cucire si vendeva a una lira il metro, le calze erano introvabili. Ricordo che io mi feci un paio di calze con cotone grosso, ed anche un paio di scarpe con la suola di legno e la tomaia ricavata da una vecchia camicia di un polacco.
Papà fu assunto al Comune come ingegnere e al Ginnasio come professore di matematica, Alberto continuò a lavorare per i suoi clienti della zona; Seprio fu interprete alla RAF e insegnante di italiano in un corso per militari; io detti lezioni di italiano agli inglesi e di inglese agli italiani.
E il 25 Aprile la radio emise una voce nuova che allargò il cuore: "Radio Busto Arsizio: i partigIani hanno liberato Gallarate".
Appena possibile la mamma e Alberto andarano a Gallarate. La nostra casa era stata occupata da fascisti: mancava moltatoba, sul letto vi erano lenzuola bruciate, la cantina era vuota, nella sala si era installata una famiglia che vi dormiva coi polli e conigli e spaccava la legna rovinando il pavimento. Il Comune ordinò di far sgombrare la casa.
Nel giugno tornammo tutti viaggiando su un camion. Sul viale Milano che conduce a Gallarate un partigiano ci salutò con queste parole: " A nome del Sindaco vengo a porgere il ben tornato al bravo Ingegnere ed alla sua famiglia". A papà fu chiesta una dichiarazione per punire i suoi persecutori e la risposta fu: "Perdono a tutti coloro che
mi hanno fatto del male."
Scritto dalla mia sorella Apulia nel 1972
ltalo Servi
Parole dette al funerale .....
Tamara
Ti ho conusciuta quando eravamo giovani dell'eta' di tredici anni, arrivasti da Israele in Italia e nello stesso giorno mi dicesti: " all'eta' di diciotto anni tornero' in Israel.
E cosi' fu'
Dopo tre anni in Italia a Torino sei passata con I tuoi genitori in California, non volevi lasciarci dato che avevi un forte legame con tutti noi, con I ragazzi del collegio, con me, con Lucio( Uri), Guido, mia sorella Rosalba, Flora, e I direttori Avraham e Raya che tanto amavi.
Tra di noi ci fu una promessa: ci rivedremo in terra di Israel.
E cosi' fu'.
Il nostro legame continuo' tramite lettere fino all'eta' di venticinque anni, tempo in cui feci l'alia', anno in cui le nostre strade si incontrarono nuovamente, studiavi all'ora all'universita' di Gerusalemme, pero' cosi' amavi la vita del Kibbutz che non fu' un problema per te seguirmi a Maagan Michael.
Ci nacquero due figli, Dikla e Doron, dopo di che sebbene la nostra separazione continuo' una grossa amicizia e assieme abbiamo fatto crescere I nostri figli con unione, comprensione e amore.
Quando ogniuno di noi formo' una nuova famiglia, si riusci' con armonia a formare quasi una grossa famiglia, e tutto questo molto….molto per tuo merito, per il merito delle tue qualita', la pazienza, l'amore e la semplicita' che erano in te.
Ogni giorno tra le cinque e le sei del mattino, ci incontravamo nella Plasson, il nostro posto di lavoro, negli uffici ancora bui, e ci scambiavamo parole sui nostri figli, sui nostri nipoti, su la tua salute, c'erano momenti che mi sembrava che col tuo coraggio e le cure fosti riuscita a combattere e vincere quella terribile malattia che ti colpi' otto anni fa', …ne ero felice….. pero' non cosi e' stata la fine…..
Di nuovo le nostre strade si dividono, noi tutti ci cureremo dei figli e dei nipoti tuoi, nostri…. E ti ricorderemo per sempre.
Avner
Ti ho conusciuta quando eravamo giovani dell'eta' di tredici anni, arrivasti da Israele in Italia e nello stesso giorno mi dicesti: " all'eta' di diciotto anni tornero' in Israel.
E cosi' fu'
Dopo tre anni in Italia a Torino sei passata con I tuoi genitori in California, non volevi lasciarci dato che avevi un forte legame con tutti noi, con I ragazzi del collegio, con me, con Lucio( Uri), Guido, mia sorella Rosalba, Flora, e I direttori Avraham e Raya che tanto amavi.
Tra di noi ci fu una promessa: ci rivedremo in terra di Israel.
E cosi' fu'.
Il nostro legame continuo' tramite lettere fino all'eta' di venticinque anni, tempo in cui feci l'alia', anno in cui le nostre strade si incontrarono nuovamente, studiavi all'ora all'universita' di Gerusalemme, pero' cosi' amavi la vita del Kibbutz che non fu' un problema per te seguirmi a Maagan Michael.
Ci nacquero due figli, Dikla e Doron, dopo di che sebbene la nostra separazione continuo' una grossa amicizia e assieme abbiamo fatto crescere I nostri figli con unione, comprensione e amore.
Quando ogniuno di noi formo' una nuova famiglia, si riusci' con armonia a formare quasi una grossa famiglia, e tutto questo molto….molto per tuo merito, per il merito delle tue qualita', la pazienza, l'amore e la semplicita' che erano in te.
Ogni giorno tra le cinque e le sei del mattino, ci incontravamo nella Plasson, il nostro posto di lavoro, negli uffici ancora bui, e ci scambiavamo parole sui nostri figli, sui nostri nipoti, su la tua salute, c'erano momenti che mi sembrava che col tuo coraggio e le cure fosti riuscita a combattere e vincere quella terribile malattia che ti colpi' otto anni fa', …ne ero felice….. pero' non cosi e' stata la fine…..
Di nuovo le nostre strade si dividono, noi tutti ci cureremo dei figli e dei nipoti tuoi, nostri…. E ti ricorderemo per sempre.
Avner
Iscriviti a:
Post (Atom)