venerdì, maggio 28, 2010

'TUTTO QUANTO PUO' ESSERE INTERESSANTE E' QUI

'TUTTO QUANTO PUO' ESSERE INTERESSANTE E' QUI
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sito su  censimento famiglie ebraiche di Firenze nel 1841compresa la  famiglia Calo
http://www.genami.org/listes/florence/florence_1841_en.php
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giovedì, maggio 20, 2010

La mia andata nei campi di sterminio in Polonia

Ho cercato la parola  "massa" che in ebraico significa gita, marcia, percorso, una vita,una esistenza ed anche non esistenza o viaggio alla fine credo di aver trovato la parola giusta almeno per me: andata in Polonia.
Avevo pensato di andare in Polonia gia dai tempi che miei figli avevano cominciato queste andate in gruppo della scuola o meglio della "shihva" del Kibbutz.
La shihva in kibbutz e' il gruppo dei "figli del kibbutz" che sono nati nella stessa annata, tra settembre e ottobre dell'anno dopo. Questi figli si ritrovano in piccoli gruppi prima in peuton( nido per bambini) sino a tre anni, poi all'asilo (gan) fino a sei anni, in seguito alle elementari tutti assieme per poi separarsi in gruppi nel liceo regionale a seconda delle "megamot" , indirizzi di studio, arte, fotografia, biologia, tecnologia ed altre.
Pur essendo suddivisi l'educazione kibbuzistica la ricevono durante le ore del pomeriggio quando vengono a riunirsi nella "shihva", il loro posto di raduno e' un "moadon" (club), nel quale fanno le "peulot" ai piu' piccoli o partecipano alle riunioni con istruttori piu' grandi d'eta'. Tutti i miei quattro figli  nati da Barbara hanno fatto questa "andata in Polonia " all'eta' di diciassette anni assieme a tutta la loro Shihva'. Passarono in quei tempi lezioni ed esperienze preliminarie come dire, un vero e proprio corso di preparazione culturale e emotivo e adesso e ' quanto io sto passando prima della partenza. Essendo gia' in eta' avanzata e nell'era dell'internet non e' difficile farsi da solo una sistematica ricerca su quanto avvenne in quei tempi sia sulla famiglia che sull'Italia , sul popolo ebraico e sull'umanita' in generale. Sto rileggendo "Se questo e' un uomo" di Primo Levi .Terribile. Unica parola che mi sento di esprimere. Impossibile? No.
La partenza sara' il 13.06.2010 il ritorno dopo cinque giorni. Il gruppo quello dell'esecito Israeliano. Io come padre di un soldato che e' caduto in una guerra, come padre di Naor che e' caduto forse non invano e' caduto per portare aiuto ai suoi compagni feriti. Non sara' facile questo viaggio ma ho deciso di farlo anche perche' data la mia eta' e' meglio prendere cio' che la vita di offre. Naor anche e' stato in quei posti e da quando mi ricordo torno' impressionato e piu' maturo. Certamente a tutti fa pensare. Un enorme disgrazia nazionale accanto a una disgrazia personale sara' in quei luoghi di tristezza.
Avner finito di scrivere il 28-05-2010

mercoledì, maggio 12, 2010

IL SOGNO E NAOR

SEI TORNATO IN SOGNO DOPO PIU' DI UN ANNO
16-04-2010
PRIMA DEL GIORNO del YOM HAZIKARON 2010



Il sogno fu in parte uguale al precedente
Lo stesso scenario.
Ti ho aspettato per molto tempo, e stanotte sei con me, con noi.
Piacevole, sebbene parte del sonno fu anche incubi
Risveglio, realta', illusini, tutto assieme
Era notte.
Eravama in una  grande casa in kibbuz, molte stanze.
Amici strani introdussero visitatori a dormire nelle nostre stanze,
Tutto cio' cosi vicino a noi.
C'erano due stanze, con letti e mobile vari, Barbara le teneva segrete
Ero un po' arrabbiato.
Ci alzammo di notte sentimmo rumori.
Un amico anziano entro' con il badante filippino,
Lo curava con cure mistiche
Il mio amico soffriva di depressione.
Il filippino raccoglieva nella nostra casa carboni dentro recipienti.
Adatti per curare, lo pregai di farla finita.
Ero un po' arrabbiato
Tu, Naor, sei apparso con una maglietta verde, un po' "shlumper",
Pero', con una apparenza imponente.
Ti tocchai, volevo essere sicuro che proprio fossi tu!
Un grosso abbraccio a me e alla mamma
Chiesi a Barbara. " Si, io lo vedo" fu la risposta
Domandai ai figli, loro non lo vedevano.
Sei rimasto per molto tempo e ci hai detto che tornerai un altro giorno.
Sei venuto anche per vedere gli amici
Non ricordo come ci separammo, pero' sento ancora il tuo tocco,
Il tuo abbraccio caldo e forte
Non volevi mangiare, tutto il tempo ci guardavi,
Puntavi il tuo sguardo su di noi, come tu cercassi una liberazione
Ma non potemmo aiutarti.



Cio' che mi ha occupato questa settimana sono state due cose

12-05-2010
Cio' che mi ha occupato questa settimana sono state due cose

la prima cosa che da venerdi' il telefonino ha smesso di funzionare. cosa che certamente oggi giorno mette in panico tutti ..( penso?!!) , l'mpossibilita' di essere raggiungibile a tutte le ore e a tutti i minuti mi ha messo in uno stato di insicurezza e difficolta'. La perdita di tutti i numeri telefonici !!! E perche' queste cose capitano proprio di Venerdi Sabato giornate che nessuno puo' aiutarmi? Dopo questo primo attacco di panico, ho pensato che forse non sara' difficile passare la fine settimana come era nei tempi "antichi" che si viveva lo stesso ed anche abbastanza tranquilli senza quel "cazzetto" che ci portiamo adesso sempre attaccato o alla cintura o in tasca o in macchina.

Chi pero' mi ha salvato o mi ha aiutato e' stata la mia diletta moglie la quale mi ha ricordato di un telefonino riserva pronto per l'uso trasportando la memoria. Naturalmente mi ricordo' il mio disprezzo che ebbi nel fatto che voleva allora serbare il telefonino vecchio avuto in prestito. Nuova prova che le mogli hanno "quasi" sempre ragione e bisogna imparare a tenere la bocca chiusa.

La seconda cosa la giornata di studi passata a Gerusalemme , preparazione per la visita in Polonia il prossimo mese .
Dopo che i programmi sono stati cambiati negli ultimi giorni ho passato questa giornata senza Barbara.
Un soldato di Zikron mi e' venuto a prendere alle sei del mattino e mi ha riportato indietro alle nove di sera. Il tempo lungo in macchina l'abbiamo trascorso in una conversazione piacevo questo ragazzo di venricinque anni potrebbe essere mio figlio. Lui ha perso il padre quando aveva pochi mesi. Un ragazzo alla buona come tutti i soldati israeliani molto sicuro di se. Lavora nell'esercito nel "חיל המודעין " informazione segreta. Si chiama Oz che in ebraico significa "forza".
Al nostro arrivo oltre al fatto di presentarci a parte dei partecipanti l'organizazione ci ha accolto a "Yad Vashem", con caffe ' e briosche. Il mio capo gruppo si chiama Yoram Zahor ed era otto anni fa capo generale della polizia militare , persona molto preparata da tutti i punti di vista e piacevole nella conversazione e nelle sue attenzioni verso di me e anche verso la mia "collega nel dolore"  una madre che ha perso il figlio  di 19 anni in un incidente durante il periodo dell'esercito .Si chiama Tamar Sat membro del kibbutz Yagur luogo  non molto distate da Maagan Michael. Credo che abbia cinque anni piu' di me quindi settanta ma in buone condizioni fisiche e mentali. Abbiamo trovato affinita' comuni. E' stata insegnate d'arte per trent'anni e dipinge. E stata molto carina e mi serbava sempre il posto accanto a lei nelle conferenze che abbiamo seguito in questa giornata di studi. Abbiamo partecipato a due conferenze una sulla situazione degli ebrei in Polonia e le ragioni che hanno portato ad essere il paese piu' popolato di ebrei nell'Europa nel 1900. Abbiamo anche fatto la visita al museo con tanto di guida e alla fine un incontro con un superstite dei campi di concentramento che ha raccontato la sua allucinante storia per sopravvivere.
Abbiamo anche avuto un incontro con il gruppo dei soldati con i quali partecipero' alla settimana in Polonia, soldati giovani uomini e donne parte ufficiali o soldati di grado. Ogniuno ha dovuto presentarsi al mio turno ho parlato di Naor con tanto di lascrime agli occhi. Ho smesso e sono passato a parlare della mia famiglia, la guerra, la Svizzera e mia di 87 madre che vive fino ad oggi il periodo della  seconda guerra mondiale  giorno per giorno. Il rapporto con i miei figli che tutti hanno fatto questa esperienza e la convivenza della mia personale tragedia, la perdita di un figlio, con la tragedia del popolo ebraico. queste sono i punti che cerchero' di mettere a fuoco durante questo periodo e questa gita in Polonia. Non e' e non sara' facile essere in mezzo a tantio soldati, non sara' facile sentire e partecipare al sentimento militaristico che e' naturalmente intrinsito in tale gruppo che partecipera' alle cerimonie in Polonia. Io non ci sono. Non dobbiamo abbare il capo ma anche non c' e bisogno di alzarlo troppo.
La domanda e': Se nel 1939 lo stato d'Israele fosse esistito ci sarebbe stata la Shoa?
Ho letto pochi giorni fa questa frase:
Non si puo dare la una spiegazione alla Shoa' senza pensare al fatto che Hitler fosse un demente.
E tutti gli altri ? 
Con Tamar ( la psicologa) oggi abbiamo ricordato tutto cio'. Mi sono ricordato del fatto che per l'esercito italiano non fui abile per deficenza toracica, ma Naor era diverso da me grande, forte e imponente come lo ho descritto nel sogno. Lui non e' stato rifiutato. Abbiamo parlato di quanto fu difficile per me nella mia adolescenza il fatto di essere basso di altezza e il complesso che avevo in quel periodo, cosa che i miei figli non hanno preso. I figli tutti sicuri nelle loro azioni e nel carattere dovuto anche dalla loro presenza fisica ( Yanir forse in parte piu' vicino a me).
Siamo passati al sogno ed abbiamo deciso che la settimana prossima finiremo di parlarne.



mercoledì, aprile 21, 2010

Israele 2010

Israele oggi e' un paese dove tutto puo' capitare, non parlo di una catastrofe naturale, sebbene anche quella potra' colpire e procurare tante vittime, non parlo di un tzumani e nemmeno di un terremoto parlo di una catastrofe bellica. Una nuova guerra puo' arrivare senza nessun preavviso, dopo che ti sei coricato la sera prima come ogni sera, dopo una trasmissione televisiva qualunque o una partita di calcio sorseggiando la solita birra da pochi shekalim. Birra nazionale buona e fredda.
La doccia fredda la riceveremo ben presto se continueremo nella  direzione di questa massa di impotenti che stanno guidando questo paese.
Isarele  avrebbe potuto essere la guida e l'esempio per tutti i paesi che ci circondano se dopo l'euforia del 1967 e dopo la batosta del 1973 avessimo avuto il coraggio di dire basta con l'uccopazione dei territori. L'Iran non mi fa paura, una bomba atomica non potra' distruggere  ed annientare piu' di 5 milioni di popolazione. La paura mia e' che noi siamo sempre piu' deboli e non solo nell'armamento militare ma nella societa tutta. Non riusciamo a fare a capire ne a coloro che sono al potere, ne ai giovani che vanno all'esercito per dovere che la nostra forza sta solo nel fatto di poter offrire al nemico la possibilita' di essere come noi, uno stato una liberta' umana', una cultura educazione e speranza nel futuro.
Siamo in un periodo tranquillo (attacchi che riceviamo sono sporadici), non ci sono missili su Shderot ne su Kiriat Shmone, kamikaze hanno finito di fare saltare autobus, rapine di aerei e soldati sono diminuiti e solo cio' che e' rimasta la politica di oppressione su un altro popolo condotta da noi israeliani. Proprio noi israeliani o meglio ebrei che abbiamo sopportato il delitto piu' grosso dell'umanita' non possiamo permetterci una situazione di oppressione nei confronti della  una popolazione palestinese.
 Sebbene con tutto cio' che cio' che abbiamo passato e sofferto  ( ed io ne ho subite le conseguenze ) non e' possibile considerare nostro un territorio conquistato con la forza perche' ci spetta a secondo della Bibbia, da Dio e dai religiosi.
La situazione stagnante, senza nessuna iniziativa nostra, la situazione economica che progredisce di gionro in giorno un giorno scoppiera' e ci mettera' di fronte ed una terribile realta'.
Dovremo usare la estrema forza che abbiamo o subiremo una nuova situazione terroristica che non ci permettera' piu' di guardare la televisione in pace o di viaggiare per il paese senza la paura di saltare in aria.
Basta per oggi.
21/04/2010


martedì, aprile 20, 2010

eccomi qui

Sono passati mesi e non ho scritto su come va la famiglia.
Cominciamo dalla mamma: sta benino dopo aver compiuto i suoi 87 anni vive da sola in kibbutz e dopo una mattinata abbastanza attiva fra cucinato e un po' di attivita' nel club degli anziani, cerca di passare le ore del pomeriggio che sono un po' lunghe con la televisione e le telefonate. Ha la fortuna di avere una familiare come la Bruna ( per me adesso si chiama "puffetta") la quale non sgarra un giorno e sta con lei al telefono per ore ed ore.

Mia figlia Liran sta finendo e studia sodo per gli esami di maturita'.

Yanir continua a lavorare con i bambini al doposcuola e da da fare con piu' di sessanta bambini dell'eta di sette - otto anni.

Aylon continua a lavorare con i pesci speciali in un allevamento di pesci per vasche, noi li chiamamo pesci dorati e piu' che altro per l'esportazione.

Naor. Sono quasi quattro anni che ci ha lasciato. il dolore si fa piu' grande di anno in anno. ieri abbiamo celebrato yom hazikaron, il giorno della memoria.dopo la celebrazione ( non religiosa) al cimitero, cerimonia solenne, sentita, commovente, abbiamo ospitato in casa piu' di ottanta persone tra familiari ed amici e giovani compagni dei 25 anni di felicita' che ci ha donato. Non posso dire che questa giornata mi fa sentire piu' vicino allo stato d'Israele, la sua morte non ha risolto molto e questo stato non e' ancora arrivato a poterci dare quel senso di piacere dove poter vivere con serenita' per il futuro degli altri figli e dei nipoti che stanno crescendo a vista d'occhio.

Doron fa la vita del cittadino, la vita di una citta come Tel aviv, frenetica caotica pesante ma anche piacevole, frivola, di entusiasmo.Si cura della sua unica figlia ( per il momento) Yali.

Dikla attiva nel suo lavoro di grafica, tre figli da allevare, ( oggi e' il compleanno di Maya e Gal, e tra due settimane di Yuval) che non e' facile. Passeranno casa tra poco e ricostruiscono sulla vecchia una nuova villa.

Barbara dopo aver lasciato il lavoro di Tel aviv insegna full time al liceo. e la vita continua sebbene tutto.

Io passo i giorni nel ricordo ma anche cerco il futuro. sono attivo e spero di godermi questa estate nel modo migliore. Mi preparo per una gita in Polonia invitato dal corpo del genio ( quello di Naor) in una rappresentativa di soldati in visita nei luoghi dell'olocausto. non sara facile. ma niete adesso e' facile ed ho deciso di accettare l'offerta.
Continuo a dipingere, fotografare, filmare e passeggiare.

sabato, marzo 13, 2010

FOTO DELLA FAMIGLIA SERVI A PITIGIANO

Queste foto sono sicuramente foto rare fatte a Pitigliano ..... chi e' a conoscenza di  tutti i nomi dei fotografati?
le foto sono state passate da Daniele Sigal figlio di Marcella in onore degli ottanta anni di Marcella sua mamma.


11-03-2010 compleanno Clara

In questi giorni abbiamo celebrato l'87 esimo compleanno della mamma Clara la quale sta abbastanza benino e potete vedere dalle foto inserite, segue anche le parole di augurio scritte per l'occasione e il filmato ( in U-TUBE ) dell'album di fotografie preparato come regalo dove in ordine a secondo delle famiglie comprende figli,nipoti e bisnipoti.

foto:

Scritto dai figli Avner, Rosalba e Moshe Ghedalia 
Alla mamma nel suo 87 anno !         11-marzo-2010
Cosa si puo' dire ad una mamma nel giorno in cui arriva a celebrare il suo ottantasettesimo compleanno?
Prima di tutto :   che ti vogliamo  un mare di bene e ti facciamo TANTI AUGURI  ed …. ARRIVEDERCI AL 2013 per poter  festeggiare  il 90° quello "rotondo" ,  "rotondo" come si dice in ebraico e poi faremo un pensierino  anche per il 2023 per i 100!!.
Seconda cosa : ti auguriamo tanta  buona salute.
 Certamente non mancano gli acciacchi della " anzianita' " , ( come vedi non diciamo vecchiaia),  per esempio un po' di memoria che diminuisce ; l'udito che piu' o meno  va bene ,  se non senti e' perche'  gli altri non parlano bene e mangiano le parole; la vista  e' quasi tornata, dopo l'operazione delle cateratte, come quella di una giovinetta e così  puoi ancora leggerti I giornali ed  ampliare la  tua cultura a cui  ai sempre tenuto molto fin dalla gioventù.
Non passa giorno che non ci chiedi di ricevere materiale preso da internet per essere aggiornata o di  avere un libro nuovo  in italiano per poter approfondire  le tue nozioni sul passato che così' tanto ha inciso sulla tua vita.
E la musica?
Importante è non dimenticare il concerto del sabato, quello proprio non si puo'  scordare e guai se qualcuno ti disturba in quelle ore.
Il  cucinato e' ancora il tuo campo di battaglia per passare la mattinata nelle giornate  in  cui non vai al Moadon, e tra tutti  I mangiari  riceve una  nota di merito la macedonia di frutta con le fragole che ci ricorda tanto la nostra infanzia.
Al moadon sei la prima della classe , nella pittura e nell'arte artigianale. Proprio in questa settimana ci hanno riportato e elogiato la tua attivita', la passione, il talento e la concentrazione ,frutto certo di  una formazione artistica appresa  o sviluppata in gioventu'.
E' vero che la vita non e' stata cosi' facile durante questi ottantasette anni, le guerre in Italia e quelle qua in Israele , la  malattia di papà, le difficoltà economiche , la perdita di due nipoti, la Lilli e Naor, Naor  che mai non si dimenticava di portarti  pesci ben puliti e freschi.
E' vero che una vita un po' difficile in kibbutz non ti ha procurato tutte quelle soddisfazioni che avresti  voluto, ma certamente abbiamo tutti noi fatto il meglio che abbiamo potuto secondo le circostanze e le vicissitudini della vita  che ognuno di noi ha dovuto affrontare.   Se abbiamo mancato certe volte verso di te non e'  stato per cattiva volontà, ma sappiamo che tu con la tua intelligenza e sensibilità hai sempre capito.
Chi puo' arrivare come tu sei arrivata oggi a ottantasette anni circondata da tre figli, 16 nipoti, e dieci bisnipoti (anche se non tutti proprio li conosci bene), può essere orgogliosa della famiglia …. Quasi come quella della foto fatta  per il complenno di Italo a Pitigliano.
Ti auguriamo ancora noi figli, nipoti e bisnipoti tanta salute e tanta serenità  per poter trascorrere insieme  giornate felici.
Avner, Rosalba, Moshe Ghedalia, nipoti e bisnipoti  e tutti I famigliari 

FILMATO DELL'ALBUM FOTOGRAFIE 
LINK TO U-TUBE






giovedì, gennaio 14, 2010

14-01-2010

Oggi il 14 di gennaio tre anni fa e' deceduta Tamar dopo quella lunga malattia contro la quale cerco' di combattere con tanta forza e coraggio, finche' il cancro e' stato piu' forte e stronco' la vita della madre dei miei primi due figli Dikla e Doron, la mia prima moglie e compagna della gioventu'.
Non e' stato facile per nessuno di noi passare questi tre anni, molte cose sono cambiate nella vita nostra dove questo dolore si e' aggiunto a quello della perdita di Naor.
Penso che Doron e Dikla' hanno perso oltre alla madre anche ad una casa dove si sentivano a loro agio, dove i loro figli , nipoti nostri, potevano giocare, pretendere, trovare una nonna pronta a essere calda, premurosa, e anche certe volte severa. Tamar e' riuscita anche negli ultimi anni quando non stava bene a pretendere che i figli venissero a trovarli con tutto lo sforzo che doveva fare dato che Doron con la moglie e la bambina avevano una stanza nella casa di Tamar e Efraim.
Per me anche non era un problema andare a trovarli e stare qualche ore assieme. Mi e' stato difficile allora e anche oggi non riuscire a poter dare una casa a Doron e alla famiglia o a Dikla e poter vivere assieme giornate ( venerdi e Sabato in genere), nell'intimita' come tutte le famiglie normali.
Adesso le visite si sono diradate e non e' facile poter dare ai figli la presenza di una madre.
Oggi e' stato rivelato a tutti che Hila moglie di Doron aspetta un bambino.
Ci siamo ritrovati al cimitero nel pomeriggio dove tutti hanno portato tanti fiori. Senza discorsi, senza parole solo con abbracci, strette di mano, sorrisi, qualche lacrima, qualche faccia un po' pensierosa, qualche pensiero su cio' che sarebbe potuto essere se.....

Oggi, nella mattinata Io e Barbara siamo andati a Haifa. All' universita' c'e' stata la celebrazione delle borse di studio date a nome di 121 soldati caduti nella seconda guerra del Libano.
Il benefattore e' un ebreo della California, il quale era presente con la moglie.
Una borsa di studio e' stata data ad una ragazza che frequenta il secondo anno alla facolta' di statistica e  direzione del personale, a nome di Naor.
Si chiama Mayan ed abita a Kiriat Haym. Una ragazza simpatica, aperta e sembra che sia  facile poter trovare un legame tra noi. Gioca nella squadra di pallavolo dell'universita' e ha proposto se saremo d'accordo di fare delle magliette (della squadra) con una dedica a Naor che indosseranno nelle loro turne' a Eilath e in Europa..
La cerimonia e ' stata semplice e tutti i quelli che hanno parlato hanno espresso calde parole nei confronti delle famiglie che hanno perso cio' che di piu' caro nella vita , un figlio.

domenica, novembre 01, 2009

INTERVISTA AD AVNER FATTA DAL VIDEO DEL KIBBUTZ - 11-2009

 In questo sito si puo' vedere il video del kibbutz fatto dal nostro gruppo di fotografi e editori.
per il momento  senza la traduzione in italiano !!

parte prima 
http://www.youtube.com/watch?v=Z1BlGqFSnHo

parte seconda
http://www.youtube.com/watch?v=Xcz75lAyIIE

piu' o meno tutti e due i filmati 11 minuti !!

Avner



domenica, settembre 27, 2009

giorno del kippur 2009 ricordi del passato

Il giorno del kippur e' stato per me sempre correlato alla guerra. a quella guerra che scoppio' il sabato 6 ottobre del 1973, dopo la caduta di Naor nel 2006 , si e' sovrapposto a quel trauma personale un trauma ancora piu ampio. duro , particolare e cosi l'associazione, il pensiero a quei giorni difficile della guerra e' piu' vago.
In ogni modo ho deciso oggi di cercare le mie sensazioni passate durante quei giorni ed anche cercare di lasciare scritto per i figli parte del passato.
Quando arrivai in Israele, nel dicembre del 1968, ero cosi' sicuro che la pace fosse alle soglie, ci crdevo e credevo anche negli arabi, credovo che quella guerra del 1967 avesse portato in oltre allo spirito bellico, entusiamo e prosperita' anche un pensiero su come andare avanti verso una pace. I paesi arabi avevano capito che con la forza non si puo' distruggere Israele, purtroppo Israele non capi' allora e mai negli ultimi quaranta anni che la pace si fa con i nemici. Non bisogna ancora oggi dopo tante delusioni avere fiducia sia in noi stessi che nei palestinesi. solo cosi si puo' arrivare ad una soluzione.
I tre anni dopo l'alia' sono passati in un baleno.
Tra la difficolta' di introdursi in kibbutz, poi il matrimonio con Tamar la nacita di due figli a distanza di poche mesi uno d'altro(Dikla, Doron ), l'assorbimento della mia mamma Clara e mio fratello Guido nel kibbutz, gli studi di pittura al villaggio artistico di En hod assieme al lavoro fisico nella fabbrica del kibbutz non mi lasciarono spazio per capire che la situazione politica e militare dello stato fosse molto piu' complicata.
Si viveva in una atmosfera di prosperita' economica e sebbene la "guerra d' attasha'" che durante questi anni continuava lungo le sponde del canale di Suez a procurare le sue vittime giorno per giorno la cosa veniva considerata ( certamente non per quelle famiglie colpite) come parte del vivere, parte della nostra lotta per l'esistenza della popolazione e dello stato. Tutto cio' era lontano da casa, milluimnikim nel Sinai, nel Golan o in Cisgiordania o a Gaza era parte della nostra esistenza e credo che chi andava lo accettasse anche in modo pacato senza farsi tante domande.
In quei tre anni fui anche mandato al mio tironut (CAR) per solo tre mesi,( a Sebastia e poi a Zrifin) essendo nuovo immigrato e all'eta' di 27 anni. Allora avevo gia' mia figlia Dikla' di pochi mesi, ed era il 1970, ricordo bene la data perche' proprio in quel periodo si svolgeva il campionato del mondo in Messico  dove Israele conquisto' ( altra conquista forse piu' bella...!) il pareggio con l'Italia. Il periodo del tironut fu quello piu' difficile nella mia vita ( fino allo scoppio della guerra), mi fu difficilissimo sopportare le condizioni , le imposizioni, le umiliazioni che giovani ( piscioni appena svezzati) soldati procurassero a uomini come me e come i miei camerati gia' con famiglie, moglie e figli. Il primo giorno dell'esercitazioni ancora non in divisa ebbi uno svenimento cosa che pero' non mi dette nessuna agevolazione.
La distanza da Tamara e da la mia figlia Dikla che era appena nata ( 04-11-1969) fu molto sentita in quel periodo anche perche' la possibilita' di usare il telefono fu molto difficile. Non esistevano telefoni nelle case e il PELEPHON era ancora nei sogni degli scenziati.
Ne uscii dopo tre mesi con il compito e  il diploma di soldato specializzato nel funzionamento di mortai da 120 millimetri montati su cingolati. ( piccole jip corrazzate).
Dopo un anno fui richiamato a milluim per l'organizzazione di un reggimento nuovo che comprendeva grossa parte dei "diplomati" del Car, ottanta per cento nuovi immigranti che non capivano ancora bene l'ebraico e non sapevano farsi comprendere, tutti come me.
I capi delle unita' e del reggimento erano giovani nati in Israele, soldati fatti, dopo piu' di tre anni di addestramento, i quali passando ai milluim ( le riserve) e dato anche l'eta' piu' avanzata il comportamento divento' piu' facile, intimo e amichevole. Dopo queste tre settimane di milluim non indossai piu' i vestiti verdi dell'esercito fino al 6 ottobre 1973.
La notizia o meglio il bisbiglio della notizia che e' scoppiata la guerra arrivo' in kibbutz nella mattinata.
Noi giovani scegliemmo quel giorno del Kippur ( come in tutti gli altri anni) per giocare una partita a calcio durante la quale qualcuno ci chiamo' dicendoci che la situazione era difficile e che tutti noi dovevamo cominciare ad organizzarci.
Ricordo poco di quelle ore dopo la notizia, Tamara cerco' di rassicurarmi che forse non mi chiameranno dato che non eravamo addrestati nel migliore dei modi. Cominciai ad organizzare la borsa come che dovessi andare ai mlluim, finche' arrivo' , mi sembra tramite la segreteria del kibbutz, il messaggio di essere pronto perche' una macchina mi sarebbe venuto a prelevare. Fui all'estremo delle mie forze, cercai di non pensare anche perche non potevo pensare a cio' che mi aspettava, non avevo la minima idea cosa fosse andare alla guerra, il distacco dalla casa, dalla moglie e da mia figli Dikla e Doron fu la cosa piu' difficile.
mi ricordo che mi dissero che Nissim avrebbe preso in mano tutti i compiti nell reparto di produzione dove lavoravo e non sarebbe stato arruolato perche la fabbrica era riconosciuta come produtrice utile per lo stato anche in guerra. Eravamo tutti nell'entrata della hadar hohel ( sala da pranzo), non sapevo cosa dire non pensai al fatto che forse non li avrei piu' visti, non ricordo per niente dove fosse stata mia mamma e Guido ( forse era arruolato come tanchista ), non ricordo le parole ultime di Tamara ricordo i baci e gli ultimi abbracci di quei momenti che mi separai da loro. Il taxista mi chiamo' di venire che si parte. Cosi' partii per l'ignoto.furono le otto e mezza di sera.
Destinazione Castina vicino a Beer Sheva.
Certamente in macchina il pensiero passo' verso tutto quello che lascavo dietro di me, non avevo paura ma stavo male, mi faceva male la pancia ma tenevo duro per il momento era solo una passeggiata in macchina.
All'improvviso mi assali' il panico perche facendo l'inventario di cio' che avevo messo nella borsa, riscontrai che avevo dimenticato l'asciugamano e mi feci un propblema di come avrei potuto fare senza durante il futuro che mi aspettava.
Mi ritrovai dopo poche ore alla base di preparazione, non avevo la minima idea di cosa succedesse, il posto era cosi caotico, gli ordini venivano dati da tanti comandanti dato che nessuno veramente sapeva prendere in mano la situazione.Io non conoscevo nessuno. Non ricordavo i nomi dei soldati che furono con me tanti mesi prima nella prima e ultima esercitazione.
Solo qualche faccia riconobbi.Il primo fu Yohanan Ghidron, il quale mi riconobbe perche' io appartenevo alla sua unita "sollela alef" (batteria numero uno).In quel momento fui molto felice di vederlo. Non ero solo. Dopo di che vidi un'altro ragazzo col quale scambiammo qualche parola era il cugino della Claretta W. di Milano. Altra faccia conosciuta fu quella di Yankale Shahar, che allora conobbi solo attraverso Avraham suo fratello e direttore del collegio di Torino dove passai la mia gioventu'. Questa fu vera sorpresa .... assieme nello stesso reggimento. Credo che vedere altre persone conosciute e anche loro nella stessa situazione mi rafforzo' un po', tutti avevano lasciato la casa chi madri e fratelli chi moglie e bambini.
Credo che io fossi il primo che Yohannan incontro' al suo arrivo alla base e purtroppo io fui l'ultimo ad essere di fronte ai suoi occhi quando fu colpito e mori'.
Si parti' verso il canale di Suez sulla strada della costa nel primo scontro con gli egiziani mori uno dei nostri compagni durante l'esplosione del cingolato.
Il 14-ottobre fu una ulteriore giornata del combattimneto e Yohanan cadde accanto a me io i salvai.
Tornai a casa il 10 marzo del 1994 per ricominciare un po' a vivere fino al 9-08-2006.
Questo e' il mio Kippur, pensare a quella vita che sarebbe potuta essere diversa se gli uomini fossero stati diversi, sia noi che loro.

venerdì, settembre 04, 2009

MOSTRA DI DIPINTI AD OLIO AVNER CALO' 02-09-09

Mercoledi' 2 settembre 2009 alle sette di sera si e' aperta una mostra di quadri fatti da me durante gli ultimi anni. Il Centro Italiano di cultura di Haifa si e' offerto di organizzare questa mostra dove hanno partecipato il giorno dell'inaugurazione piu di ottanta persone.
Ecco il link del sito dove potrete vedere il giorno dell'apertura, i quadri, e i discorsi di inaugurazione.

sabato, agosto 08, 2009

3 anni senza Naor

Sono passati tre anni senza Naor. La mia esistenza e' mutilata.
La mia vita e' un susseguirsi di minuti, ore, giorni,mesi ed anni dove la vita normale fatta di discorsi, pensieri, preoccupazioni, giochi, desideri, amore, e' contaminata da una macchia di sangue.
Si vive perche' ci si alza la mattina, si vive perche' non si vuole finire in un baratro di depressione, si vive perche' la mente ti aiuta a sopportare il dolore fisico e quello interiore. Vivi perche' hai per chi. Figli, moglie, nipoti, madre hanno ancora bisogno di te.
Domani il nove Agosto duemilanove ricorderemo Naor che ci ha lasciato tre anni fa.
E' assurdo che un padre debba ricordare la data di morte di un figlio che ha vissuto solo piu' di venticinque anni.
Volevamo non ricordare questa data cosi funesta, volevamo dopo tre anni rinchiudersi in casa da soli con il nostro dolore e pensare e rivangare solo alle cose belle di Naor, atutto cio' che ci ha fatto genitori felici.... ma la vita e' piu' forte del nostro volere e dato che non viviamo in una sfera isolata siamo stati sviati in una riunione fra amici e parenti dove sara' ricordato Naor.

giovedì, luglio 09, 2009

08-07-2009 dal monte Adir vi vede il Libano




Sono passati tre anni dal giorno che e' scoppiata la guerra le Libano nel 2006, tra un mese sono tre anni da quel giorno in cui Naor e' caduto in una di quelle casa nel villaggio di DEBEL in Libano. Il villaggio si trova a quattro kilometri dal confine.
Ieri ero proprio la', ero cosi' vicino ed era cosi' difficile.
Un senso di mancanza e un senso di un misero completamento. Ho visto dove Naor e' stato e dove ha marciato, cosi che mi sono fatto partecipe della sua difficile marcia.
Il panorama e' cosi' bello e molto pastorale, i colori della natura si confondono tra loro , i verdi con i gialli.
Il sole accentua i colori gialli, a il caldo del mese di luglio alza uno strato di nebbiola all'orizzonte che non permette tanta visualita'.
Io mi trovo in vetta a questo monte, Har Adir, alto piu' di mille metri, tutto il territorio libanese vicino al confine si proietta verso di me, tutto pronto su un palmo di mano.
Io cerco il sentiero nel quale Naor e' marciato di notte, in quella notte di Tu Beav ( giorno dell' amore) dove la luna piena illumino' la zona come a mezzo di', come oggi.
Io cerco la palazzetta all'entrata del villaggio Debel nel quale Naor riusci' a riposare qualche ora dopo la marcia dura di notte e prima che il missile lo colpi' assieme a otto compagni di questa querra.
Io cerco il punto nel confine dove Naor apri un valico nella rete e comincio' il suo itinerario verso una avventura di cui non sapeva la sua fine.
Io cerco il villaggio dal quale parti' il missile.
Tutto si puo' vedere da questa vetta dove mi trovo.
Se solo avessero messo una vedetta su questa vetta e in quella notte avrebbero potuto farli tornare indietro sani e salvi... solo se ....
Io sto cercando ancora tante cose senza sapere di che,
forse sto cercando quei ultimi cinque minuti di Naor, in quei minuti nel quale riusci a svegliarsi, capire cio' che accadeva, fare il dovere e cadere .
Tre anni sono passati e non ho pausa nella mia vita, ne' di giorno ne' di notte
Abba




sabato, giugno 20, 2009

20-06-2009 bat mitzva Maya henkin



Abbiamo festeggiamo il bat mitzva della figlia di Dikla' la mia prima nipote Maya.Una festa in kibbutz con la partecipazione della famiglia proprio ristretta tanto che con i bambini eravamo solo poco piu' di 70 partecipanti. Tutto e' stato organizato sia da me che da i miei figli e con gli altri nonni e la famiglia che anche vivono in kibbutz.


Io e mia figlia abbiamo detto qualche parola di augurio, Dikla' ha ricordato la mancanza di sua madre e di Naor in questa ricorrenza.


La nonna Clara e' venuta ed e' stata molto contenta dell'atmosfera. ecco la foto!!!




lunedì, maggio 11, 2009

NOVITA' DEGLI ULTIMI MESI - marzo-maggio

Eccomi qui, con qualche notizia.
Abbiamo passato un mese abbastanza difficile, mesi di compleanni, Naor, Mamma Clara, Alon, e poi Yom Hazikaron.
Per il giono dell'indipendenza gli amici di Naor hanno organizzato una gita di tre giorni al nord dal mare mediterraneo al kineret per 65 km con una piccola cerimonia alla fine ( vedere il link) Noi anche abbiamo partecipato.
Aylon ha finito l'esercito ed e' tornato in Kibbutz dove ha ripreso a lavorare nelle vasche dei pesci ornamentali.
Liran si sta preparando per una parte degli esami di maturita' sebbne ne avra' ancora un ano per finire.
Yanir ha deciso di fare la richiesta di diventare membro del kibbutz e lavora come istruttore dei bambini nel doposcuola.
La mamma e' passata nella nuova casa e dopo un giorno si e' rotta la spalla ed e' stat ricoverata nella casa di riposo del kibutz. Oggi e' tornata a casa in buone condizioni.
L'albero genealogico della famiglia Servi-Calo' e' stato un po' aggiornato ( vedere link).
Io faccio il pensionato.
tutto per oggi.

mercoledì, aprile 29, 2009

YOM HAZIKARON 2009 - FILM AL NAOR

Oggi abbiamo ricordato Naor assieme a tanti amici, parenti e compagni di classe dell'esercito della vita.

Il film qui aggiunto e' stato preparato lo scorso anno da Doron e da me, qui aggiunto il link.

http://yes.walla.co.il/?w=2/8616/1475689

mercoledì, aprile 22, 2009

mese di aprile 2009 CASA NUOVA E SEDER PESAH






























































Il mese di aprile sta quasi passando e per fare un consuntivo si puo' dire che non sia atato per tutti noi un mese facile.Rosalba e' venuta dall'Italia per fare il trasloco della casa della mamma Clara, la quale e' passata in una casa un po' piu' piccola ma piu' centrale in Kibbutz. La casa e' anche vicino alla casa di riposo tanto che cosi avrebbe potuto sfruttare un po' i loro servizi, mangiare nella sala da pranzo loro, partecipare alle attivita' ricreative ma anche gioire ancora della propria indipendenza in casa propria.
Abbiamo fatto veramente un buon lavoro nell'ampliare l'ambiente con una pergola chiusa e un deposito fuori per serbare tutto quello (quasi tutto) che aveva nella casa precedente. Giornali, lana, soprammobili ...insomma tutta una vita di quaranta anni in Israele.
Rosalba addetta alle pulizie e l'ordine e' stata eccezionale con la mia coadiuvazioni per i trasporti vari.
Abbiamo passato il seder in sala da pranzo del kibbutz con altri 900 invitati ed e' stato piacevole assieme ai figli nipoti e parenti.
Purtropppo il giorno dopo la nonna e' caduta e si e rotta la spalla .....dopo aver dormito solo una notte nella casa nuova.
La caduta e stata in casa di Rosalba e fortunatamente e' andata benino dato che avrebbe potuto a questa eta' andare peggio.
Adesso sta proprio sfruttando i servizi della casa di riposo con la speranza che in poche settimane potra' muovere il braccio (destro) e tornare acasa sua.





Marcella e Debora sono venuti a trovare la nonna, Dina di Aldo, Moshe Ghedalia e Debora Lea, Maurizio e famiglia, Gigliola ed Ernestina e Debora dall'Italia arriveranno domani.
ecco qui un po' di foto.











sabato, marzo 14, 2009

lo zio Renzo

Lo zio Renzo era il fratello piu grande di mio papa' Renato
Lo ricordo benissimo sebbene solamente nei mie primi anni che vissi a Firenze il legame era piu' vicino.
Finche' a 13 anni andai a Torino e poi tutta la mia famiglia si sposto' a Milano, i contatti furono piu' rari.
Ci incontravamo sempre alle feste in casa del nonno Guido e della nonna Emma, capod'anno, Pesah e kippur.
Oltre a questi incontri mi ricordo che lo zio mi invitava alla partita della Fiorentina e dato che aveva l'abbonamento avevamo anche dei buoni posti.
aggiungo qui' tre poesie scritte dallo zio Renzo e avute da Paola.
IL MIO NONNINO
Della gente che pratica il mercato
Centrale,
nelle ore del mattino
ed anche chi una volta sol vi è entrato
certo conoscerà il mio bel nonnino
esso è un vecchietto arzillo e sempre forte più forte di quei giovani che vien ora ei sempre a tutte le intemperie sorte e la mattina s'alza di buonora.
Dentro il mercato lo conoscon tutti
anche quelli che vanno ad acquistare
e quei che vendon carne, pesce e frutta
quando lo vedon lo voglion salutare
ma credete che il mio nonno l'è avvezzo, e poi, di certa merce se n'intende quando compra qualcosa tira il prezzo e i suoi denari sempre ben li spende.
E quindi lo vediam tutto contento
col paltò grigio e con la borsa nera
ch'è tutta piena, ed ei la regge a stento pel desinar v'è la provvista intera.
Egli ha comprato del buon parmigiano
di quel che tempo addietro si mangiava.
Dice frassè: "questo l'è buono e sano,
un mese fa, questo non si trovava".
Arriva a casa per far la colazione
prende il formaggio e comincia a grattare si fa della minestra la porzione mette il formaggio e comincia a mangiare.


GUGLIELMINA
Conosco una graziosa bambinetta:
ha una testina bionda e un fiocco rosa
questa bambina è la mia cuginetta
è una fanciulla bella ed amorosa
essa l'è una bambina un po' vivace
vivace in casa, e talvolta anche a scuola giocare in compagnia ad essa piace e mai non si diverte a giocar sola La bimbetta si chiama Guglielmina a scuola essa non forza la sua mente perchè sempre ha i pensier da birichina però essa l'è molto intelligente.
Alla Bubi però bisognerebbe
che crescesse la voglia di studiare
preziosa bimba ella diventerebbe
una bimba da fare innamorare.


RENATINO
Ma non credete che il mio fratellino
sia molto al disotto di Guglielmina
egli è un ragazzo vispo e birichino
e ha qualche pregio di più di sua cugina Quand'esso qualche cosa vuole fare e sa che mamma parrebbene contenta, dalla voglia allor si fa aiutare ma quando questa manca, sempre stenta.
Egli compisce gli undici anni ad Aprile
ed ora fa la quarta elementare
è un ragazzo grazioso e assai gentile
e vestito di lusso fa incantare
se mio fratello fosse un po' più alto
per gli anni suoi sarebbe un bel bambino speriam che tutto a un tratto faccia un salto ora tutti lo chiaman Tombolino!!!

mercoledì, marzo 11, 2009

NONNA CLARA 86 ANNI





La mamma ha 86 anni oggi.
Abbiamo festeggiato a casa sua portandogli qualche regalino,
il piu' bello questo poster fatto da Dikla sotto mia ordinazione e preparazione.






http://www.yousendit.com/transfer.php?action=batch_download&batch_id=U0d3bGtLU1A3bUR2Wmc9PQ

In questo sito si puo' download il poster fatto per il compleanno (8 m)