lunedì, maggio 11, 2009

NOVITA' DEGLI ULTIMI MESI - marzo-maggio

Eccomi qui, con qualche notizia.
Abbiamo passato un mese abbastanza difficile, mesi di compleanni, Naor, Mamma Clara, Alon, e poi Yom Hazikaron.
Per il giono dell'indipendenza gli amici di Naor hanno organizzato una gita di tre giorni al nord dal mare mediterraneo al kineret per 65 km con una piccola cerimonia alla fine ( vedere il link) Noi anche abbiamo partecipato.
Aylon ha finito l'esercito ed e' tornato in Kibbutz dove ha ripreso a lavorare nelle vasche dei pesci ornamentali.
Liran si sta preparando per una parte degli esami di maturita' sebbne ne avra' ancora un ano per finire.
Yanir ha deciso di fare la richiesta di diventare membro del kibbutz e lavora come istruttore dei bambini nel doposcuola.
La mamma e' passata nella nuova casa e dopo un giorno si e' rotta la spalla ed e' stat ricoverata nella casa di riposo del kibutz. Oggi e' tornata a casa in buone condizioni.
L'albero genealogico della famiglia Servi-Calo' e' stato un po' aggiornato ( vedere link).
Io faccio il pensionato.
tutto per oggi.

mercoledì, aprile 29, 2009

YOM HAZIKARON 2009 - FILM AL NAOR

Oggi abbiamo ricordato Naor assieme a tanti amici, parenti e compagni di classe dell'esercito della vita.

Il film qui aggiunto e' stato preparato lo scorso anno da Doron e da me, qui aggiunto il link.

http://yes.walla.co.il/?w=2/8616/1475689

mercoledì, aprile 22, 2009

mese di aprile 2009 CASA NUOVA E SEDER PESAH






























































Il mese di aprile sta quasi passando e per fare un consuntivo si puo' dire che non sia atato per tutti noi un mese facile.Rosalba e' venuta dall'Italia per fare il trasloco della casa della mamma Clara, la quale e' passata in una casa un po' piu' piccola ma piu' centrale in Kibbutz. La casa e' anche vicino alla casa di riposo tanto che cosi avrebbe potuto sfruttare un po' i loro servizi, mangiare nella sala da pranzo loro, partecipare alle attivita' ricreative ma anche gioire ancora della propria indipendenza in casa propria.
Abbiamo fatto veramente un buon lavoro nell'ampliare l'ambiente con una pergola chiusa e un deposito fuori per serbare tutto quello (quasi tutto) che aveva nella casa precedente. Giornali, lana, soprammobili ...insomma tutta una vita di quaranta anni in Israele.
Rosalba addetta alle pulizie e l'ordine e' stata eccezionale con la mia coadiuvazioni per i trasporti vari.
Abbiamo passato il seder in sala da pranzo del kibbutz con altri 900 invitati ed e' stato piacevole assieme ai figli nipoti e parenti.
Purtropppo il giorno dopo la nonna e' caduta e si e rotta la spalla .....dopo aver dormito solo una notte nella casa nuova.
La caduta e stata in casa di Rosalba e fortunatamente e' andata benino dato che avrebbe potuto a questa eta' andare peggio.
Adesso sta proprio sfruttando i servizi della casa di riposo con la speranza che in poche settimane potra' muovere il braccio (destro) e tornare acasa sua.





Marcella e Debora sono venuti a trovare la nonna, Dina di Aldo, Moshe Ghedalia e Debora Lea, Maurizio e famiglia, Gigliola ed Ernestina e Debora dall'Italia arriveranno domani.
ecco qui un po' di foto.











sabato, marzo 14, 2009

lo zio Renzo

Lo zio Renzo era il fratello piu grande di mio papa' Renato
Lo ricordo benissimo sebbene solamente nei mie primi anni che vissi a Firenze il legame era piu' vicino.
Finche' a 13 anni andai a Torino e poi tutta la mia famiglia si sposto' a Milano, i contatti furono piu' rari.
Ci incontravamo sempre alle feste in casa del nonno Guido e della nonna Emma, capod'anno, Pesah e kippur.
Oltre a questi incontri mi ricordo che lo zio mi invitava alla partita della Fiorentina e dato che aveva l'abbonamento avevamo anche dei buoni posti.
aggiungo qui' tre poesie scritte dallo zio Renzo e avute da Paola.
IL MIO NONNINO
Della gente che pratica il mercato
Centrale,
nelle ore del mattino
ed anche chi una volta sol vi è entrato
certo conoscerà il mio bel nonnino
esso è un vecchietto arzillo e sempre forte più forte di quei giovani che vien ora ei sempre a tutte le intemperie sorte e la mattina s'alza di buonora.
Dentro il mercato lo conoscon tutti
anche quelli che vanno ad acquistare
e quei che vendon carne, pesce e frutta
quando lo vedon lo voglion salutare
ma credete che il mio nonno l'è avvezzo, e poi, di certa merce se n'intende quando compra qualcosa tira il prezzo e i suoi denari sempre ben li spende.
E quindi lo vediam tutto contento
col paltò grigio e con la borsa nera
ch'è tutta piena, ed ei la regge a stento pel desinar v'è la provvista intera.
Egli ha comprato del buon parmigiano
di quel che tempo addietro si mangiava.
Dice frassè: "questo l'è buono e sano,
un mese fa, questo non si trovava".
Arriva a casa per far la colazione
prende il formaggio e comincia a grattare si fa della minestra la porzione mette il formaggio e comincia a mangiare.


GUGLIELMINA
Conosco una graziosa bambinetta:
ha una testina bionda e un fiocco rosa
questa bambina è la mia cuginetta
è una fanciulla bella ed amorosa
essa l'è una bambina un po' vivace
vivace in casa, e talvolta anche a scuola giocare in compagnia ad essa piace e mai non si diverte a giocar sola La bimbetta si chiama Guglielmina a scuola essa non forza la sua mente perchè sempre ha i pensier da birichina però essa l'è molto intelligente.
Alla Bubi però bisognerebbe
che crescesse la voglia di studiare
preziosa bimba ella diventerebbe
una bimba da fare innamorare.


RENATINO
Ma non credete che il mio fratellino
sia molto al disotto di Guglielmina
egli è un ragazzo vispo e birichino
e ha qualche pregio di più di sua cugina Quand'esso qualche cosa vuole fare e sa che mamma parrebbene contenta, dalla voglia allor si fa aiutare ma quando questa manca, sempre stenta.
Egli compisce gli undici anni ad Aprile
ed ora fa la quarta elementare
è un ragazzo grazioso e assai gentile
e vestito di lusso fa incantare
se mio fratello fosse un po' più alto
per gli anni suoi sarebbe un bel bambino speriam che tutto a un tratto faccia un salto ora tutti lo chiaman Tombolino!!!

mercoledì, marzo 11, 2009

NONNA CLARA 86 ANNI





La mamma ha 86 anni oggi.
Abbiamo festeggiato a casa sua portandogli qualche regalino,
il piu' bello questo poster fatto da Dikla sotto mia ordinazione e preparazione.






http://www.yousendit.com/transfer.php?action=batch_download&batch_id=U0d3bGtLU1A3bUR2Wmc9PQ

In questo sito si puo' download il poster fatto per il compleanno (8 m)











giovedì, febbraio 19, 2009

26-02-2009


Oggi siamo stati a Kiriat Onu una cittadina vicino a Tel Aviv dove abbiamo assistito all'inaugurazione di un piccolo parco di divertimenti a nome dell'ufficiale Nati Yaav che e' caduto assieme a Naor. La famiglia che ha fatto questa iniziativa ha voluto che assieme a Nati fossero ricordati gli altri otto soldati che sono caduti nella stesso posto, Debel Nel Libano assieme aloro figlio e marito.
Ogni famiglia ha piantato un albero, nove alberi circondano il parco. La cerimonia e' stata molto commovente con una partecipazione di tanta gente oltre alle famiglie dei caduti.










Oggi Aylon ha finito l'esercito ed e' tornato a casa assieme a noi per godersi un mese di vacanza del fine esercito, il 27-03-09 sara' il congedo ufficiale. Auguri Aylon, tre anni sono stati cosi difficili per tutti noi ed immagino che per te siano stati ancora di piu', il disagio accanto al dolore,
lo sforzo accanto all'amarezza, e per di piu' respirare l'aria della base dove anche Naor aveva vissuto per un lungo periodo.


Oggi Liran ha ricevuto la lettera nella quale viene chiamata per la prima visita per l'arruolamento all'esercito. La" piccola" Liran 17 anni a luglio comincia anche lei ad affrontare questa esperienza che non e' da poco, piena di emozioni, esitazioni, paure, incognito e noi come genitori ancora tante ansie.





giovedì, febbraio 05, 2009

YANIR- FEBBRAIO 2009

.Questa settimana Yanir e' partito per l'India, o meglio per Goa,dove si trattera' per un mese
E' la seconda volta che Yanir lascia Israele per l'India. La volta scorsa era pochi mesi prima che mori' Naor.

lunedì, gennaio 26, 2009

2-2009 scritto da Clara - ricordi del passato

Avevo computo 12 anni e avevo finito le scuole elementari al paese natio di Pitigliano, dove nacqui nel 1923.
Uno dei problesi che ci facevamo fu quello di come proseguire gli studi, per noi ebrei era l'inizio del peggio che sarebbe arrivato tempo dopo.
Intanto la mamma( Elda Servi) sempre lei a decidere, parlo' con la zia Amelia che risiedeva nell'alto Italia, vicino a Milano, e fu deciso per me che avrei frequentato la scuola media , per tre anni di avviamento commerciale, per poi entrare nella Banca "Monte dei Paschi di Siena " a Pitigliano dove mio padre era direttore di questa Banca.
Finiti gli studi e trascorsa la villeggiatura come al solito, entrai a fare parte della Banca e cosi iniziai l'esperienza del lavoro, sebbene le incertezze del futuro erano alla porta, e nel 1938 dovetti uscirne assieme a mio padre dato le leggi raziali.
Gli studi che feci a Gallarate, furono molto impegnativi, durante il primo anno fui accolta in una classe dove si insegnavano ben 14 materie, compresa computisteria, pratica commerciale, igiene, scienze, musica ecc.ecc. Nel secondo anno voleveano addirittura eliminare il corso, ma la mia zia insitette cosi tanto affinche' fossero aggiunte le necessarie materie. La sola richiesta della nostra famiglia non fu abbastanza cosi che solo dopo che altre famiglie volevano che il corso continuasse potei continuare il secondo anno e cosi anche l'ultimo dove eravamo in classe 5 femmine e 23 maschi.
Cosi che' ebbi la possibilita' di ottenere il diplama delle scuole commerciali. Tornai a Pitigliano a vivere con la famiglia.
Fu cosi che si arrivo' al 1938 anno che furono introdotte le leggi raziali e fu l'inizio del peggior periodo per noi ebrei e per l'Italia. Anche nel lavoro, durante e dopo la guerra, col mio diploma non potei fare molto dato che molti uomini erano disoccupati e avevano la precedenza sulle donne anche su quelle che avevano studiato un po' come me.

mercoledì, gennaio 21, 2009

RICORDI D'INFANZIA

Avendo trovato questo articolo del mio amico e compagno dell'infanzia e della gioventu' cosi giusto e sentito, mi sono preso il permesso di aggiungerlo al mio blog che parla di me e della mia famiglia.
Non ho nessun dubbio di quanto la signorina Vita abbia fatto per tutti noi in quel collegio di Torino. e mi associo a quanto Ugo, in particolare scrive nella parte finale.
Anche per me traguardi che io ho raggiunto sono dovuti in parte alla signorina Vita che con i suoi aiuti morali e materiali mi ha fatto arrivare a capire la vita ed affrontarla, pensando sempre che esiste chi ha bisogno.
Avner Calo'
kibbutz Maagan M ichael
Ricordi

La signorina Laura ed io
di Ugo Caffaz

Ho provato vera commozione nel leggere il bel libro di Anna Segre sulla famiglia Vita e sulla loro casa in Corso Re Umberto 61. A volte,quando faccio un bilancio della mia vita,penso che fra mille difficoltà ho avuto anche tanta fortuna. Una cosa è certa: devo praticamente tutto ad una personcina eccezionale quale fu Laura Vita. Mi prese sottobraccio a dodici anni nel lontano e freddo 1958 e per quasi dieci anni mi accompagnò negli studi, nelle crisi e nei recuperi, sempre con il sorriso sulla bocca, senza chiedere nulla in cambio, neppure un grazie, viziandomi come avrebbe fatto una mamma particolarmente affettuosa e protettiva, ma soprattutto non lasciandomi mai solo. La signorina Vita, come la chiamavamo noi dell’Orfanotrofio di Via Cesare Lombroso, 13, aiutava tutti, come viene ricordato nel libro, ma calibrava il suo intervento secondo quello che lei riteneva più giusto, più adatto al singolo caso. Non dava a nessuno la sensazione di ricevere elemosine. Sosteneva che l’unico modo di aiutare una persona è quello di fornirgli i mezzi per aiutarsi da sé. Una volta comprò una auto usata ad un "assistito" dalla Comunità perché potesse lavorare. La cosa ovviamente sollevò critiche, ma quando doveva difendere gli altri si batteva come un leone. In realtà con me esagerò. Riceveva una "paghetta" dai fratelli, se non ricordo male di quarantamila lire al mese. Io allora lavoravo l’estate per mantenermi agli studi durante l’inverno, ma non capivo come mai i soldi in banca non finissero rapidamente, anche perché con i primi guadagni mi comprai una Vespa. Un giorno chiesi spiegazioni alla signorina Vita e lei confessò: reintegrava mensilmente il mio conto con diecimila lire! Ecco perché duravano tanto i miei risparmi. Ma gli episodi da raccontare sarebbero infiniti. Una volta mi telefonò raggiante perché era morto un ebreo ricco, piccolo di statura come me e lei si era accaparrata l’intero guardaroba. Dovevo andare subito da lei per le correzioni eventualmente necessarie. Si mise in ginocchio per segnare l’orlo dei pantaloni. Pensava di non fare mai abbastanza. Ebbe persino a lamentarsi di non essere più giovane per poter portare me ed altri a divertirci: una dedizione senza limiti.
Mi porterò sempre dentro il rammarico di non essere corso da lei in ospedale. Non mi ero reso conto della gravità della situazione e, lavorando lontano da Torino, pensai di farle visita al ritorno. Superficialità giovanile. Ad un amico che invece ci andò chiese di starmi vicino e di aiutarmi perché secondo lei, e probabilmente aveva ragione, ero fragile e quindi bisognoso di sostegno. La ricordo sempre di corsa, con una borsa più grande di lei, piccola e sorridente, piena di energia. Per due tre anni ho mangiato spesso di Sabato a casa sua,con Giulia, Arrigo e Leonardo Debenedetti che poi erano ovviamente il mio oculista e il mio medico. Un medico un po’ particolare Nardo, come lo chiamavano gli amici. Memore dei campi di sterminio pensava che la febbre dovesse essere molto alta per essere presa in considerazione. Figuratevi quando gli dissi che avevo l’esaurimento nervoso! Si arrabbiò moltissimo. Ma la signorina Vita anche quella volta mi viziò e mi mandò a parlare con Luisa Levi, nota psichiatra. Leonardo era molto simpatico. A tavola polemizzava spesso con Giulia anche perché lui voleva mangiare sempre carne e lei glielo contestava e lui le ricordava risentito che ad Auschwitz si moriva per mancanza di proteine. Mi ricordo che a Laura dava del tu mentre a Giulia del lei. Una volta lo vidi esaminare un depliant della Fulvia coupè. Gli domandai se voleva cambiare la sua Appia con quel modello sportivo (assolutamente inadatto pensavo io) e lui sorridendo come un bambino mi rispose: "Mi piacerebbe tanto!" La comprò e anche su questo Giulia ebbe da ridire perché in quattro ovviamente sarebbero stati scomodi. Ma Laura sorrideva e, come con tutti, lo viziava, pensando, credo, che se lo meritava dopo quello che aveva passato. Giulia, che voleva apparire burbera, in realtà era buona e colta. Mi aiutò per l’esame da privatista in italiano e latino. Per il greco la signorina Laura mi pagò altre lezioni private. Però si dava da fare anche per trovarmi piccoli lavoretti, credo a scopo più educativo che altro. Non ricordo un rimprovero anche quando questo probabilmente sarebbe stato giusto. Ma non per lei. Ecco perché,come ho già detto, quando faccio il bilancio della mia vita penso a come sarebbe stata contenta la Signorina Laura nel vedere i traguardi che ho raggiunto. Grazie a lei.

lunedì, gennaio 19, 2009

ALBERO GENEALOGICO DELLA FAMIGLIA SERVI CALO'

All'Universita' di Tel Aviv si trova il Museo delle Famiglie Ebraiche, in ebraico Bet hatefuzon in inglese Museum of Jewish People, dato che mi trovo due volte alla settimana all'universita' sono entrato in una sala di computers dove c'e la raccolta delle informazioni.
Tramite il computer e' possibile ottenere informazione sulle nostre famiglie e cosi' inscrivendomi al programma mi e' stato possibile cominciare a compilare l'albero della nostra famiglia anche da casa .
Qui il link per poter controllare quanto ho potuto fare fino adesso. Vi prego di sapermi dire cosa non e' esatto in modo che possa cambiare, se mi arriveranno' ulteriori dati saro' grato a tutti e potro' inserirli.

 link for albero genealogico della famiglia Servi Calo

domenica, gennaio 18, 2009

POESIA

Giorni fa per caso sfogliando un libro in un negozio ho trovato questa poesia che mi ha colpito molto, adatta a Naor e adatta a me. Ho decisa di tradurla in Italiano e in ebraico. Naor nacque in primavera Naor ci ha lasciato in una calda giornata d'estate prima del raccolto...
CHRISTINA ROSSETTI SCRITTRICE INGLESE DI ORIGINI ITALIANE
An End ( Christina Rossetti ).

Love, strong as Death, is dead,
Come, let us make his bed
Among the dying flowers:
A green turf at his head;
And a stone at his feet,
Whereon we may sit
In the quiet evening hours.

He was born in the spring,
And died before the harvesting:
On the last warm summer day
He left us; he would not stay
For autumn twilight cold and gray.

Sit we by his grave, and sing
He is gone away.
To few chords and sad and low
Sing we so:
Be our eyes fixed on the grass
Shadow-veiled as the years pass,
While we think of all that was
In the long ago.









Una fine (Christina Rossetti)

L'Amore, forte come la morte, e' finito
vieni, facciamo il suo letto
tra fiori morenti:

un prato verde alla sua testa
e una pietra ai suoi piedi,
ed or possiamo sederci
in quelle calme ore della sera.

Era nato in primavera
e mori' prima della raccolta del grano
nell' ultimo caldo giorno estivo
ci ha lasciato,non voleva rimanere
per il crepuscolo dell'autunno freddo e grigio.

Sediamoci vicino alla sua tomba e cantiamo
e' andato via
con pochi accordi tristi e bassi
cantiamo cosi:
Con i nostri occhi fissi sul prato
velato di ombre come che passano gli anni
mentre pensiamo a tutto cio che fu'
nel tempo passato
.

domenica, dicembre 28, 2008

IL FILM E' DI NUOVO COMINCIATO

28 DICEMBRE 2008

Siamo gia'al secondo giorno di guerra. Io sono distante dal centro della tragedia piu' di duecento chilometri, pero' mia figlia stamane ha ricevuto il primo avvertimento, i missili si stanno avvicinando ed uno e' caduto pochi chilometri dalla loro abitazione. Cosa ne penso? Dopo cio' che abbiamo passato piu' di due anni fa con la perdita di Naor in una guerra che poteva essere evitata, il film ricomincia da capo con la speranza di una fine diversa. Purtroppo altre famiglie si aggiungeranno alla lunga lista di quelli che piangono, giorno giorno, famiglie Israeliane e Palestinesi. E' cosi difficile credere in una guerra giusta e fare cio' che facciamo per poter difendersi da attacchi non giusti e continui che vogliono logorare la vita quotidiana di una lunga fetta della popolazione.
E' difficile essere equilibrati di fronte alle vittime innocenti che vengono fatte vedere dalla media, sebbene si pensi che tutto cio' poteva essere evitato se la volonta', la ragione e interessi umanitari fossero messi in prima linea, invece di pattuglie di aerei e kassami.
Dicono che sara' lunga. Anche la guerra del libano, cosi lunga che per noi non e' ancora finita. Adesso si intreccia con questo nuovo confronto e le stesse domande vengono poste. Intervenire anche per via di terra? Cosa ci prevede il futuro? Il numero di vittime sara sopportabile?
Qualunque sia il numero non sara' mai sopportabile per chi lo paga. Una tragedia per tutti in un paese dove purtroppo non esiste soluzione, dove il fanatismo religioso ( da ambo le parti) comanda e non puo' dare spazio ad un colloquio produttivo. Io sto' di nuovo vedendo il film ...e' appena cominciato nessuno ci ha rivelato la fine.

sabato, dicembre 06, 2008

5-12-1968 QUARANTA ANNI FA ARRIVAI IN ISRAEL

05.12.2008


Il 5 dicembre 1968, quaranta anni fa' feci l'alia.
Sebbene fosse inverno, quel giorno fu' un tempo favoloso, caldo, molto caldo quasi un giorno estivo.
Durante tutti questi anni quel giorno e' rimasto indimenticabile. L'arrivo fu cosi' emozionante, l'atmosfera intorno fu cosi' chiara e limpida dovuto al sole che brillava; ed io sul ponte della nave passeggeri alle sei del mattino fui completamente colpito . Vedere di fronte a me il monte Carmelo cosi brillante dai raggi del sole mattutino e vedere la citta di Haifa svegliarsi in un nuovo giorno consueto, in un nuova giornata lavoratrice, con tutte le sue difficolta' ed anche con tante gioie.
Per me non fu un giorno qualunque.
Fu un giorno pieno di controverse sensazioni.
Io che all'eta' di ventiquattro anni avevo preso la cosi difficile decisione, la decisione cosi' importante e fatidica della mia vita. Lasciare tutto, lasciare la vita borghese, la vita senza grossi significati, che pero' in ogni modo era senza grossi pericoli, tutto cio' per una vita nuova comunitaria e diversa di un kibbutz. Una vita di guerre in terra d' Israele.
Ero felice anche se pero' pieno di timori, sebbene sapessi cosa fosse un kibbutz, sebbene che nei miei pensieri fossi sicuro che la guerra dei sei giorni fosse l'ultima per questa terra, fosse la fine delle disgrazie di questo popolo, ero un po' inpaurito, impressionato, e non calmo. Tutto era nuovo, lingua, usi e costumi, aspettative, legami, amicizie e sensazioni.
Lasciare l'Italia, la citta di Milano alla quale mi sono allacciato negli ultimi cinque anni, papa' ,mamma e due fratelli. Lasciare le amicizie, lasciare l'ultima ragazza che ti amava, lasciare l'amore perduto della giovintu'.
Il fatto che assieme a mia sorella sostenevamo la famiglia rese la decisione ancora piu' difficile. M i presi su di me il compito di spianare la via per fare venirequi e a vita migliore tutta la famiglia .
Si puo dire che fossi sionista, vidi in Israele quel paese illuminato, nuovo, pieno di ottimismo, anche se non sia riuscito a quei tempi ad inserirmi, conoscere, approfondire e sentire l'andazzo che caratterizzava il paese dopo la guerra del 1967.
Credo che anche io fui coinvolto in quel consenso che c'era all'ora nel paese con l'euforia della vittoria: siamo i migliori, abbiamo ragione noi su tutto e siamo prodi di noi stessi.
Quel giorno stesso che mesi piede in kibbutz, diventai anche ateo(hiloni). Niente kippa', niente kasherut, niente sabato santo. L'importante e' il lavoro, l'unione, la societa', l'umanita' e la famiglia.

lunedì, ottobre 27, 2008

nonna clara il giorno di kippur- 2008

Prima che arrivasse il giorno del kippur sono andato a trovare la mamma e come al solito abbiamo parlato di varie cose, tra l'altro della possibilita' di andare al "tempio" del kibbutz ed assistere alla funzione.
Data l'eta' la mamma va in giro con una "hagala' ", una cassetta delle verdure con quattro ruote che le fa di appoggio per camminare e le da un po' di sicurezza.
Tra le sue varie titubanze di andare o non di andare mi spiega che lascera' la "agala'" un po' distante dal tempio perche' non dia nell'occhio!
Si e' ricordata che ai nostri tempi con papa' si metteva di proposito la macchina qualche contrade distanti dal Tempio perche' non era bello farsi vedere che andavamo in macchina.
Naturalmente aveva fatto una associazione tra i due mezzi di trasporto ...senza pensarci su tanto.

giovedì, ottobre 02, 2008

IO ED AYLON

Eylon e' il mio quinto figlio, ha ventun anni ed e' ancora all'esercito nel servizio di leva. Si liberera' nel marzo prossimo dopo aver fatto tre anni di servizio.Dopo la caduta di Naor lo abbiamo "costretto" a lasciare l'unita' di combattente e passare ad una specializazione nel campo di istruzione dei combattenti. 
Oggi di ritorno dalla base, ci siamo trovati assieme in macchina a parlare dei miei primi giorni in Israele. Si e' interessato a cio' che feci piu' di quaranta anni fa' .... e a me forse un po' per via dell'inizio della vecchiaia .....fa piacere raccontare chi sa!? forse un giorno lo racconteranno ai loro figli e nipoti.
Ho cominciato a raccontare a Aylon, dal 1967, anno della guerra dei sei giorni.
In giugno tutti volevano partire per Israele , si pensava che avremmo potuto salvare lo Stato. Ricordo la seduta generale dei giovani in Via Eupili (?), l'entusiamo e la paura, la voglia di essere coraggioso e l'incognite delle  conseguenze, ci furono quelli che immediatamente partirono, Marina Ergas e Silvio Tagliabue furono nel primo gruppo.
Io ebbi il problema della famiglia che assieme a Rosalba dovevamo mantenere con il nostro esiguo stipendio, il che non mi permetteva di piantare tutto ed andare in Israele... e poi c'era Gaby con la quale ero legato da una relazione di qualche anno.
Assieme, pero' un mese preciso dopo il 5 luglio si arrivo' in terra santa!
Assieme ad un gruppo di altri trenta italiani si ando' a lavorare per il  KEREN KAYEMET  a Zfat, dopo di che si capi' che la situazione nel paese era molto diversa di quanto pensavamo. L'euforia che c'era con la vittoria lampo, la "conquista" dei territori, l'unificazione di Gerusalemme suscito' in ognuno di noi volontari un sentimento di partecipazione in cio' che lo stato era riuscito ad ottenere.
Dei volontari pero' ne avevano"fin troppo" e non c'era ne' posti da pernottare ne' lavoro per tutti cosi' che lasciammo il gruppo e da soli (io e Gaby) trovammo un soggiorno nel kibbutz Myan Zvi.
Il lavoro nel giardinaggio fu molto noiso, finche' ci passarono nella'attivita' dei pesci, nelle vasche delle carpe. Dovevamo pulire i pesci inserirli in scatole dove poi venivano surgelati e spedite all'estero. Questa esportazione veniva fatto assieme al Kibutz Maagan Michael, kibutz nel quale andammo un mese dopo per completare i nostri tre mesi di volontariato.
Ricevemmo una stanza di legno che dopo averla sistemata ci sembro' una "reggia", situata nella zona che allora venne chiamata dai kibuzisti , il " ghetto" .  Il nostro primo giorno di lavoro lo passammo nel giardinaggio del cimitero! Oggi che per me e' la casa di Naor,oggi che per me e' il luogo di visita giornaliero ... e pensando che anche il mio ultimo giorno sara' qui'  ...e un po' strano.
II mese a Maagan Michael fu estremamente favoloso. Ci fece compagnia in camera un piccolo cane adottato, bianco con un occhio nero, tanto che era logico chiamarlo Moshe Dayan.
Io mi innamorai del kibutz, dell'ideale socialista  e in particolare di Maagan Michael.
 
Dopo piu' di un anno il 5 Dicembre 1968 feci l'Alya' e approdai a Maagan  Michael.
Tamar ( che poi fu mia moglie) , Avraham e Raya ( i direttori del collegio) vennero a prendermi al porto, era una bellissima giornata di sole estivo, indimenticabile!
Cosi da ragioniere italiano divenni kibbuzista israeliano, lavorai un giorno nella raccolta delle  banane e piu di quaranta anni nella fabbrica Plasson.
Il racconto a Aylon ebbe fine qui' all'entrata in kibbutz.
La storia non e' finita ......arrivederci.

ROSH HASHANA 2008-2009

 Ricordi,
Ancora una festa senza Naor, ed anche questa volta non e' stato facile, anzi forse anche piu difficile degli anni passati, 
ancora piu' di tristezza, che non ci ha ancora permesso di sentire cio' che e' l'atmosfera generale 
nel kibutz, in citta' e nello stato.
Sebbene da quando ho messo piede in questo kibutz, il 5 novembre 1968, abbia abbandonato il legame storia del popolo ebraico con quanto connesso alle cerimonie religiose, posso ancora considerare il Rosh hashana come data tradizionale da festeggiare in modo adatto all'epoca nostra.
Festeggiamo da quando esiste il kibutz tutte le feste con un sentimento di tradizione, di legame alla terra, di ricordi del passato senza il cerimoniale delle preghiere da nessuno poco capite o sentite.
Purtroppo anche in questo kibutz Maagan Michael il "humenismo", il "fondamentalismo" sta entrando dalla porta di servizio. Un gruppo di membri che pochi anni fa' chiese il permesso di una stanza per ritrovo durante le feste, gia' stiamo ad assistere ad un vero sito di culto , ancora non proprio Tempio, poiche' durante i giorni feriali il luogo viene  addetto ad altre mansioni. La separazione tra uomini e donne, il suono dello shofar, il  tashlih di kippur , la venuta di esponenti di yeshiva .. ed altri sintomi ci fanno riavvicinare pian piano ai periodi piu' scuri della storia del nostro popolo .
Ci meravigliamo dell'Islam di oggi e noi siamo andando dietro di loro. 
Anche in Europa da quanto mi risulta gli Ebrei stanno "rispolverando" la religione , il mangiare casher, educazione selettiva dei figli.
Mi sono fatto un po' trascinare nello scrivere....ma la situazione qui' in Israele mi fa stare a disagio, poiche' ancora questo Stato e' in balia della parte religiosa che non ci permettera' mai di arrivare ad una soluzione di pace e tranquillita' come ogni paese.
Noi la nostra famiglia  personalmente abbiamo pagato il prezzo, purtroppo ancora altri dovranno pagarlo..... e dobbiamo stare attenti al terrorismo ebraico che comincia in questi giorni a fare capolino.

Volevo pero' parlare della lunga conversazione che ho avuto ieri con Mario che in questi giorni di depressione mi ha fatto bene. Mario ha dieci anni piu' di me esattamente e' il cugino della mamma mia. Professore di logica matematica a Parma. Noi ci parliamo poche volte all'anno ma ho sempre avuto  la sensazione di vicinanza l'uno con l'altro. 
Ricordo benissimo le giornate che Mario era all'universita' probabilmente aveva ventanni ed io dieci. Mi veniva  a prendere, andavamo sempre a piedi , lunghe girate , passando attraverso il Mugnone, fino a via della Cernaia dove abitava. Ricordo come fosse oggi la sua stanza dove studiava e il tavolo di cucina pieno di piatti con tante pietanze fatte dalla zia Sara e dove tutti di passaggio infilavano un dito ed assaggiavano un poco... ricordo il povero Gino che gia' allora mi parlava di arte ( aveva esattamente ventanni piu' di me).
Mario mi portava a giocare a tennis e alla piscina perche' voleva imparere a nuotare .... non so se ha poi imparato ma a me le sue lezioni non hanno contribuito  ad essere come  un pesce in piscina.
Ricordo che io ero al settimo cielo quando mi telefonava... fra l'altro a giocare a tennis andavamo prima della scuola alle sei del mattino!!! Era anche molto forte perche' spesso mi portava a cavalcioni sulle spalle per le belle vie di Firenze.
Adesso che sono passati piu' di quaranta anni abbiamo parlato della salute, del lavoro, della pensione ( tutte e due siamo piu o meno pensionati), e del computer che negli ultimi anni e' sempre stato un campo comune.
Arrivederci al prossimo Capod'anno ebraico!


lunedì, gennaio 14, 2008

14-01-2008 UN ANNO SENZA TAMARA

E PASSATO UN ANNO
COSI' DIVERSO,
DIKLA E DORON SENZA UNA CASA
DOVE C'E' UNA MADRE C'E' UNA CASA, UN CONFORTO, UN FOCOLARE
SEBBENE LA MALATTIA
TAMARA ERA RIUSCITA A FARE VIVERE LA CASA FINO ALL'ULTIME ORE.
ORA E' COSI' DIVERSO.
NON E' FACILE DAR LORO UNA CASA COME PRIMA.
OGGI ALLA CERIMONIA NON C'ERANO MOLTE PERSONE
MA LACRIME CE NE ERANO MOLTE
DIFFICILE ERA CONTENERLE.
MI MANCANO GLI INCONTRI DEL MATTINO IN UFFICIO
PETTEGOLEZZI, E CONSIGLI SUL FUTURO DEI FIGLI
SEBBENE GIA' GRANDI.
DIKLA, DORON, AYALA E DEVORA' CERCATE NEL FUTURO UN SOSTEGNO
IN QUEI CHE VI SONO VICINI NEL RICORDO DI UNA MADRE, FORTE E CORAGGIOSA.

martedì, ottobre 16, 2007

incontro famiglie a Haifa

Ogni due settimane con Barbara ci incontriamo assieme ad altri genitori che hanno perduto un figlio nella ultima guerra o non hanno piu' un figlio per malattia (cancro) anche nello stesso periodo. Le persone che appartengono a questo gruppo che e' condotto da due esperte, sono di tutti i tipi, siamo quattro coppie compreso noi, poi c'e' una vedova ( il marito e' morto di malattia mezzo anno dopo il figlio), una divorziata ed una donna moderatamente religiosa che viene senza il marito.
Ancora non ci sentiamo molto a nostro agio, non e' facile esprimersi sebbene sia l'unico foro dove ogniuno puo' capire l'altro, dove sebbene le diversita' di opinioni il dolore di ogniuno e ' il dolore di tutti noi. In un gruppo cosi' si possono fare e dire cose che non si possono condividere anche con i piu cari amici. In un gruppo cosi e' possibile piangere, e' possibile consigliare vie ed indirizzi per affrontare le giornate, i mesi gli anni che ci stanno avanti e che saranno cosi' difficili. cosi' incerti.

Uno dei problemi di un padre o di una madre e anche dei fratelli e' l'incertezza..... cosa sara' il domani, potremo tornare a fasteggiare? Dovremo metterci una maschera per gioire o sara' veramente una gioia come quella di prima sebbene la vita non e' piu' quella di prima ?
Sara' possibile gioire per poche ore e poi tornare alla realta' dura e incerta che ti accompagna minuto per minuto? E se capira' un'ulterione disgrazia? Come sara' possibile affrontarla ?

Uno dei presenti non riesce a distaccare dalla tomba e seguire il figlio che e' partito per il Nepal.
Una madre esperta in yoga cerca di farci capire ed entrare nel suo mondo spirituale nel quale lei trova tutte e tante forze per continuare giorno per giorno sentendo la vicinanza del figlio avendo gia superato ed assorbito la certezza che il figlio non tornera' piu' almeno fisicamente.
Un' altra madre non riesce a staccarsi di nessuna cosa appartenente alla stanza del figlio, i lenzuoli sono stati in bucato solo dopo un anno...

Durante l'incontro ho pensato ai minuti della mattina trascorsi da me, da solo accanto alla tomba di NAOR piena di fiori,..... gli ho parlato, gli ho raccontato del piu e del meno.... l'ho sentito cosi vicino mentre le lacrime piano piano mi riempivano la faccia ...

sabato, ottobre 06, 2007

AL CIMITERO DA NAOR

Come facciamo spesso di sabato prima che faccia troppo caldo con Barbara vado al cimitero da Naor, portiamo un po' di fiori comprati il giorno prima nello spaccio del kibbutz. Oggi siamo andati in macchina invece che in bicicletta come di solito, era una calda e bella giornata, il kibbutz si stava appena svegliando come ogni sabato e per le viuzze e strade ben poche persone giravano.

Come al solito posteggiamo la macchina circa trecento metri dal posto dove giace Naor. Il posto e' molto ben curato e ordinato, le file delle tombe quasi tutte uguali l'unica differenza la quantita' di fiori o di piante che ogniuno ha.

Naor amava i fiori, le piante gli odori che usava per cucinare, come la salvia ed il rosmarino e questoe' quanto ha sulla tomba oltre ad altre piante.

Ci avviciniamo piano piano, ogniuno di noi rinchiuso in se stesso, poche porole, sappiano cosa ci aspetta, le lacrime sgorgano sensa nessun freno, la mente ritorna a quel giorno crudele, la mente ci porta nel pensare a come facciamo a vivere in tal modo.

Ed ecco che nell'arrivare sul posto e porgere la mano sul cuscinetto dove il nome di Naor e' inciso in lettere nere, precise e forti che i miei occhi afferrano che qualche cosa manca, qualche cosa e' cambiato..... si , si la bellissima pianta con i fiori bianchi e rossi che nel giro di piu' di un anno non e' mai stata "male", estete ed inverno ha dato fiori e padroneggiava sulla tomba fiera di fare compagnia a Naor... la pianta che Doron, mio figlio primogenito porto' il giorno del funerale.
non c'era piu'....

In quel momento mi e' preso un po' di sgomento ... come e' possibile? sto sognando o e' la verita'!? Come e' possibile rubare una pianta?

Come un disperato giro tra le tombe, mentre Barbara comincia a sistemare i fori che abbiamo portato.... Forse Erik il custode e giardiniere del cimitero la presa per sistemarla? Vado a vedere se si trova nel suo posto di lavoro, tutto questo mentre un pianto e un nodo mi afferrano la gola.

Dopo un quarto d'ora di ricerche, a pochi metri dalla tomba tra i cespugli e le pietre troviamo cio che ne era rimasto della pianta ...i fiori e la terra gia' un po' secca senza il vaso era tutto sparso in giro.

Un certo senso di gioia misto di dolore e disprezzo mi affera in quel momento. I fiori continueranno a vivere , gia' Barbara ha sistemato un nuovo vaso , ma per quale motivo profanare un tal posto con tal vandalismo per pochi soldi ?